CALCIO – Bologna sulle montagne russe, decide Barrow! Al Lecce non basta la rimonta

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nella foto, Roberto Soriano fa festa con Musa Barrow: goal per entrambi nel 3-2 sul Lecce (Getty Images)

Alti, bassi e Barrow.

Colpi di scena a getto continuo nel pomeriggio del Dall’Ara. Il Bologna torna a vincere in casa al termine di un match rocambolesco, prima dominato poi quasi cestinato al cospetto di un Lecce ormai ad un passo dalla Serie B. Subito avanti 2-0 dopo cinque minuti, i rossoblù potrebbero dilagare nel primo tempo ma subiscono invece la reazione dei salentini, bravi e caparbi a rientrare in gioco sfruttando l’improvviso crollo fisico della banda di Mihajlovic. Poi, a tempo quasi scaduto e con i giallorossi tutti in avanti a caccia del goal del clamoroso sorpasso, il solito Musa Barrow archivia la pratica con un comodo tap in a porta spalancata. E il Bologna, dopo aver temuto il peggio, si gode il record di punti dell’era Saputo.

Mihajlovic cerca la prima vittoria in casa dopo il lockdown e conferma in blocco l’attacco di Bergamo, con Skov Olsen ancora sotto esame e preferito ad Orsolini; Barrow parte da esterno, la punta centrale è sempre Palacio. Svanberg e Medel fanno coppia a centrocampo, mentre la difesa è di fatto obbligata: Mbaye a destra, Dijks a sinistra e Danilo-Denswil davanti a Skorupski. Liverani si gioca invece le ultimissime speranze di salvezza puntando su un 4-3-2-1 che vede Lapadula vertice alto supportato da Saponara e dalla vecchia conoscenza rossoblù Falco. L’altro ex Paz affianca Lucioni al centro della difesa più perforata di tutta la Serie A (77 reti al passivo). Da questo punto di vista non sorride neppure il Bologna, che incassa almeno un goal da 30 giornate di fila: record da non esibire in vetrina. Ci si aspetta un match aperto e ricco di goal, l’avvio rispetta alla grande le attese. Pomeriggio subito in discesa per i rossoblù, in vantaggio alla prima occasione. Gabriel para sul destro di Skov Olsen, sul pallone senza padrone si avventa Barrow che dal nulla inventa un assist di tacco per Palacio; zampata letale del Trenza in anticipo su Lucioni e l’1-0 è servito. Lecce decisamente spaesato in fase di non possesso, il Bologna morde ancora. Barrow sfonda sulla fascia e premia l’inserimento centrale di Soriano, che da una comoda mattonella sulla trequarti prende la mira e calcia indisturbato all’angolino. Allarga le braccia uno sbigottito Liverani: sotto di due goal dopo 5′, la missione disperata sconfina ora nell’utopia. Salentini nel caos, le occasioni fioccano e al festival del tiro si iscrivono nell’ordine Palacio, Svanberg e Barrow. Per il primo segno di vita degli ospiti bisogna aspettare il 24′, quando Falco aziona il solito sinistro a giro e sfiora l’incrocio dei pali; Skorupski avrebbe potuto fare poco. Sul ribaltamento di fronte invoca il rigore il Bologna: Mbaye devia verso la porta e il tocco di Paz è più che sospetto; gomito pieno, ma il sig.Calvarese sorvola senza neppure ricorrere al VAR. Scocca la mezzora e Barrow si prende il centro del palcoscenico: dribbling secco su Lucioni, fuga solitaria, finta per liberarsi di Paz e destro a colpo sicuro che s’infrange sul palo. Torta senza ciliegina, ma applausi a scena aperta. Subito un’altra chance per il gambiano, un’iradiddio nella prima parte. Gabriel mura e di lì a poco risponde al sinistro insidioso di Skov Olsen, evitando un tris che suonerebbe come un requiem per la partita e per le sorti del suo Lecce. All’ultimo pallone del primo tempo, invece, i salentini rientrano nel match dalla porta di servizio: nell’area rossoblù spiove una palla sporca, segue pasticcio tra Skorupski e Dijks; Saponara tira e la parata improvvisata del portiere polacco diventa assist perfetto per Mancosu che insacca di petto. Dopo un tempo di dominio, il Bologna tiene dunque in vita i rivali: Sinisa non la prende bene (eufemismo).

Il Lecce prende coraggio, l’inizio di ripresa ne è una chiara testimonianza. I ragazzi di Liverani costringono il Bologna ad abbassarsi e per poco Falco non trova il pareggio: inconsueta staffilata di destro e palla deviata sulla traversa dalla paratona di Skorupski. Mihajlovic fiuta il pericolo e ordina un cambio per reparto. Krejci per Dijks, Poli rimpiazza Svanberg e Orsolini dà il cambio a Skov Olsen. L’amico Liverani lo segue a ruota. Dentro Rispoli, Petriccione e Majer rispettivamente per Donati, Tachtsidis e Saponara. L’inerzia non cambia, meglio i salentini in questa fase. E quando il Bologna si fa cogliere scoperto sulla ripartenza del Lecce, Liverani accarezza la rimonta ma il tentativo rasoterra di Mancosu si rivela troppo debole per superare Skorupski. Poco male, il 2-2 è ormai nell’aria: Falco riceve a destra, s’incunea tra Poli e Krejci e spara in rete il pallone della speranza. Il Bologna sembra in ginocchio sul piano atletico, Mihajlovic toglie un esausto Palacio e butta dentro Sansone, con Barrow che diventa il terminale offensivo provvisorio prima dell’ingresso di Santander per gli ultimi dieci minuti. A quel punto è 4-4-2 a tutti gli effetti. Il Lecce ha un bisogno vitale di completare la risalita con il terzo goal e si sbilancia nel finale, sapendo che in ottica salvezza il pareggio avrebbe comunque il sapore di una sconfitta. Il pallone del ribaltone finisce sui piedi dello scatenato Falco, che indirizza all’angolo basso: Skorupski è battuto, provvidenziale l’intervento di Krejci ad un passo dalla linea. Beffa atroce per il Lecce, che vede svanire il sogno. A mettere la pietra tombale sulle speranze salentine provvede allora Barrow in pieno recupero. Santander sfrutta male un contropiede in campo aperto, Orsolini raccoglie e appoggia per il piattone vincente dell’attaccante gambiano. I titoli di coda si colorano di rossoblù.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1, dal 79′ 4-4-2)

