CALCIO – Bologna umiliato a San Siro: tonfo rossoblù, l’Inter ne fa sei!

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nella foto, Andreas Skov Olsen controllato da Dimarco e Bastoni: giornata difficile per l'esterno danese, al pari di tutta la squadra

Un incubo lungo 90 minuti.

Sintesi essenziale della mesta gita rossoblù a Milano nella tana dell’Inter. Il Bologna si presentava a San Siro con il morale alle stelle, forte di risultati recenti e imbattibilità in campionato: ne è uscito letteralmente a pezzi. Troppo ampio il divario tecnico, che la truppa di Inzaghi è brava ad accentuare fin dalle prime battute; affamati di riscossa dopo una settimana avara di soddisfazioni tra campionato (pareggio con la Sampdoria) e Champions (sconfitta col Real Madrid), i nerazzurri azzannano la partita col piglio di chi non vuole ammettere discussioni di sorta su andamento ed esito finale. Il Bologna ha il demerito di appiattirsi in men che non si dica su un copione che pare già scritto. La valanga che si abbatte su Skorupski dopo la zampata inaugurale di Lautaro riporta bruscamente sulla Terra Arnautovic e compagni, i sei goal sul groppone impongono un reset agevolato dall’imminente ritorno in campo. Martedì, al Dall’Ara contro il Genoa nel primo turno infrasettimanale dell’anno, la pronta occasione di riscatto.

Mihajlovic punta forte sulle motivazioni dell’ex Arnautovic, ancora e sempre perno centrale dell’attacco al netto di condizioni atletiche non perfette; ai suoi lati agisce una coppia di esterni nuova di zecca: a sinistra Sansone fa rifiatare Barrow, mentre a destra Skov Olsen spodesta Orsolini. Complice l’assenza di Schouten, è ancora Dominguez ad affiancare Svanberg. Inzaghi sgancia invece Dumfries per la prima volta dall’inizio e preferisce Correa a Dzeko come partner di Lautaro. Il turnover colpisce Calhanoglu, che si siede in panchina: al suo posto, chance per Vecino. Partita senza storia, si diceva sopra. A dire il vero, il Bologna si imbatte in un unico bivio: poco oltre il quarto d’ora, quando dopo il vantaggio di Lautaro su assist di Dumfries ecco che Soriano e Sansone costruiscono una doppia occasione clamorosa. Prima il capitano rossoblù imbeccato dal n°10 trova il riflesso felino di Handanovic, poi lo stesso Sansone è costretto ad anticipare la conclusione e non centra la porta da posizione davvero ghiotta. Poteva essere la chance per rientrare in gioco, invece i rossoblù prendono la direzione sbagliata e finiscono in un vicolo cieco. A seguire, in rapida successione: Skriniar raddoppia di testa su corner approfittando di un’uscita rivedibile di Skorupski, Barella allunga correggendo in rete una respinta farlocca di De Silvestri. A dieci minuti dall’intervallo l’imbarcata sta già prendendo forma, Skorupski riesce solo a mettere una toppa respingendo con prontezza la staffilata da fuori di Dimarco. Solo questione di tempo per il patatrac, si intuisce.

Il primo tempo da manuale dell’Inter ha nell’infortunio di Correa l’unica nota dolente. Inzaghi è costretto ad inserire Dzeko alla mezzora e il bosniaco non rappresenta il prototipo di una riserva qualsiasi. Vedi quinto e sesto goal, uno più bello dell’altro: al tocco di punta stile calcio a 5 con cui l’ex Roma fredda Skorupski fa seguito la stoccata da posizione assai defilata e diretta sotto l’incrocio. In entrambi i casi, difesa rossoblù da mani nei capelli per atteggiamento e distanze. Poco prima era toccato a Vecino l’onore del comodo poker, sfruttando l’ennesima dormita della retroguardia di Mihajlovic sull’incursione di Dimarco a sinistra. Pomeriggio da cestinare per il tandem Medel-Bonifazi. E non va certamente meglio a Hickey, asfaltato dall’incontenibile Dumfries che ad inizio secondo tempo serve un altro cioccolatino sul destro di Lautaro: la traversa evita ulteriori guai a Skorupski. Sinisa prova a mescolare le carte e concede il debutto assoluto a Theate, il quale a pochi istanti dal triplice fischio si regala addirittura la gioia della prima rete in Serie A: cross lungo del neo-entrato Barrow e incornata precisa sul secondo palo da parte del centrale belga, che può perlomeno godersi il goal della bandiera. E’ l’unico timido raggio di sole in un pomeriggio tenebroso, di cui non si salva praticamente nulla. Mihajlovic volta pagina e guarda al Genoa. Dopo una simile frenata, il Bologna ha già un gran bisogno di reagire.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 5; De Silvestri 4.5 (74′ Theate 6.5), Medel 4, Bonifazi 4.5, Hickey 4 (56′ Dijks 5.5); Dominguez 5 (69′ Van Hooijdonk 5.5), Svanberg 5 (56′ Vignato 5.5); Skov Olsen 4.5, Soriano 5, Sansone 4.5 (56′ Barrow 6); Arnautovic 5.  all.: Mihajlovic 4.5

 

INTER (3-5-2)

Handanovic 6.5; Skriniar 7, De Vrij 6.5 (67′ Ranocchia 6), Bastoni 7 (74′ Kolarov s.v.); Dumfries 7.5, Barella 7, Brozovic 6.5 (74′ Gagliardini s.v.), Vecino 6.5, Dimarco 7; Correa 6 (29′ Dzeko 7.5), Lautaro 7 (67′ Sanchez 6.5).  all.: S.Inzaghi 7

 

INTER-BOLOGNA 6-1 (6′ Lautaro, 30′ Skriniar, 34′ Barella; 54′ Vecino, 63′ Dzeko, 68′ Dzeko, 86′ Theate)