CALCIO – Bologna tra Napoli e futuro: ma Mihajlovic resta?

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Manca una sorta di amichevole, ma non ditelo a Sinisa Mihajlovic.

Archiviata la salvezza con un turno di anticipo, il sipario si accinge a calare. E fa quasi un po’ dispiacere, perché oltre a scrivere una sfavillante pagina di storia il Bologna visto all’opera nel girone di ritorno si è fatto voler bene. Da fine gennaio la precaria scialuppa abbandonata alla deriva da Inzaghi ha preso le sembianze di un vascello pirata capace di solcare con enormi profitti tutti i mari della Serie A. La rassegnazione si è rapidamente trasformata in entusiasmo e soprattutto al Dall’Ara il popolo rossoblù si è divertito come non faceva da anni. Sì, tra le sempre più confortevoli mura di via Andrea Costa il Bologna ha costruito le fondamenta del proprio miracolo sportivo: a documentarlo sono anzitutto le cifre. Una sola sconfitta -peraltro immeritata contro la Juve capolista e futura campione d’Italia- in otto recite casalinghe con Mihajlovic in panchina e serie aperta di sei successi consecutivi. Numeri da Europa, forse addirittura da scudetto, che il buon Sinisa vuole rendere ancora più clamorosi all’atto finale. Considerato che Spal e Sassuolo affrontano avversari decisi a prendersi la qualificazione europea (rispettivamente Milan e Atalanta), con ogni probabilità l’eventuale settima perla significherebbe decimo posto. Ergo, colonna sinistra della classifica. Un traguardo estraneo a qualsiasi mente lucida fino a quattro mesi fa.

Proprio per questo, alla ciliegina Sinisa tiene tantissimo. Non sarà una passeggiata contro un avversario sì rimaneggiato negli uomini (out Allan e Koulibaly per squalifica) e nelle motivazioni, ma pur sempre secondo in classifica. Eppure Palacio e compagni vogliono perlomeno provarci. Per andare oltre l’obiettivo e regalare all’intera città di Bologna un’impresa unica nel suo genere. Dalla disperazione al benessere, passando per la salvezza. Una crescita verticale e vertiginosa che giocoforza tira metaforicamente per la giacca la società, a partire dal chairman Joey Saputo. Il patron rossoblù assisterà alla gara con il Napoli prima di parlare alla stampa nella giornata di lunedì; classica conferenza di bilancio, ma allo stato attuale delle cose sembra impossibile che nella scaletta non faccia capolino il futuro. Piazzato un bel punto esclamativo al termine di una stagione prima travagliata e poi spettacolare, il tema caro a gran parte della piazza è generato dal seguente dubbio: gli ultimi mesi hanno innescato un boom in grado di avvolgere anche le stagioni a venire o l’effervescente primavera rossoblù è da considerarsi un semplice fenomeno estemporaneo difficilmente replicabile nel breve periodo? Badate bene, è su per giù la stessa domanda che Mihajlovic rivolgerà a Saputo nel corso dell’incontro decisivo di queste ore.

E’ vero, le speranze del Bologna e il domani del tecnico serbo sono inevitabilmente legati anche agli incastri che potrebbero coinvolgere da qui a breve altre panchine della massima serie. Nello specifico, occhi puntati su casa Lazio, dove al termine di un triennio più che soddisfacente il ciclo di Simone Inzaghi potrebbe aver imboccato il viale del tramonto; in caso di separazione con Inzaghino, il primo nome sulla lista dei biancocelesti sarebbe proprio quello di Sinisa Mihajlovic. Un vero e proprio idolo della torcida laziale fresco di rilancio dopo un paio di esperienze in chiaroscuro e accessibile sul piano economico: musica per le orecchie di Claudio Lotito. Al richiamo del primo amore e della sua casa italiana, Mihajlovic difficilmente resisterebbe. La mossa iniziale spetterà comunque al Bologna, a cui Sinisa ha confidato di voler concedere la priorità. Bonifico garantito sul conto corrente e un’apatia mascherata da tranquillità rappresentano carte destinate a non fare breccia nel cuore di un allenatore tanto consapevole di aver guadagnato un sostanzioso credito agli occhi di tifoseria e società quanto certo di dover far fronte ad aspettative elevate in un eventuale futuro sotto le due Torri. Dopo aver risvegliato improvvisamente i propri appetiti, Bologna non si accontenterà dei pranzi frugali offerti dal 2015 ad oggi. Sinisa lo sa e vuole fiutare l’aria guardando dritto negli occhi Saputo. Dall’esito di questa chiacchierata ognuno potrà inevitabilmente ricavare un’idea più approfondita di quello che sarà -almeno sulla carta- l’orizzonte del Bologna.

Vietato vivacchiare. Più che un auspicio, è un motto. A partire dal Napoli.