CALCIO – Bologna troppo timido, l’Inter vola con Lukaku e Hakimi

0
230
nella foto, Takehiro Tomiyasu osserva una delle tante fughe sulla fascia di Hakimi, uomo copertina nerazzurro (Getty Images)

L’onda propizia si ferma davanti all’orco Lukaku e alla scheggia Hakimi.

Non c’è due senza tre, dice il proverbio. Il Bologna lo smentisce in pieno cedendo il passo all’Inter di Conte, in versione schiacciasassi. Dopo l’en plein contro Sampdoria e Crotone arriva dunque questo stop per certi versi fisiologico: di fronte c’era pur sempre una delle principali candidate allo scudetto. Interrotta anche la serie da urlo a San Siro (sponda nerazzurra), dove Mihajlovic aveva finora sempre vinto dal giorno del suo ritorno sulla panchina del Bologna. Lukaku e Hakimi riempiono il tabellino di una partita a senso unico, rianimata solo per qualche attimo dal guizzo di Vignato a metà ripresa. Grazie a questi tre punti Conte risponde alla Juventus, vittoriosa in rimonta nel derby con il Torino, e mette pressione al Milan capolista impegnato nel posticipo di Marassi contro la Samp. Per i rossoblù, invece, nessuna avvisaglia di colpaccio. All’orizzonte ora c’è la Roma, nell’attesa che il calendario torni più abbordabile.

Lo attua eccome il ribaltone, Sinisa Mihajlovic. Lo sfogo in conferenza pre partita finisce in archivio alla voce “pretattica”, a San Siro per la prima volta in stagione -complice l’assenza di Orsolini e del sostituto Skov Olsen- fa capolino la difesa a tre: esterni offensivi momentaneamente in soffitta, spazio all’ex Medel nel terzetto arretrato con Danilo e Tomiyasu; De Silvestri e Hickey coprono le fasce, Barrow si avvicina a Palacio (altra grande vecchia conoscenza nerazzurra). Turnover azzerato o quasi per Antonio Conte, che non si cura troppo dell’imminente gara spartiacque in Champions League (mercoledì con lo Shakhtar) e schiera una formazione vicinissima alla miglior versione possibile. Rifiatano giusto Barella e Lautaro: li sostituiscono rispettivamente Brozovic e Sanchez. La pioggia battente rende insidioso ogni pallone, prova subito a sfruttare le circostanze Barrow con un sinistro rasoterra deviato da De Vrij ma Handanovic blocca a terra. Lo stesso centrale olandese aveva inaugurato la serata con una bella torsione aerea da corner: risposta plastica di Skorupski. Come da costume il gioco dell’Inter si fonda sull’assoluta centralità di Lukaku, il quale mantiene le aspettative in men che non si dica. Sull’affondo di Perisic a sinistra il centravanti belga vince il corpo a corpo con Tomiyasu arrangiandosi con parecchio mestiere, raccoglie il pallone vagante e di piatto deposita alle spalle di Skorupski. Quarto centro in tre gare contro i rossoblù per Big Rom: più di una maledizione. Il Bologna manovra con fare accademico ma si mantiene molto basso sul campo e fatica ad assaltare in massa la trequarti avversaria; emblematico in tal senso il primo tempo di Soriano, vero uomo chiave delle strategie di Sinisa, costretto a stazionare lontano dalla porta e dunque dai suoi standard. Deve pensarci allora Skorupski a tenere in piedi la baracca salvando su Lukaku lanciato in contropiede. Nulla può però il portiere rossoblù sul taglio perfetto di Hakimi, pescato in verticale da un pallone altrettanto meraviglioso di Brozovic: Hickey e Tomiyasu tentennano, l’ex Borussia Dortmund firma il 2-0. E quasi tutte le speranze del Bologna vanno in frantumi ad un passo dall’intervallo.

La ripresa non si allontana dallo svolgimento della prima parte, i ragazzi di Mihajlovic cercano uno spiraglio per rientrare in partita dalla porta di servizio ma l’Inter fa buona guardia. Anzi, sono proprio i nerazzurri a sfiorare ripetutamente il tris; Skorupski conferma la serata di grazia e nega ancora la doppietta a Lukaku. Scocca l’ora di gioco e Sinisa si gioca un triplo cambio: Khailoti, Dominguez e Vignato rilevano Hickey, Medel e Svanberg. Si torna alla veste tattica più consueta, il 4-2-3-1 con la batteria di rifinitori alle spalle di Palacio per dare più consistenza ad un attacco fino a quel punto inconsistente. La mossa dà subito frutto: Barrow mette al centro, la prelibatezza di Palacio libera Dominguez che a sua volta serve un cioccolatino a due passi dalla porta; Soriano riesce solo a toccare, il tap in è opera proprio del neoentrato Vignato. L’illusione di una possibile svolta dura pochissimo, Hakimi sale in cattedra e chiude di nuovo il match con il piede meno nobile (il sinistro). Solo allora Conte inizia a ragionare in ottica Shakhtar e mescola le carte a disposizione. Lukaku, Vidal e Hakimi lasciano il posto a Lautaro, Barella e Darmian; sul fronte rossoblù, l’ingresso dei giovanissimi Rabbi e Vergani per i totem Barrow e Palacio suona come un definitivo segnale di resa al cospetto della netta superiorità avversaria. Bologna troppo compassato per coltivare reali sogni di gloria al Meazza, Mihajlovic aspetta bocconi più morbidi di questa Inter per ritrovare l’appetito.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (3-4-1-2, dal 62′ 4-2-3-1)

