CALCIO – BOLOGNA SEMPRE PIÙ GIÙ: IL SOLITO PIATEK CONDANNA INZAGHI A GENOVA

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Zero assoluto.

Niente scossa, niente prima vittoria, niente primo goal: l’incantesimo non si spezza e il Bologna si ritrova sempre più impantanato in zona retrocessione, come non accadeva dagli albori dell’era Saputo. A Marassi va in scena una partita in linea con le attese: nessuna concessione allo spettacolo, gioco spezzettato e intenso ma povero di tecnica e di fantasia. Il classico episodio rompe l’equilibrio a metà ripresa. Il punto è che a volte il calcio viene preso come materia per scienziati, quando in realtà svela spesso e volentieri un’essenza semplice: vince chi fa goal. Il Bologna non riesce nell’impresa -che sta assumendo contorni tragicomici- addirittura da inizio campionato, mentre il Genoa dispone di un bomber presentatosi alla Serie A con il seguente biglietto da visita: 7 reti nelle prime tre uscite ufficiali. Con oggi, fanno otto in quattro gare. Ecco, è proprio Krzysztof Piatek a decidere il match: liberato sulla trequarti da Criscito, il cecchino polacco prende la mira e impallina il connazionale Skorupski con un destro chirurgico sul palo lungo. Gioco, partita, incontro. Semplice, no?22

Doppia carta a sorpresa per Inzaghi, che contrariamente alle previsioni della vigilia pesca dal mazzo Destro e Okwonkwo (entrambi all’esordio dal 1′) per provare a curare la sterilità assoluta del suo attacco. Panchina per Santander e Falcinelli, reduci da una settimana non ottimale. Per il resto largo al solito Bologna: Poli e Dzemaili confermati al fianco di Pulgar, rientrato solo giovedì dagli impegni con il Cile ma ritenuto fondamentale per gli equilibri tattici rossoblù. Chance per Gonzalez in difesa al posto dell’infortunato Helander. Schema quasi speculare per il Genoa dell’ex Ballardini, che propone la vecchia conoscenza rossoblù Bessa alle spalle del tandem composto dall’esperto Pandev e da Piatek. In realtà, il compito principale del trequartista italo-brasiliano è quello di andare a schermare Pulgar con il Bologna in possesso di palla; in questo modo, con il trucco più vecchio del mondo Ballardini rende ancora più prevedibile la già non irresistibile manovra rossoblù. Okwonkwo svaria molto e prova a sfidare Spolli sul piano della velocità, mentre Destro finisce per essere risucchiato troppo lontano dalla porta. Al tempo stesso, neppure il Genoa riesce a cavare un ragno dal buco: il filtro degli uomini di Inzaghi tra metà campo e difesa funziona, Pandev e Piatek faticano a ricevere rifornimenti. Il primo tempo fila via così, in un grigiore dominante interrotto soltanto da un paio di sfuriate del Bologna in contropiede e da una percussione di Piatek chiusa da un tiro comodo per Skorupski.

Copione simile in avvio di ripresa, ed ecco che i due allenatori provano ad incidere con i cambi: Ballardini punta sulla rapidità di Lazovic a destra (con conseguente accentramento di Romulo) e sull’estro di Kouamé, Inzaghi concede il debutto stagionale a Svanberg. Dopo aver incassato lo svantaggio, il tecnico piacentino osa il tutto per tutto con Orsolini al posto di Gonzalez: cambia l’assetto tattico, non il tasso di pericolosità del Bologna che si mantiene su livelli miseri. Unico sussulto: Svanberg raccoglie un pallone vagante in mischia e calcia a botta sicura, trovando la sfortunata deviazione di Dijks che cancella i sogni di gloria. Troppo poco per rimettersi in carreggiata. Gli ultimi scampoli di match surriscaldano gli animi, a pagare dazio è Pulgar che finisce anzitempo sotto la doccia. E mentre la classifica inizia a destare qualche seria preoccupazione (le dirette concorrenti più vicine sono già a +3), il calendario non induce certo all’ottimismo: all’orizzonte ci sono Roma e Juventus. Per Inzaghi si annunciano tempi duri.

Di seguito, le pagelle della partita.

BOLOGNA (3-5-2)

Skorupski 6: nessun affanno fino alla perla di Piatek, che lo costringe alla resa. SUBALTERNO

Gonzalez 5.5si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. I nobili versi di Ungaretti calzano a pennello, anche se la sua prestazione di poetico ha davvero poco. IMPAURITO

(dal 70′ Orsolini 5.5: salvatore della patria? Non scherziamo: non è Diamanti e neppure Verdi. Gli viene richiesto un contributo che ad oggi non può assolutamente assicurare. GONFIATO)

Danilo 5: discreta tenuta, ma concede uno spiraglio di troppo all’implacabile Piatek: distrazione fatale. SOFT

De Maio 6: non ha modi certosini, ma regge con orgoglio e personalità. Il migliore del pacchetto arretrato, Pandev e Piatek preferiscono navigare in acque più tranquille. PIRANHA

Mattiello 5.5: un paio di spunti e null’altro, potrebbe fare di più. Freno a mano tirato. SCHIVO

Poli 6: ci mette cuore e passione, qualche sbavatura c’è ma può uscire a testa alta. Morde le caviglie avversarie e non tira mai indietro la gamba. ANALGESICO

(dal 68′ Svanberg 5.5: entra in campo un minuto prima del goal di Piatek e non trova rimedio alla partenza in salita. Ci prova in mischia trovando però l’opposizione involontaria di Dijks: gli dei del calcio stavano guardando altrove. IELLATO)

Pulgar 4: giornata storta, accusa la marcatura a uomo ordinata da Ballardini e finisce subito in un tunnel senza via d’uscita. Tantissimi gli errori tecnici, l’espulsione sui titoli di coda è il coronamento perfetto di un pomeriggio da dimenticare. DESOLANTE

Dzemaili 5: grave crisi d’identità, questo è il cugino scarso della mezzala invidiata da due terzi di Serie A fino a qualche tempo fa. Perde un sacco di palloni, resta ai margini della contesa. MALACOPIA

Dijks 5: illude in avvio, si spegne in fretta e scompare nel secondo tempo. Prima bocciatura della sua stagione. MANSUETO

Destro 5: titolare più per disgrazie della concorrenza che per meriti propri, non coglie l’attimo e vivacchia nell’anonimato. Solita sensazione: se il gioco è “palla lunga e pedalare”, uno come lui non serve. EMARGINATO

(dal 79′ Santander s.v.)

Okwonkwo 5.5: tonnellate di buona volontà al servizio della squadra, ma il fatturato non decolla. Tiene impegnato Spolli, però non tira mai verso la porta. BRACCIANTE

all. F.Inzaghi 5: quattro partite, un solo punto raccolto (contro il derelitto Frosinone). Squadra dignitosa sul piano dell’atteggiamento ma incapace di costruire trame, di creare pericoli, di tirare in porta. L’assenza di Palacio pesa parecchio, ma basterà il rientro delTrenza per cancellare queste lacune? Panchina che inizia a scricchiolare, sì. ABBACCHIATO

GENOA (3-4-1-2)

Marchetti 6; Biraschi 6.5, Spolli 6, Gunter 6; Romulo 6, Mazzitelli 5.5 (79′ Pereira s.v.), Hiljemark 5.5 (58′ Lazovic 6), Criscito 6.5; Bessa 5.5; Pandev 6 (61′ Kouamé 6.5), Piatek 7. All.: Ballardini 6.5

GENOA-BOLOGNA 1-0 (69′ Piatek)

Francesco Piggioli