CALCIO – Bologna, un pareggio e tanti rimpianti: 0-0 a Genova

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nella foto, Nicola Sansone calcia sulla traversa il rigore della possibile vittoria a Marassi (Getty Images)

Sarebbe un buon punto, senza quel rigore sbagliato.

Lo 0-0 di Marassi nel primo turno infrasettimanale dell’anno lascia parecchio amaro in bocca al Bologna. Si chiude senza reti un match equilibrato e spigoloso, che nel finale Sansone avrebbe potuto indirizzare su binari favorevoli. Invece il terzo tentativo stagionale dal dischetto del n°10 si stampa sulla traversa, cancellando di fatto la vittoria. Guardando il bicchiere mezzo pieno, si può dire che Poli e compagni abbiano metabolizzato la botta subita dalla Roma: la bella prestazione disputata e il pareggio conquistato su un campo tradizionalmente difficile per tutti rappresentano nel complesso un indiscutibile punto di ripartenza. Al netto degli sprechi, il Bologna c’è e batte un colpo.

Turnover limitato al minimo in casa rossoblù, appena due i cambi rispetto a domenica scorsa: a sinistra Krejci rimpiazza l’infortunato Dijks mentre in attacco come previsto la vetrina è tutta per il grande ex Rodrigo Palacio. Confermati Orsolini e Sansone sugli esterni, non riesce il golpe a Skov Olsen che parte ancora dalla panchina. Nel Genoa Andreazzoli si gioca una bella fetta di futuro dopo le due sconfitte di fila e ricompone il tandem Kouamé-Pinamonti; cabina di regia affidata all’ex Radovanovic, con Schone e Lerager ai lati. Primo brivido per Skorupski pochi attimi dopo il calcio d’inizio, quando Schone arma il destro sbagliando di poco il bersaglio. La risposta del Bologna è una sorta di fotocopia: botta dal limite del fischiatissimo Soriano (paga il passato alla Samp) e palla fuori di una manciata di centimetri. Partita subito vivace e dinamica, sul ribaltamento di fronte Skorupski deve distendersi per dire di no al rasoterra velenoso di Ghiglione, che il primo e finora unico goal della sua carriera in Serie A lo realizzò proprio ai rossoblù con la maglia del Frosinone nel famigerato 0-4 dello scorso gennaio, decisivo per l’esonero di Inzaghi. Scocca la mezz’ora e le luci della ribalta si accendono sul destro incantevole di Lasse Schone, che su punizione dal limite centra una traversa clamorosa. Resterà l’occasione più limpida di tutta la prima frazione.

Meglio il Genoa all’uscita dai blocchi dopo l’intervallo, Barreca suona subito la sveglia dalle parti di Skorupski: tuffo plastico e pronta deviazione del portiere rossoblù. Palacio si sforza di non dare riferimenti al traballante Zapata, ma al Bologna manca soprattutto l’abituale qualità sulla trequarti: Soriano arretra più del solito per lavorare palloni in uscita dalla difesa, mentre Orsolini vive la classica serata storta. Cambia lo spartito Andreazzoli a metà ripresa con una sostituzione a sorpresa: fuori Pinamonti e dentro Saponara. Se il tecnico del Grifone cerca palleggio e ricami tra le linee sacrificando il peso di un attaccante vero, il Bologna sceglie di battere la strada opposta con l’ingresso di Santander al posto di Palacio, salutato dall’ovazione del suo vecchio stadio. El Ropero porta subito benefici evidenti andando a “pettinare” la verticalizzazione di Sansone diretta a Soriano: attimo di ritardo fatale per Schone, che abbatte il trequartista rossoblù in area. Dinamica simile a quella di domenica scorsa, rigore molto più solare. Dal dischetto Sansone cerca il personale tris con il cucchiaio ma va a sbattere sulla traversa. A questo punto il pareggio sembra scritto, ma gli uomini di Sinisa osano il tutto per tutto con il solito cambio ultra-offensivo: Skov Olsen rileva Poli negli ultimi cinque minuti. La palla del colpaccio transita tuttavia sul sinistro di Soriano, che servito alla perfezione da Sansone mastica il tiro e spedisce fuori un rigore in movimento. L’assalto rossoblù non raccoglie i frutti sperati, il Bologna torna da Genova con la valigia piena di rimpianti.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: non s’intende con Bani in disimpegno, respinge la rasoiata di Ghiglione e la cannonata di Barreca. Solito bilancio: molto meglio tra i pali che in uscita. DRASTICO

Tomiyasu 6: la lezione subita da Kolarov è ancora fresca, un po’ di certezze rimangono nel cassetto. Subito ammonito, si arrampica fino alla sufficienza con una prestazione in crescendo. ZELANTE

Bani 7: si aggiudica tutti i duelli aerei contro uno specialista assoluto come Kouamé, addomestica Pinamonti. Applausi convinti, gara da leader. ESATTORE

Denswil 6: un’unica disattenzione in 90′, per il resto predilige i modi spicci. Sgombera l’area con la faccia cattiva, recupera credito in seguito al doppio strafalcione consecutivo tra Brescia e Roma. NETTURBINO

Krejci 6: alla prima da titolare causa indisponibilità di Dijks, non demerita. Attento nell’occultare i punti deboli in fase difensiva, accompagna l’azione senza squilli ma con la giusta continuità. CASUAL

Medel 6.5: il clima da battaglia ne esalta le doti e la tempra: detta legge contro i mediani genoani e tende la mano alla retroguardia quando gli avversari provano a premere. TONICO

Poli 6.5: un elastico tra centrocampo e trequarti, alterna lavoro di copertura a veloci raid in transizione. Si fa sentire con la consueta personalità. STANTUFFO

(dall’87’ Skov Olsen s.v.)

Orsolini 5: pochi dribbling riusciti, una sfilza di tiracci non da lui: fiasco totale. STONATO

Soriano 6: tocca tanti palloni, si offre come regista avanzato per tutto il primo tempo. Ripresa a due facce: ha il merito di conquistare il secondo rigore consecutivo (poi fallito dall’amico Sansone) e il demerito di indirizzare fuori da due passi il tiro della vittoria. MONCO

(dal 90′ Dzemaili s.v.)

Sansone 5.5: male all’inizio, gioca una ripresa coi fiocchi: cerca e vince diversi uno contro uno, distribuisce assist e turba Radu dalla distanza. Quello spavaldo “cucchiaio” su rigore gli rovina serata e prestazione. Che peccato! TAPINO

Palacio 6: fa dannare Zapata con il suo moto perpetuo, aiuta i compagni a guadagnare metri. Non graffia, ma incute timore reverenziale. SOLENNE

(dal 72′ Santander 6.5: cambia i connotati dell’attacco rossoblù, aumentando il tasso di pericolosità collettivo. Veste i panni del rifinitore che non ti aspetti nell’azione del rigore, perfetto nel gioco di sponda. Merita più spazio. RIFORMISTA)

all.Mihajlovic (in panchina Tanjga) 6: gioca per i tre punti e lo dimostra con l’assetto sbilanciato di fine partita, al culmine di una prova comunque discreta su un campo complicato. Un unico appunto: questo Santander merita una vera chance. ARREMBANTE

 

GENOA (3-5-2)

I.Radu 6; Romero 6.5, C.Zapata 5.5, Criscito 6.5; Ghiglione 6, Schone 5.5 (81′ Favilli s.v.), Radovanovic 6, Lerager 5, Barreca 6 (83′ Pajac s.v.); Pinamonti 5 (68′ Saponara 5), Kouamé 5. All.: Andreazzoli 5.5

 

GENOA-BOLOGNA 0-0