CALCIO – Bologna, un punto e qualche rimpianto: 1-1 a Verona davanti a Sinisa

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nella foto, Sinisa Mihajlovic in panchina al Bentegodi: grande accoglienza da parte di tutto lo stadio per il ritorno a sorpresa del tecnico serbo (foto Ansa)

Sinisa trionfa, il Bologna pareggia.

Bilancio in chiaroscuro per i rossoblù all’esordio al Bentegodi. La serata sembra propizia, dopo un quarto d’ora il Verona è sotto di un goal e di un uomo. I presupposti per cominciare alla grande ci sono tutti, ma dopo il pareggio di Veloso al tramonto del primo tempo il Bologna cala inesorabilmente. Smarrisce ordine, distanze, inventiva. Si limita a spedire palloni su palloni nel cuore dell’area, sperando che Santander o Destro (entrambi subentrati) tirino fuori dal cilindro la giocata da tre punti. Missione fallita. La strenua resistenza di Juric viene premiata e in fin dei conti è giusto così.

Nel Bologna zero novità di formazione rispetto alle previsioni della vigilia: Tomiyasu scalza ancora Mbaye dalla fascia destra, Kingsley fa il suo esordio in Serie A al fianco di Poli e davanti l’attacco leggero vede Palacio terminale unico. La grande sorpresa della serata è in panchina: auricolari nel cassetto, a bordo campo si staglia la sagoma di Sinisa Mihajlovic. Presenza a dir poco clamorosa quella del tecnico serbo, dimesso in giornata dall’ospedale S.Orsola dopo 40 giorni consecutivi di ricovero. E poco importa se il guerriero di Vukovar dovrà fare rientro nella struttura già in nottata: per il debutto in Serie A del suo Bologna Sinisa ha preteso di esserci. Fisicamente. Nonostante tutto. Emozione vera, a prescindere dai colori di appartenenza. Il Verona risponde con un 3-4-2-1 elastico, anch’esso senza veri e propri punti di riferimento offensivi: privo dello squalificato Di Carmine e in affannosa attesa di rinforzi dal mercato, Juric sceglie Tutino e non il veterano Pazzini. Doppio trequartista a supporto: Verre più Zaccagni.

Avvio molto aggressivo da parte dei padroni di casa, trascinati dal dinamismo di Zaccagni e guidati dalla saggezza tattica dell’esperto Veloso; il Bologna non riesce a fare la partita nei primi minuti e allora si limita ad attendere sornione, cercando di attivare gli spunti di Palacio in profondità. Svolta al minuto 12: lancio lungo di Danilo, Dawidowicz si fa sorprendere dallo scatto di Orsolini e lo stende in piena area. Rigore netto ed espulsione per il difensore gialloblù. Dal dischetto Sansone realizza il primo goal del campionato rossoblù. Corre subito ai ripari Juric, che rimpolpa la difesa a tre con Bocchetti al posto di Zaccagni. Gli scaligeri accusano però il colpo e Soriano si ritrova sul destro il pallone del K.O. a tu per tu con Silvestri: esitazione fatale del trequartista rossoblù e sospiro di sollievo per il Verona. Ancora Soriano in evidenza, grazie ad una meravigliosa verticalizzazione di Kingsley: l’ex Samp e Villarreal rientra sul mancino e costringe Silvestri alla gran parata. Nel miglior momento del Bologna, il Verona approfitta di una punizione dal limite per rimettersi in piedi: esecuzione da manuale dello specialista Veloso e Skorupski non può opporre resistenza. Beffa per i rossoblù, che sfiorano il nuovo vantaggio in chiusura di tempo. Cross teso di Soriano e inserimento perfetto di Orsolini, che incorna di potenza poco sopra la traversa.

