CALCIO – Bologna, reazione e rimpianti: il solito Barrow ferma il Napoli

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nella foto, l'esultanza singolare di Musa Barrow dopo il goal del pareggio: ottava rete in rossoblù per l'ex Atalanta, nuovo capocannoniere della squadra a pari merito con Orsolini (Getty Images)

Il Bologna c’è.

Chi temeva un rilassamento fisiologico in assenza di obiettivi concreti è stato smentito alla grande dai 90′ del Dall’Ara. Sotto di un goal dopo un brutto primo tempo, i rossoblù si sono rifatti con gli interessi nella ripresa. Occasioni in serie, due goal annullati, l’ormai consueto timbro di Barrow e un palo colpito nel finale da Danilo: è un pareggio che genera addirittura rimpianti. Sì, questo Bologna diesel spaventa un Napoli viceversa autorevole nella prima parte ma piuttosto fiacco sulle ultime curve. Sinisa ottiene la reazione pretesa dopo Parma e guarda al futuro con fiducia; pare che i suoi ragazzi abbiano capito l’antifona. Vietato tirare i remi in barca, da qui al 2 agosto sarà battaglia su ogni campo.

Come anticipato alla vigilia, Mihajlovic offre una chance a Skov Olsen e tiene a riposo Orsolini. Dietro, Tomiyasu scala al centro per sopperire all’assenza di Bani (stagione finita) e a destra dal 1′ tocca a Mbaye. Novità anche sulla corsia opposta, dove si rivede Krejci al posto di Dijks. In attacco torna Palacio come vertice alto, con Barrow più arretrato. Sinisa confida nelle sfavillanti statistiche recenti contro il Napoli (due vittorie nelle ultime due sfide), ma Gattuso cerca l’assalto al quinto posto e punta sulle forze fresche. Tantissimi i volti nuovi rispetto al match di domenica col Milan, a partire da un attacco completamente rivoluzionato: il tridente sulla carta titolare Callejon-Mertens-Insigne si accomoda in panchina; maglia da titolare per Milik, affiancato da Politano e Lozano. Inizio opposto rispetto a Parma per il Bologna, il primo corner stavolta è fatale: su cross di Politano, Manolas prende il tempo a Tomiyasu e incorna alle spalle di Skorupski. Strada subito in salita, di certo non il miglior viatico per dimenticare la beffa del Tardini. I rossoblù fanno una gran fatica a sviluppare gioco e a coinvolgere i tenori offensivi nella prima parte, mentre il Napoli si dimostra più sciolto e leggero mentalmente. Minuto 22, Mbaye risponde a sorpresa con un’inzuccata vincente sempre su calcio d’angolo, ma parte con quell’attimo d’anticipo che risulta decisivo: fuorigioco millimetrico e pareggio cancellato. Mihajlovic ottiene poco dagli esterni, né Skov Olsen né Barrow riescono a creare la famigerata superiorità sulle fasce. Al Bologna del primo tempo mancano insomma ritmo e idee per impensierire la banda di Gattuso.

Si scuotono un po’ i rossoblù nella ripresa, una bella combinazione tra Skov Olsen e Mbaye con destro a lato del terzino senegalese suona la carica. Finalmente coinvolti gli esterni d’attacco, anche Palacio entra in partita dopo un tempo anonimo. Gattuso accetta di abbassare il baricentro, sapendo che da un eventuale contropiede possono nascere dolori seri per il Bologna. E in fin dei conti il pericolo più concreto di questa fase in zona goal porta la firma di Lozano, che si libera di Dominguez con una gran finta ma spara alto da posizione propizia. E’ l’ultimo atto della prova dell’esterno messicano, sostituito a braccetto con Politano dopo un’ora esatta: dentro Callejon e Insigne. Replica immediata di Sinisa con Orsolini e Dijks per Skov Olsen e Krejci. Momento che sembra sorridere al Bologna, Palacio galleggia tra le linee e in diagonale trova il pertugio giusto per trafiggere Meret: altro giro, altro fuorigioco impercettibile che spazza via le illusioni rossoblù. Buona la terza, allora. A dieci minuti dal gong Soriano verticalizza alla perfezione per Barrow, che affila il sinistro e supera Meret sul palo lungo. Ottavo sigillo rossoblù per il talento gambiano, protagonista indiscusso di questo anomalo girone di ritorno. Accusano il colpo i ragazzi di Gattuso, il Bologna prova a cogliere l’attimo. Palacio vince il duello fisico con Maksimovic ma angola troppo a tu per tu con Meret, poi ancora Barrow cerca il bis con un destro a giro dal limite. Niente da fare. La palla della gloria scende allora insolitamente sul piede di Danilo al tramonto del match: il difensore brasiliano calcia d’istinto dal limite e centra un palo clamoroso a Meret battuto. Vittoria solo accarezzata, ma il Bologna è di nuovo sul pezzo. E adesso, sotto col Milan.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: prende goal alla prima occasione, teme forse l’imbarcata. E invece no: una volta tanto l’attacco del Napoli spara a salve. Fa il suo, senza picchi. MITE

