CALCIO – Bologna, riecco l’incubo Lukaku: l’Inter passa al Dall’Ara e vede lo scudetto

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nella foto, Romelu Lukaku si appresta a depositare in rete il pallone sotto gli occhi dei difensori rossoblù

Effetto Big Rom, Bologna senza scampo.

Ci aveva visto lungo alla vigilia, Sinisa Mihajlovic. Al collega Conte avrebbe tolto Lukaku: quasi una banalità, però zeppa di verità. E il centravanti belga dà ragione ai timori del tecnico rossoblù, confermandosi ancora una volta trascinatore della sua Inter e spietato sicario del Bologna. E’ soprattutto una questione di numeri: il quinto goal rifilato dal bomber nerazzurro a Danilo e compagni in quattro gare allunga a nove la serie mozzafiato di vittorie interiste e a +8 il distacco dall’inseguitrice più vicina (il Milan), contribuendo in maniera tangibile a piazzare una bella ipoteca sullo scudetto. Nel giorno in cui proprio i rossoneri e la Juve frenano di nuovo, l’Inter rilancia e scappa via. Sì, la tappa del Dall’Ara rischia di essere terribilmente decisiva. Ancora rinviato l’appuntamento con la gloria per il Bologna, prigioniero innanzitutto della sua leggerezza da metà campo in su. I ragazzi di Mihajlovic hanno il merito di restare aggrappati alla partita fino all’ultimo minuto di recupero contro la prima della classe, ma onestamente il rettangolo verde non regala mai la sensazione che i rossoblù possano in qualche modo ribaltare andazzo e copione.

In campo va il Bologna preventivato alla vigilia, con il rampante Skov Olsen e Sansone chiamati ad assistere Barrow; esame sulla carta tosto per il buon Musa, che complice l’assenza del grande ex Palacio torna a recitare da prima punta. Dominguez vince la sfida con Svanberg e affianca Schouten, in porta tocca a Ravaglia. Tutto confermato anche in casa Inter, Conte sceglie Young al posto dell’affaticato Perisic a sinistra e dà ancora fiducia ad Eriksen come mezzala. Davanti al rientrante Handanovic, chance per Ranocchia; De Vrij, fresco negativizzato, è infatti a disposizione ma parte dalla panchina. Fari puntati su Lukaku e Lautaro, coppia da 33 goal in campionato e incubo dichiarato di Mihajlovic. I risultati di giornata (doppio pareggio per Milan e Juve) fanno venire l’acquolina in bocca all’Inter, ma forti motivazioni le ha anche questo Bologna in piena corsa per un posto nella parte sinistra e a caccia di un successo interno contro i nerazzurri che manca addirittura dal 2002. Non abbondano le occasioni nella prima parte, l’Inter adotta una tattica sorniona e accetta l’aggressione alta da copione dei rossoblù. Un sinistro debole dello spauracchio Lukaku e la rasoiata dal limite di Eriksen rappresentano il misero fatturato nerazzurro nella prima mezzora, in cui la truppa di Mihajlovic tiene botta senza problemi. L’Inter ha però dna da grande e alle grandi -si sa- basta un morso per iniettare veleno. Bastoni scende a sinistra e coglie Lukaku solo a centro area, rivedibile il piazzamento di Danilo e Soumaoro: risposta super di Ravaglia sulla capocciata del panzer belga, ma il pallone va a sbattere sul palo e Big Rom beneficia di un bocconcino irripetibile a pochi centimentri dalla linea di porta; tocco morbido per il quinto goal in quattro incroci con i rossoblù. Un vero sortilegio in carne e ossa. Piove sul bagnato a casa Sinisa, Tomiyasu si arrende in men che non si dica ad un problema muscolare e il Bologna perde un tassello mica da poco; entra De Silvestri, anch’egli non al meglio. Non granché la reazione rossoblù, Barrow e i suoi vicini di banco combinano poco. Per la scossa bisogna aspettare gli ultimi scampoli di frazione, prima con Schouten che prova a ripetere in fotocopia la prodezza di Crotone (parata comoda per Handanovic) poi con un tentativo in mischia da corner di Soriano; il trequartista del Bologna non trova la coordinazione giusta e indirizza alto da due passi.