Skorupski 6.5: attento su De Vrij in avvio, prodigioso per ben due volte in uscita sui piedi di Lukaku. Tre goal subiti, ma il figurone resta. COMMOVENTE

Medel 6.5: difensore per l’occasione, come con il Cile. Mura Lukaku, sporca un tiro a colpo sicuro di Gagliardini. Nota positiva: purtroppo per Sinisa, piuttosto isolata. INDOMABILE

(dal 62′ Dominguez 6: recapita a freddo l’assist per Vignato, da segnalare anche un tiro a tempo scaduto: meglio che niente, verrebbe da dire. Può essere una piccola iniezione di fiducia, questo sì. POSTINO)

Danilo 5.5: agisce quasi da libero d’altri tempi, al centro di una linea che in fase di non possesso si spalma a cinque. Deve governare e cementare il reparto: ci riesce solo a fasi alterne. Soprattutto, non nei momenti clou. TACITURNO

Tomiyasu 4.5: al colosso Lukaku basta il primo duello fisico per castigarlo. Dietro la lavagna anche in occasione del raddoppio di Hakimi. In sintesi: serataccia. PECCAMINOSO

De Silvestri 6: il nuovo modulo gli regala metri e licenze, va spesso al cross. Offre la solita regolarità, senza picchi né amnesie. FATTORINO

Schouten 5.5: test probante, resta un po’ a metà strada. La consueta lucidità lascia spazio a tante, insolite difficoltà. SBILENCO

Svanberg 5.5: lavora qualche possesso in zone interessanti, ma non sfonda. E il periodo sottotono continua. CRIPTICO

(dal 62′ Vignato 6.5: batte Handanovic al primo pallone giocabile, si rende pericoloso anche nel finale. Goal all’Inter a San Siro a 20 anni da poco compiuti: roba da predestinato. ELITARIO)

Hickey 5: beffato da Hakimi sul 2-0, non replica. Molto più timido del solito: la prima volta al Meazza non è granché. FIACCO

(dal 62′ Khailoti 6: esordio assoluto, a sinistra contro l’incontenibile Hakimi. Fa quel che può e si gode una culla di assoluto prestigio. GRATO)

Soriano 5: i cinque goal uniti ai tre assist gli impongono di salire sul piedistallo. Invece gira a vuoto, penalizzato da un modulo che non lo esalta. PLACIDO

Palacio 6: un quinquennio sulla sponda interista dei Navigli, non punge il vecchio amore ma aggiusta la sua notte piazzando una miccia sontuosa sull’azione che per pochi istanti riapre i giochi. Polvere di stelle. AULICO

(dal 79′ Vergani s.v.)

Barrow 5: quel tentativo velleitario in apertura non maschera un’insufficienza tonda, piena. Deve darsi una svegliata, Sinisa è stato chiaro: basta leggerezze! Cercasi smalto e fame. SCHIZZINOSO

(dal 79′ Rabbi s.v.)

all.Mihajlovic 5: il cambio d’abito non paga, la difesa a tre (di fatto a cinque) schiaccia troppo il suo Bologna vicino a Skorupski e al tempo stesso lo disarma in fase offensiva. Corregge l’impianto dopo un’ora, a gara ormai indirizzata. Rischia l’imbarcata, perlomeno ne esce con un passivo dignitoso: magra consolazione. FRASTORNATO

 

INTER (3-5-2)

Handanovic 6; Skriniar 7, De Vrij 6.5, Bastoni 6 (83′ D’Ambrosio s.v.); Hakimi 7.5 (71′ Darmian 6), Vidal 6.5 (71′ Barella 6), Brozovic 7, Gagliardini 6, Perisic 6; Lukaku 6.5 (71′ Lautaro 6), Sanchez 6.5 (90+1′ Eriksen s.v.).  all.: Conte 7

 

INTER-BOLOGNA 3-1 (16′ Lukaku, 45′ Hakimi; 67′ Vignato, 70′ Hakimi)