Piede pigiato sull’acceleratore per il Bologna ad inizio ripresa, il Verona rincula e Mihajlovic si gioca subito la carta Santander al posto di Sansone; Palacio trasloca a sinistra lasciando il centro dell’attacco ai chili del Ropero. Proprio l’ariete paraguaiano cerca il sorpasso con la specialità della casa: angolo di Orsolini, torsione aerea del n°9 e pallone fuori di un soffio. Sinisa appesantisce ulteriormente la prima linea, con l’intenzione di riempire l’area dei veneti. A 20′ dalla fine Destro rileva un Palacio volenteroso ma poco lucido e si piazza al fianco di Santander. Risultato: un paio di mischie caotiche in area e null’altro. Il Verona è ormai a corto di energie e si aggrappa alle sortite del neo-entrato Amrabat, davvero difficile da contenere. Alla fine della fiera Veloso e compagni strappano con le unghie e con i denti un pareggio che profuma di vittoria, alla luce dei 75′ vissuti in inferiorità numerica. Juric lo sa e applaude. Non si accontenta ovviamente di tributi e carezze Sinisa Mihajlovic. Per come si era messa la partita, l’1-1 lascia un pizzico di amaro in bocca in casa rossoblù.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: l’avvio annuncia 90′ in discesa tra relax e successi, il gioiello di Veloso su punizione è un fulmine a ciel sereno. INCENERITO

Tomiyasu 6.5: anticipi e chiusure in serie, con l’aggiunta di qualche sgroppata da terzino d’assalto. Il mastino del Sol Levante convince sempre di più e digerisce tutte le situazioni di gioco. ONNIVORO

Danilo 6: dà il via all’azione del rigore con una sventagliata degna di un signor regista, poi si concentra su Tutino: vietato concedere metri in campo aperto. REVERENDO

Denswil 6: si fa guidare da Danilo, la leggerezza offensiva del Verona gli regala tranquillità. Apprendistato in corso. SCHIVO

Dijks 5.5: occupa la fascia senza prenderne possesso, le sue famose scorribande non fanno neppure capolino nella notte veronese. Prestazione pigra, ecco. SOPORIFERO

Poli 5.5: ingenuo nell’omaggiare la punizione che Veloso trasforma nell’1-1, poco fluido nel fraseggio. Piccolo passo indietro rispetto alle splendide prove dell’ultimo periodo. RUVIDO

Kingsley 7: lotta, ringhia, a volte ricama (vedi assist per Soriano). Una piacevole conferma nella notte dell’esordio in A, alla vigilia del ventesimo compleanno: la stoffa è di prima scelta. Beata gioventù! ARDENTE

(dal 77′ Dzemaili s.v.)

Orsolini 6.5: conquista il rigore e nel primo tempo lo fermano solo con le cattive, dopo la pausa si allinea alla mediocrità imperante. Nel complesso, resta tra i migliori. MONELLO

Soriano 5: eletto bestia nera del Verona a suon di statistiche (4 reti ai gialloblù), girovaga sulla trequarti con passo felpato alla ricerca di finezze che stentano ad arrivare. Appuntamento col goal a metà primo tempo: si presenta in pantofole. GIULLARE

Sansone 6.5: sbatte le ali senza ricavare granché. Ma risulta glaciale dal dischetto, per il primo rigore realizzato in carriera. L’eredità di Pulgar è al sicuro? VICARIO

(dal 54′ Santander 5.5: impatto non esattamente memorabile, poche le possibilità per colpire ma negli ultimi metri non fa la differenza. Un po’ appesantito nei movimenti. SGONFIO)

Palacio 5.5: forte di un serbatoio da ragazzino, pressa con estrema generosità ma non brilla come nei giorni migliori. In versione comune mortale, una volta tanto. ANOMALO

(dal 70′ Destro 5: comparsa buona per arricchire il tabellino, a referto solo un giallo a dir poco evitabile. STRAMPALATO)

all.Mihajlovic 6: rivederlo a sorpresa al suo posto in panchina fa bene al cuore. Distribuisce ordini e consegne come se nulla fosse, trova persino tempo e modo di lamentarsi con il quarto uomo per un recupero -a suo parere- scarso. Segnato dalla malattia, di certo non abbattuto: in fondo, è il solito Sinisa. EROICO

 

HELLAS VERONA (3-4-2-1)

Silvestri 6; Rrahmani 6, Kumbulla 7, Dawidowicz 4; Faraoni 6.5, Henderson 6, Veloso 7, Lazovic 5.5; Zaccagni 6 (16′ Bocchetti 6.5), Verre 5.5 (48′ Amrabat 7); Tutino 6.5 (87′ Gunter s.v.). All.Juric 6.5

 

HELLAS VERONA-BOLOGNA 1-1 (15′ Sansone rig., 37′ Veloso)