Alla prestazione fin qui solo ordinata del Bologna manca una spruzzata di creatività, l’uscita dai blocchi dopo l’intervallo sembra promettente in tal senso. L’Inter sceglie di abbassarsi e di affidarsi al contropiede, mossa che può subito pagare. Si srotola in campo aperto l’offensiva degli uomini di Conte e il pallone giunge a Lautaro, che a Ravaglia battuto coglie il palo con un bel destro a giro. La ripresa non decolla, con l’Inter che pare orientata alla gestione del tesoretto mentre il Bologna fatica a dare consistenza alle proprie sfuriate offensive. Mihajlovic pesca a piene mani dalla panchina, aggiungendo un tris di ali di qualità (prima Vignato, poi Orsolini e Juwara) oltre a Svanberg. Conte chiede lavoro di raccordo tra le linee al neoentrato Sanchez e puntella la formazione con la coppia Gagliardini-Darmian. Si aspetta la mossa del Bologna, che continua a non arrivare perché Barrow da attaccante puro continua a denunciare più di un impaccio. Alla strategia dei rossoblù manca peso offensivo, il resoconto del forcing finale è tutto in un paio di guizzi del ritrovato Juwara. L’anno scorso il piccolo Musa avviò quella storica rimonta “made in Gambia” a San Siro a braccetto con il gemello Barrow: il bis, semplicemente, non riesce. Esultanza liberatoria per Conte al triplice fischio; dietro l’abbraccio spontaneo con Lele Oriali si intravede un bel pezzo di tricolore. La firma, manco a dirlo, è di Romelu Lukaku.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1, dall’80’ 3-4-2-1)

Ravaglia 6.5: la positività di Skorupski al Covid gli offre una bella occasione: va molto meglio che all’esordio, quando ne beccò 5 in un tempo dalla Roma. Gran parata su Lukaku un attimo prima del goal, poi gestisce bene. IDONEO

Tomiyasu 6: mezzora intraprendente lì a destra, subisce l’incursione di Bastoni da infortunato. Inutile persino specificarlo: Sinisa perde un monumento. TRANSITORIO

(dal 34′ De Silvestri 6: dentro a freddo e lontano dalla miglior condizione, si disimpegna con generosità e piazza anche un cross invitante per Sansone. PRODE)

Danilo 5.5: perde di vista Lukaku sullo 0-1, facendosi attrarre dal pallone. Partecipa da comparsa alla frittata: peccato, perché prima e dopo amministra con saggezza. FREGATO

Soumaoro 5.5: il duello fisico con Lukaku è una delle chiavi della partita. Non soccombe, ma si fa sorprendere fuori posizione nell’azione che indirizza il match. Sbavatura non da poco. MANOMESSO

Dijks 6: sfidare Hakimi non è mai una passeggiata di salute: riesce a limitare le scorribande della freccia nerazzurra e, pur offrendo poco in risposta, per la sufficienza può bastare. INFLESSIBILE

(dall’80’ Orsolini s.v.)

Schouten 6.5: elevato rispetto alla massa, per la maturità e il raziocinio che impone. In evidente ripresa, sulla scia della prodezza di Crotone. Gara di sostanza, personalità da vendere anche quando il pallone scotta. SUGGESTIVO

Dominguez 5: ottiene ancora la fiducia, ma non svolta: si adegua anzi alla prima parte molto timida della squadra. Cercasi salto di qualità. INSIPIDO

(dal 69′ Svanberg 5.5: un’opzione in più per l’assalto finale: resta in penombra. APPARTATO)

Skov Olsen 5.5: tre goal e due assist negli ultimi quindici giorni: on fire, come dicono i modernisti. L’approccio persuade, il resto molto meno. Cala alla distanza fino a spegnersi del tutto. FUMOSO

(dall’80’ Juwara s.v.)

Soriano 5: reduce dalla triplice esclusione in Nazionale che tanto ha indisposto Sinisa, cerca di riprendersi lo scettro in rossoblù: invano. Si danna ma non cava un ragno dal buco. E la deviazione alta da distanza ravvicinata finisce in archivio alla voce “goal sbagliati”. OFF

Sansone 6: di nuovo titolare, con 4 reti l’Inter è la sua vittima preferita. Piede sempre pigiato sull’acceleratore, firma anche un discreto tentativo al volo. Non incanta ma neppure dispiace. REATTIVO

(dal 69′ Vignato 6: introduce la solita variante tattica, esprime spirito di sacrificio, rispetta le consegne: difficile chiedergli di più, contro un’Inter così impermeabile. PIO)

Barrow 5: stretto nella morsa difensiva nerazzurra, non libera talento e qualità balistiche. Spalle alla porta deve crescere parecchio, la manovra risente delle sue difficoltà. SOTTOMESSO

all.Mihajlovic 6: si aggrappa alla partita con le unghie e con i denti, alla ricerca di una scintilla fuori dagli schemi. Bene per la caparbietà, ma da metà campo in su paga l’assenza di brillantezza. E di una vera prima punta, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Esce a testa alta perché resta in vita fino all’ultimo minuto di recupero contro la capolista. LONGEVO

 

INTER (3-5-2)

Handanovic 6; Skriniar 6.5, Ranocchia 6.5, Bastoni 7; Hakimi 6, Barella 6.5 (90+1′ Vecino s.v.), Brozovic 5.5, Eriksen 5.5 (61′ Gagliardini 6), Young 6 (70′ Darmian 6); Lukaku 7, Lautaro 6.5 (70′ Sanchez 6).  all.: Conte 6.5

 

BOLOGNA-INTER 0-1 (32′ Lukaku)