CALCIO – Cuore Bologna, ma Orsolini rovina tutto: l’Inter rimonta con Lukaku

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nella foto, Danilo Larangeira in azione contro l'interista Lautaro Martinez

La solita, vecchia storia.

Al Bologna manca sempre un numero per fare tombola. Anche contro l’Inter candidata a contendere lo scudetto alla Juve i rossoblù se la giocano a testa altissima e per lunghi tratti addirittura alla pari. Non solo: Soriano trova la combinazione per la gloria allo scoccare dell’ora di gioco. L’Inter non brilla e si appresta ad una pesante frenata, poi entra in scena Lukaku. L’ariete nerazzurro prima infila il tap-in del pareggio, poi realizza in grande stile il rigore del sorpasso nei minuti di recupero. Sul banco degli imputati Riccardo Orsolini, autore del fallo decisivo su Lautaro in area: contatto tanto lieve quanto ingenuo, il penalty a stretto termine di regolamento ci sta. Più ingenuità che torto, ecco. E mentre l’imbattibilità dell’Inter al Dall’Ara si prepara a diventare maggiorenne (ultimo k.o. nel febbraio 2002), il Bologna deve ingoiare l’ennesimo rospo di questo inizio di campionato carico di rimpianti.

Tra i rossoblù la notizia è il ritorno di Medel, grande ex di turno; il cileno parte però dalla panchina, in coppia con Poli ecco Svanberg. L’acciaccato Santander rimane fuori dall’undici titolare, dal 1′ torna Palacio come falso nove. Danilo riprende le redini della difesa dopo il nefasto riposo di Cagliari. A caccia della sesta vittoria di fila in trasferta, Conte non si cura troppo dello snodo fondamentale di Dortmund alle porte e conferma il tandem Lukaku-Lautaro. Prima da titolare per Lazaro a destra, rifiata Candreva. E’ un convincente Bologna a produrre la fiammata iniziale: Sansone carica il destro dal limite e costringe al tuffo a terra Handanovic. Replica immediata di Lautaro, imbeccato da Lazaro nel cuore dell’area: parata davvero superlativa di Skorupski. Rossoblù in partita, con Soriano molto coinvolto tra le pieghe dei reparti e la diga Poli-Svanberg che regge alla grande. Orsolini ci prova dal limite ma il suo sinistro fa cilecca, mentre quello di Lukaku pochi minuti dopo odora di vantaggio nerazzurro. Ancora decisivo super Skorupski, che sventa con un riflesso felino sul primo palo. Prima frazione equilibrata e intensa, a regnare è l’equilibrio. Ma di fronte alla corazzata di Conte il Bologna risponde presente.

A levare il tappo alla partita provvede la cannonata di Soriano al quarto d’ora della ripresa. Il pupillo di Sinisa riceve da Svanberg al limite e sceglie la soluzione di potenza, beneficiando della deviazione di De Vrij. Esplode il popolo del Dall’Ara, pieno zeppo come nelle notti migliori. L’Inter resta avvinghiata al match e con Lukaku sfiora subito il pareggio: la deviazione in scivolata di Big Rom mette solo i brividi a Skorupski. Conte chiede aiuto alla freschezza di Vecino, Tanjga e De Leo si affidano all’esperienza di Medel per lo spezzone finale. La serata dei nerazzurri si aggiusta su corner: Skriniar aggancia e gira verso la porta, Skorupski colleziona un altro miracolo ma nulla può sul tocco ravvicinato di Lukaku. Uno a uno e parità ristabilita a 15′ dal triplice fischio. Candreva per Biraghi è la mossa di Conte per rivitalizzare le fasce, mentre il Bologna fa densità in mezzo con Dzemaili per un esausto Soriano e poi aggiunge peso davanti con Santander al posto di Sansone. Finale col giallo. Palacio si invola verso la porta ma viene steso dal neo-entrato Politano sullo zerbino dell’area: da valutare la posizione del Trenza (dentro o fuori?), ma il fallo sembra netto. Bologna un po’ alle corde sul piano fisico, l’Inter cerca di forzare. Per l’episodio clou bisogna però attendere il 90′: Lautaro s’incunea in area e riceve in omaggio un “calcetto” a dir poco scriteriato da parte di Orsolini; caduta plateale, il sig.La Penna indica il dischetto tra le proteste rossoblù. Lukaku si avventa su quel macigno con le sembianze di un pallone e lo spedisce in rete spiazzando Skorupski. Doppietta del bomber belga e rimonta completa, al Bologna rimangono i complimenti. Ne avrebbero fatto volentieri a meno, Sinisa e i suoi ragazzi.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 7: bisogna dirlo: se il Bologna crolla solo nel recupero, molto merito è suo. Tre parate di alto livello da esibire in vetrina. E i soliti scarabocchi con i piedi diventano inezie. TUTOR