Skorupski 6: avvio turistico dalle sue parti, ma è un’illusione: il goal incassato è il solito compagno di viaggio. E lui lo agevola con un’uscita scomposta. Rimedia con il riflesso fulmineo che sventa la fucilata di Falco con l’aiuto della traversa. LUNATICO

Mbaye 6: rispetta le consegne senza particolari affanni. Nel bene non si esalta, nel male non si deprime. MATURO

Danilo 6: primo tempo da sovrano dell’area, ripresa in sofferenza come tutti. Si tiene stretta la sufficienza. SPARTANO

Denswil 5.5: all’inizio si fa trascinare dalla corrente favorevole, ma quando sale in cattedra Falco nella sua zona sono dolori. Il solito senso di precarietà. AMLETICO

Dijks 5.5: tecnicamente la prova è più che sufficiente: la rovina con quell’indecisione fatale che rimette in corsa il Lecce con la complicità di Skorupski. FACILONE

(dal 56′ Krejci 6: incrocia fin da subito lo scatenato Falco e non lo prende mai: approccio da incubo. Poi cancella un goal fatto e risale la corrente. BALLERINO)

Medel 7: annienta la fragile mediana di Liverani nella prima parte, confermandosi buttafuori d’altri tempi. E anche quando imperversa la crisi evita di naufragare. Per continuità è il migliore. SATANASSO

Svanberg 7: intraprendente e gagliardo, come a Bergamo. Anzi, meglio: salva un goal con un prezioso ripiegamento difensivo, in costruzione assicura classe e pulizia di tocco. Se era un esame, lo supera a pieni voti. IPERBOLICO

(dal 56′ Poli 5: dentro per garantire esperienza e filtro in un momento critico, invece aggiunge poco. Difficoltà fisiche e tecniche. OFF)

Skov Olsen 6: seconda maglia da titolare consecutiva: non era mai successo, fin qui. Spunti apprezzabili in apertura, all’origine del vantaggio c’è un suo tentativo. Meglio di tante altre volte, ecco. COSTRUTTIVO

(dal 56′ Orsolini 6: unico merito: l’assist lucido per il 3-2 di Barrow. Fino a quel momento, non aveva certo incantato. PORTABORSE)

Soriano 6.5: sigla il momentaneo 2-0 con un’incursione delle sue tra le linee, per il quinto centro in campionato. Piede educato, mente lucida: non a caso, è l’ingrediente a cui Sinisa non rinuncia mai. ICONA

(dal 79′ Santander s.v.)

Barrow 7.5: due assist, un tiro a giro fuori di poco, un palo. E poi slalom, intuizioni, lanci, repertorio sconfinato di finte e controfinte. Un marziano sul prato del Dall’Ara per un tempo, cala tanto dopo l’intervallo. Infine, il graffio decisivo. STRARIPANTE

Palacio 6.5: pronti via, infila la settima gemma: primo goal dopo la ripresa. Encomiabile per come sgomita e si batte, alla sua età e in queste condizioni climatiche. Esempio per i compagni, per gli avversari, per chi sta in panchina, per chi guarda da casa. Sì, per tutti. Uniche pecche, il cartellino giallo che gli costa il derby dell’Appennino di mercoledì e la svirgolata in disimpegno che propizia il primo goal del Lecce. TRIBUNO

(dal 69′ Sansone 6: il suo spezzone è un inno al sacrificio: poco spazio per farsi vedere davanti, perché arretra subito come esterno puro e chiude addirittura terzino. Utile manovalanza. GARZONE)

all.Mihajlovic 6.5: sfoggia un Bologna da urlo per un tempo, ma il blackout della ripresa è difficile da giustificare con sole argomentazioni di natura fisica. Scende comunque dalla giostra con le tasche piene: vittoria e record di punti dell’era Saputo (46). FLORIDO

 

LECCE (4-3-2-1)

Gabriel 6.5; Donati 5 (59′ Rispoli 6.5), Lucioni 5, Paz 5.5 (78′ Meccariello s.v.), Dell’Orco 5.5; Mancosu 6.5, Tachtsidis 5 (59′ Petriccione 6.5), Barak 5.5; Falco 7.5, Saponara 5.5 (59′ Majer 6); Lapadula 6.  all.: Liverani 6

 

BOLOGNA-LECCE 3-2 (2′ Palacio, 5′ Soriano, 45+2′ Mancosu; 66′ Falco, 90+3′ Barrow)