Mbaye 6.5: contiene Lozano, sveglio e applicato nelle diagonali difensive, si toglierebbe anche lo sfizio del goal: maledetto fuorigioco. Sensazioni positive, come a Parma. SINUOSO

(dall’84’ Denswil s.v.)

Danilo 7: quasi un libero vecchio stampo, si arrangia d’esperienza in apertura su Milik. Lettura pulita delle varie situazioni, a tempo praticamente scaduto sfiora un goal da copertina: palo pieno! Puntello imprescindibile. BOSS

Tomiyasu 5: non esce dal tunnel: pronti via, perde Manolas in marcatura e il Bologna è subito sotto. Protagonista in negativo, nei corpo a corpo paga dazio. SUCCUBE

Krejci 5.5: prima da titolare dopo infortunio e lunga sosta, in fascia deve fare i conti col peperino Politano. Più stenti che gioie. LEGNOSO

(dal 65′ Dijks 6: in campo per aggiungere soluzioni offensive, mezzora di buona intensità. REDDITIZIO)

Medel 6: il cuore in campo, sempre. Di errori ne fa, ma è bravo a nasconderli a suon di corse e rincorse. Mollare: verbo sconosciuto. SCHIETTO

(dal 78′ Baldursson s.v.)

Dominguez 5.5: se non vede palla, fatica a mettersi in luce. All’attivo giusto uno scambio veloce nel breve con Barrow: non basta. Vaga con pochi riferimenti nella terra di mezzo. RANDAGIO

(dal 78′ Poli s.v.)

Skov Olsen 5.5: l’eleganza delle movenze non passa inosservata, a latitare è la concretezza. Come si suol dire: molto fumo, poco arrosto. ALTEZZOSO

(dal 65′ Orsolini 5.5: entra nel miglior momento possibile per incidere, conferma di vivere una fase un po’ così. Non pervenuto nelle azioni degne di nota dell’arrembante finale rossoblù. ENIGMA)

Soriano 7: un po’ sulle tracce del regista avversario (Demme), molto più spesso faro offensivo. Da manuale nello smarcamento senza palla, sontuoso nell’azione del pareggio: si libera con lo stop e imbuca al momento giusto per Barrow. Fattore decisivo. ARCHITETTO

Barrow 7: primo tempo da cestinare, ripresa da incorniciare. Scatta, dribbla, tira: pericolo pubblico, come quasi sempre accade. E alla fine arriva il goal, d’alta scuola. Come quasi sempre accade, appunto. Signore e signori: sono otto in meno di un girone. COOL

Palacio 6.5: soffre Manolas e Maksimovic per 45′, ma quando sale in cattedra è ancora un piacere per gli occhi. L’errore di mira davanti a Meret è l’unico neo di un secondo tempo letteralmente commovente per dedizione e maestria. Fuorigioco spietato: sparisce un goal che avrebbe strameritato. REGALE

all.Mihajlovic 6.5: aveva chiesto orgoglio e concentrazione: missione compiuta. Allunga la personale striscia positiva contro il Napoli (2 vittorie e 1 pareggio nelle ultime tre), per poco non porta via l’intero malloppo. Ai punti, meglio il suo Bologna. GUASTAFESTE

 

NAPOLI (4-3-3)

Meret 6; Di Lorenzo 6, Manolas 7, Maksimovic 6, Hysaj 5.5; Elmas 6 (70′ Fabian Ruiz 5.5), Demme 5, Zielinski 6 (83′ Allan s.v.); Politano 7 (61′ Callejon 5), Milik 5 (70′ Mertens 5.5), Lozano 6.5 (61′ Insigne 5.5).  all.: Gattuso 6

 

BOLOGNA-NAPOLI 1-1 (7′ Manolas, 80′ Barrow)