CALCIO – Bologna, un pitbull a centrocampo: Gary Medel è rossoblù

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nella foto, Gary Medel con la maglia del Cile (di cui è capitano): il nuovo perno della mediana rossoblù arriva a titolo definitivo dai turchi del Besiktas

Esperienza, grinta, carisma.

E’ l’identikit del nuovo leader del centrocampo del Bologna: Gary Medel. Esauditi i desideri di Sinisa Mihajlovic, che dopo aver congedato a malincuore il pupillo Erick Pulgar (diretto a Firenze) si è espresso in modo inequivocabile per la sostituzione. Niente esperimenti né prospetti, si va sull’usato sicuro. E il duo Bigon-Sabatini, una volta perso Cuéllar, si è fiondato senza esitazione sul capitano del Cile, ideale per il 4-2-3-1 rossoblù. Per coprire adeguatamente le spalle a chi è incaricato di produrre occasioni e fantasia, il filtro a metà campo diventa essenziale. L’arrivo sotto le Due Torri di Medel va visto proprio in quest’ottica: garantire agonismo e temperamento ad una mediana da battaglia, complice la presenza fissa di uno tra Poli e Dzemaili al fianco del Pitbull.

I principi sono più o meno gli stessi che otto anni fa convinsero Stefano Pioli a puntare forte sulla diga Perez-Mudingayi: se all’epoca bisognava dare carta bianca a Kone, Diamanti e Ramirez alle spalle di Di Vaio senza perdere equilibrio in campo, oggi le medesime licenze spettano ai vari Orsolini, Soriano, Sansone e Palacio. In più, Medel assicura anche ordine nella distribuzione del pallone. Non ha certo doti da regista, ma nel fraseggio corto è in grado di farsi valere. E il Bologna di un giocatore del genere ha un gran bisogno, come è emerso anche dalla trasferta di Verona: Poli e Dzemaili sono perfetti per fare da spalla però non hanno vocazione da vertice basso, mentre Kingsley continua a stupire -e probabilmente verrà confermato almeno fino a gennaio- ma ora come ora si affida ancora parecchio all’istinto. Per la tenuta del centrocampo, insomma, Medel rischia di diventare fin da subito un tassello imprescindibile: non è da escludere al riguardo l’immediato impiego nel derby di venerdì contro la Spal. All’occorrenza può persino disimpegnarsi come difensore, ma più da perno di una linea a tre che da centrale puro di una retroguardia a quattro. Nell’impianto tattico di Sinisa, insomma, è arduo immaginarlo al fianco di Danilo.

Bigon e Sabatini hanno concluso l’operazione con il Besiktas a titolo definitivo, sfruttando il passaporto comunitario del cileno (grazie al matrimonio con una ragazza spagnola). Ai 2 milioni di euro per il cartellino si aggiungono due anni di contratto con opzione per il terzo a poco più di un milione e mezzo a stagione: pur di tornare in Italia Medel ha accettato una sensibile riduzione dell’ingaggio, dal momento che in Turchia percepiva quasi il doppio (ma era in scadenza). Del resto, il curriculum è quello di un grande giocatore: al Siviglia e all’Inter le avventure più blasonate con circa 200 presenze ufficiali all’attivo, ma anche le casacche di Boca Juniors e Besiktas appartengono di diritto alla nobiltà del calcio mondiale. Classe 1987, con la maglia della Nazionale cilena ha conquistato la Coppa America per ben due volte. Navigato e vincente, dunque. Lo scetticismo e lo scarso entusiasmo con cui una piccola fetta di tifo rossoblù ha accolto la notizia del suo approdo a Bologna sono davvero privi di logica e di fondamento. Medel si presenta integro sul piano fisico e vanta una carriera di primissimo piano: prendendo in esame l’intera rosa rossoblù, solo Rodrigo Palacio si è esibito a questi livelli nel suo percorso. Il resto è noia.

Oltre all’acquisto di Medel, il Bologna ha chiuso anche un paio di operazioni in uscita. Arturo Calabresi è ufficialmente un calciatore dell’Amiens e si trasferisce in Francia con la formula del prestito con diritto di riscatto (ai rossoblù resta l’opzione di contro-riscatto a cifre non proibitive). Il difensore figlio d’arte lascia Casteldebole dopo un’annata particolare, iniziata col vento in poppa sotto la guida di Inzaghi (che per lui aveva un debole) e chiusa invece nell’anonimato dopo l’avvento di Mihajlovic, il quale gli ha sistematicamente preferito Mbaye. Complice l’arrivo di Tomiyasu, gli spazi per Calabresi si sarebbero ulteriormente ristretti. Stessa sorte per il fantasista Cesar Falletti, ceduto in prestito al Club Tijuana: per i messicani scatterà l’obbligo di riscatto al raggiungimento di determinati obiettivi individuali. Restano ora da piazzare Nehuen Paz e Diego Falcinelli, entrambi estranei ai piani di Mihajlovic. Il primo ha buone possibilità di fare ritorno in Argentina. Per il secondo si profila invece un testa a testa in Serie B tra l’ambizioso Frosinone e il Crotone, vecchio amore dell’attaccante umbro: in Calabria Falcinelli riuscì addirittura ad andare in doppia cifra in Serie A (13 reti nel 2016/2017), diventando il simbolo di quella strepitosa salvezza ottenuta al fotofinish dai pitagorici dopo una grande rimonta ai danni dell’Empoli. L’ultima settimana sarà probabilmente decisiva in tal senso. E in entrata? Sabatini e Bigon accarezzano l’idea di un altro mediano e di un vice Dijks, ma senza le uscite di Kingsley e Krejci il mercato del Bologna può dirsi di fatto concluso.