CALCIO – Bologna, rimonta senza gloria a Verona: il 2-2 allontana il decimo posto

0
318
nella foto, l'abbraccio tra Rodrigo Palacio e Roberto Soriano dopo il goal del definitivo 2-2

Un punto d’orgoglio e nulla più.

Il Bologna dice probabilmente addio al decimo posto pareggiando 2-2 a Verona. Doppia rimonta per i ragazzi di Mihajlovic, che con De Silvestri prima e Palacio poi cancellano due volte il vantaggio dei veneti. Solo la matematica e l’utopia tengono ancora in corsa i rossoblù per quello che rimane l’ultimo obiettivo di un finale di stagione decisamente anonimo. Per svoltare a sinistra sul gong serve battere la Juventus domenica prossima e confidare in un capitombolo -per la verità piuttosto probabile- dello stesso Verona nella tana di un Napoli obbligato a vincere per blindare la qualificazione alla prossima Champions League. Incastro fiabesco, d’accordo: sperare tuttavia non costa nulla, a maggior ragione a una giornata dalla fine.

Appuntamento di valore mica solo per pragmatiche ragioni di classifica, in ballo ci sono anche contenuti simbolici: è infatti il primo ritorno di Mihajlovic a Verona da quel 25 agosto 2019, commovente apparizione record in panchina a quaranta giorni dal ricovero al Sant’Orsola per la leucemia. E’ spareggio a tutti gli effetti per il decimo posto, il Bologna può contare solo sui tre punti per svoltare a sinistra sulle ultime curve; di fronte un Verona a lungo rivelazione, ma frenato da un girone di ritorno sottotono e culminato con la sconfitta di giovedì scorso contro il già retrocesso Crotone. Impietosi i numeri recenti della banda di Juric: 2 punti nelle ultime sette e vittoria che manca da un mese e mezzo. In attesa di trasformarsi in arbitri per la corsa Champions all’ultima giornata (sfideranno rispettivamente Napoli e Juve), Hellas e Bologna si contendono dunque un piazzamento di prestigio. Skov Olsen e Sansone sono le principali novità dell’undici rossoblù, con Vignato sistemato alle spalle di Palacio; esclusi un po’ a sorpresa Orsolini e Barrow. Pur dovendo rinunciare a Danilo, Sinisa boccia ancora il giovane Antov e davanti al confermato Ravaglia propone una difesa tutta in diffida: De Silvestri e Dijks terzini, Tomiyasu accentrato in coppia con Soumaoro. Tra i padroni di casa, vetrina per l’ex Bessa a centrocampo e maglia da titolare a Kalinic in attacco; Barak e Zaccagni si spartiscono al solito la trequarti. Bollicine in avvio, come da vizio cronico il Bologna finisce sotto senza neppure accorgersene. Mischia in area, il tiraccio di Gunter si rivela assist succulento per Faraoni che appostato a centro area spara in rete approfittando delle maglie larghe della difesa rossoblù. Palacio e Sansone reagiscono dalla stessa mattonella (lato sinistro dell’area piccola) nel giro di pochi minuti, ma Pandur esibisce ottimi riflessi e nega l’immediato pareggio. Sul fronte opposto, rischia grosso il Bologna per via di un’incomprensione tra Tomiyasu e Ravaglia: sul retropassaggio da matita blu del giapponese, il portiere blocca a terra con le mani per evitare un goffo autogoal ed ecco che scatta automaticamente la punizione a due in area; il tiro di Zaccagni va però a sbattere sulla barriera. I timidi ruggiti del Bologna non spaventano il Verona fino al minuto 32, quando Soriano raccoglie un pallone vagante in area e lo trasforma nell’assist per il comodo tap in da due passi di De Silvestri. I gialloblù non ci stanno, Kalinic sfiora la prodezza di testa su invito da sinistra: l’incrocio dei pali salva un Ravaglia in versione spettatore.

Esce meglio dai blocchi il Bologna nella ripresa, Sansone spaventa Pandur con un rasoterra a lato. Il Verona corre ai ripari con l’innesto del faro Miguel Veloso al posto di Barak. Subito ammonito Dijks: era in diffida, salta la Juve. Si ripete comunque il copione del primo tempo, al Verona basta una sfuriata per tornare avanti. Lazovic indovina il cross, Kalinic anticipa Tomiyasu con un guizzo da grande attaccante e fulmina Ravaglia sul primo palo. Barrow per Sansone è la prima mossa di Mihajlovic, che prova a mescolare le carte là davanti alla ricerca di maggiore incisività. Il biglietto da visita del gambiano è un destro velenoso che Pandur accompagna sul fondo con lo sguardo: perlomeno, un segnale di riscossa. A un quarto d’ora dalla fine Mihajlovic passa allora alla difesa a tre buttando dentro Orsolini al posto di Dijks: Vignato e Skov Olsen diventano esterni a tutta fascia, il n°7 compone il tridente offensivo con Palacio e Barrow. Proprio agli sgoccioli il Bologna trova il pari grazie al quinto sigillo stagionale di Palacio, liberato dal suggerimento di Skov Olsen con deviazione decisiva di Dimarco. Inutile il forcing finale, cui partecipa anche il debuttante Antonio Raimondo (classe 2004). Il ribaltone non riesce e ora solo la classica impresa può regalare ai rossoblù il decimo posto. Ultima fermata tra una settimana al cospetto della Vecchia Signora, che a sua volta scende al Dall’Ara a giocarsi il dentro o fuori in chiave Champions. La verità? Tutta Bologna un pensierino alla gloria eterna lo sta già facendo.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1, dal 74′ 3-4-3)