Mbaye 6: più terzo centrale mascherato che laterale puro, non deve dannarsi per contenere il timido Biraghi. Cincischia parecchio con il pallone e tende a rallentare l’azione, ma in fin dei conti non demerita. PLACIDO

Danilo 6: guardiano del reparto, portatore sano di sicurezze. Spende bene i falli e alla lunga disinnesca Lautaro. Non la sua miglior partita, ma quando c’è lui lì in mezzo la musica cambia. SPRANGA

Bani 5.5: accetta il duello a base di sportellate con Lukaku, esagera nel concedere l’appoggio al gigante belga. Primo tempo in controllo, dopo l’intervallo le pene aumentano. VESSATO

Krejci 6.5: un altro esame difficile superato a pieni voti, mostra le fauci a Lazaro. Da sorpresa a conferma, con nonchalance. PANTERA

Poli 7: un’ora di dominio contro i ben più reclamizzati Barella e Gagliardini: intercetta tutti i palloni che transitano in mediana, sembra una calamita. Peccato per l’autonomia ridotta, la sua assenza negli ultimi venti minuti si fa sentire. PIOVRA

(dal 72′ Medel 6: rientro importante in ottica futura, interpreta lo spezzone con lo spirito di sempre. Combattente nato. PUGNACE)

Svanberg 6: l’intelligente appoggio per Soriano sul goal e una gara ricca di buoni contenuti. Non ha paura di giocare i palloni pesanti, deve crescere in continuità nell’arco dei 90′. SAGACE

Orsolini 3: non ne azzecca mezza per tutta la partita, poi pensa bene di andare a scalciare in area un Lautaro ampiamente marcato. Errore pacchiano, non degno della categoria. Altro che Nazionale e attenzioni delle big: dimostri innanzitutto di essere da Bologna. PRETENZIOSO

Soriano 7: il migliore tra i giocatori di movimento anche senza goal: allunga e accorcia la squadra a seconda delle necessità, aiuta i compagni con tocchi sempre opportuni. Come se non bastasse, fa saltare il bunker di Conte con una prodezza d’alta scuola. GRIMALDELLO

(dal 76′ Dzemaili s.v.)

Sansone 5.5: ai nerazzurri ha già fatto male con Parma e Sassuolo, l’avvio promettente tiene fede alla fama di spauracchio: destro secco che impensierisce Handanovic. Pia illusione, la sua serata si perde in men che non si dica nell’anonimato. METAFISICO

(dall’84’ Santander s.v.)

Palacio 5.5: passa il tempo alla ricerca di un pertugio che non c’è, in zona calda è di fatto nullo. Gestisce con saggezza un paio di possessi nella ripresa. Fine. Pochino, no? ACCESSORIO

all.Mihajlovic (in panchina Tanjga) 6.5: coraggio e generosità da vendere, l’ennesima beffa è figlia dei soliti errori individuali. Sta di fatto che i suoi uomini meriterebbero senza se e senza ma un risultato positivo contro un avversario che lotta per lo scudetto. Per il giudizio, basta e avanza. SOVVERSIVO

 

INTER (3-5-2)

Handanovic 6; Skriniar 6, De Vrij 6, Bastoni 6; Lazaro 5.5 (85′ Politano s.v.), Gagliardini 5 (72′ Vecino 6), Brozovic 5, Barella 6, Biraghi 5.5 (75′ Candreva 6); Lautaro 6, Lukaku 7.5.  All.: Conte 6.5

 

BOLOGNA-INTER 1-2 (59′ Soriano, 75′ Lukaku, 90+2′ Lukaku rig.)