Ravaglia 5.5: di nuovo titolare, in una sorta di investitura per il futuro. Subito freddato da Faraoni, riemerge con lucidità. Qualcosina da rivedere su secondo goal veronese e rinvii. Prospetto comunque interessante, le doti sembra averle: ci si può lavorare. IDONEO

De Silvestri 6.5: titolare inatteso, al posto giusto nel momento giusto per infilare il goal del pareggio con freddezza. Secondo centro del suo campionato: iniezione di fiducia dopo tanti alti e bassi. SCALTRO

Tomiyasu 5: c’è poco da fare: lì in mezzo convince meno. Stoppa un contropiede mortifero con stile magistrale, però traballa a più riprese e per poco non la combina grossa con quel retropassaggio da film horror nel cuore dell’area. Bruciato da Kalinic sul secondo goal scaligero. Meglio da terzino, senza se e senza ma. INFIDO

Soumaoro 6: la mobilità di Kalinic lo mette a dura prova, ma non affonda. Piace per interpretazione, anche da leader del reparto. Promozione in tasca. ALGIDO

Dijks 5.5: prestazione modesta, in linea col suo campionato che si chiude proprio stasera: da diffidato becca un giallo evitabile, niente Juve all’ultima. DIFETTOSO

(dal 74′ Orsolini s.v.)

Schouten 6.5: regia non proprio memorabile, ma piazza un paio di stop provvidenziali in faccia a Kalinic: da diga funziona eccome. Funzionalità allo stato puro. POLIGLOTTA

(dal 90+1′ Poli s.v.)

Soriano 6.5: stenta ad accendersi, poi però pesca dal bidone della spazzatura l’assist che rimette in corsa il Bologna. Episodi e dettagli sono roba sua, come sempre. Ammonito e diffidato, salta la Juventus: assenza pesantissima, manco a dirlo. PREGIATO

Skov Olsen 6: la catena Dimarco-Lazovic è ostica, lui si esilia a lungo. Finale in crescendo: dipinge il cross per la zampata di Palacio e sfiora il goal del sorpasso. Sufficienza agganciata. DAMERINO

Vignato 6: lucida la lampada alla ricerca del colpo risolutore: invano. Però quanta bellezza negli occhi! AVVENENTE

(dal 90+1′ Juwara s.v.)

Sansone 5.5: ha fame di campo, muore dalla voglia di lasciare una traccia. Tanto fumo, poco arrosto: lega bene fascia e trequarti, ma spesso e volentieri si perde in zona calda. PROLISSO

(dal 62′ Barrow 5.5: pronti via, un’iniziativa personale chiusa da tiro di poco fuori che lascia ben sperare. Effetto miraggio: da lì in poi sparisce dai radar. SCHIVO)

Palacio 7: in tuta da lavoro, come quasi sempre accade. Qualche errore sul groppone, ma fare il centravanti in questo Bologna è un mestieraccio. E il 2-2 resta un piccolo capolavoro di fiuto e tempismo: chapeau! CEREBRALE

(dal 90+1′ Raimondo s.v.)

all.Mihajlovic 6: ritrova quella panchina veronese dalla quale lanciò un potentissimo segnale al mondo nel periodo della malattia, ma porta via un pareggio che serve a poco in ottica decimo posto. Serata altalenante, nel finale azzarda qualche esperimento e fa esordire un altro ragazzino (Raimondo). Vacanze ormai dietro l’angolo, ma prima c’è la Juve: proprio sicuri che non sogni l’impresa? ISTRIONICO

 

HELLAS VERONA (3-4-2-1)

Pandur 6.5; Ceccherini 5.5, Gunter 6.5 (74′ Dawidowicz 6), Dimarco 6.5; Faraoni 7, Bessa 5.5 (86′ Tameze s.v.), Ilic 6, Lazovic 6.5; Barak 5 (51′ Veloso 6), Zaccagni 6.5 (86′ Salcedo s.v.); Kalinic 7 (74′ Lasagna 5.5).  all.: Juric (in panchina Paro) 6

 

HELLAS VERONA-BOLOGNA 2-2 (2′ Faraoni, 32′ De Silvestri; 53′ Kalinic, 82′ Palacio)