CALCIO – Domani Milan-Bologna, una Scala per la salvezza rossoblù

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L’appetito vien mangiando, dice il proverbio.

E il Bologna non ha alcuna intenzione di alzarsi da tavola. Ora che le sei vittorie ottenute nelle ultime 8 gare hanno spianato la strada verso la salvezza, i rossoblù covano l’idea di provare a cavalcare l’onda positiva e di regalare dunque ai tifosi un finale di campionato davvero memorabile, in netto contrasto con gli epiloghi all’acqua di rose dell’era Donadoni. Indipendentemente da quello che sarà il futuro, Sinisa Mihajlovic vuole dare un ulteriore tocco di unicità alla sua fin qui straordinaria seconda esperienza bolognese; in tal senso, l’incrocio con il Milan cade a fagiolo. Il Diavolo sta infatti vivendo un momento diametralmente opposto e arriva alla sfida con i rossoblù sull’orlo di una crisi di nervi: spogliatoio in ebollizione, mister Gattuso di fatto sfiduciato ma “congelato” per queste ultime quattro partite per assenza di alternative, una sola vittoria in gare ufficiali da metà marzo a oggi e qualificazione alla Champions sempre più complicata. Il Bologna può assestare il classico colpo di grazia ai rossoneri e a Mihajlovic -cacciato in malo modo da Milanello tre anni fa- l’idea non dispiace affatto.

In fondo, a coronamento di un cammino praticamente perfetto contro dirette concorrenti e piccola borghesia, al Bologna di Sinisa manca giusto la partita della consacrazione. Il secondo colpaccio stagionale a San Siro sarebbe in un certo senso la chiusura di un cerchio, dal momento che la marcia trionfale del tecnico serbo fu inaugurata proprio dalla capocciata vincente di Santander a casa Inter. Era il 3 febbraio, una settimana prima il Frosinone aveva banchettato al Dall’Ara sui resti della sgangherata truppa di Inzaghi e la dura contestazione del tifo era riuscita a lambire persino sua maestà Joey Saputo. Tornare con la mente a quei giorni fa quasi sorridere, da allora il mondo rossoblù si è letteralmente capovolto grazie alla cura provvidenziale di Mihajlovic. Ecco perché chiudere i conti sullo stesso, glorioso rettangolo verde che ha tenuto a battesimo la rinascita del Bologna avrebbe un significato speciale. Tra l’altro il colpaccio rossoblù nella tana del Diavolo manca dal 2016, quando fu Giaccherini ad affossare il Milan allora allenato proprio dal buon Sinisa. Gira e rigira, siamo sempre lì: alla chiusura del cerchio.

Al netto delle difficoltà del Milan, il Bologna deve far fronte anche a qualche problema di formazione. Un paio, non di più. Le squalifiche di Mbaye e Soriano privano infatti Mihajlovic di due fedelissimi e impongono altrettante novità in un undici di partenza che per il resto è annunciato in linea con le uscite più recenti. Come svelato dallo stesso tecnico serbo in conferenza pre-partita, le sostituzioni sono già decise: chance importante per Arturo Calabresi in difesa e per Mattias Svanberg sulla trequarti. Sia l’ex Roma sia il talentino scuola Malmo sono finiti un po’ ai margini delle rotazioni dopo una prima parte di stagione caratterizzata da tante presenze sotto la guida di Inzaghi e ora vogliono provare a riprendersi quello che i primi mesi del 2019 hanno loro tolto: spazio e visibilità. In tal senso, la vetrina di San Siro ha pochi eguali in giro per l’Italia. E se dietro Calabresi sembra potenzialmente essere in grado di assicurare al reparto le medesime caratteristiche di Mbaye, c’è grande curiosità attorno all’interpretazione del ruolo di fantasista da parte di Svanberg: rispetto al titolare Soriano, lo svedese vanta più tecnica ma meno fisicità. In sostanza, i rossoblù potrebbero guadagnare qualcosa nella manovra con palla a terra e al tempo stesso perdere pericolosità negli inserimenti in area.

Quel che è certo è che Sinisa avrà dedicato particolare attenzione alla fase offensiva, sapendo di fronteggiare una retroguardia avversaria azzoppata da squalifiche (Romagnoli) e infortuni (Calabria, Conti, Caldara). Al centro dell’attacco ancora spazio per Palacio, spesso letale in trasferta e stimolato dall’aria dei vecchi derby milanesi vissuti per 5 anni sulla sponda interista. Sugli esterni confermatissimi Sansone ed Orsolini, quest’ultimo -stando ai rumors di mercato- seguito proprio dal Milan in vista della sessione estiva. A centrocampo si ripropone il solito ballottaggio per affiancare Pulgar e stavolta la scelta dovrebbe ricadere sull’ex di turno Poli, con Dzemaili inizialmente in panchina.

Arbitra il sig.Di Bello di Brindisi, fischio d’inizio previsto per le ore 20:30 di domani.

 

Di seguito, elenco dei convocati e probabile formazione rossoblù.

PORTIERI: Da Costa, Santurro, Skorupski.

DIFENSORI: Calabresi, Corbo, Danilo, Dijks, Helander, Lyanco, Paz.

CENTROCAMPISTI: Donsah, Dzemaili, Krejci, Poli, Pulgar, Svanberg.

ATTACCANTI: Destro, Edera, Falcinelli, Orsolini, Palacio, Sansone, Santander.

 

PROBABILE FORMAZIONE

Skorupski; Calabresi, Danilo, Lyanco, Dijks; Poli, Pulgar; Orsolini, Svanberg, Sansone; Palacio. All.: Mihajlovic

BALLOTTAGGI: Poli-Dzemaili 60%-40%, Palacio-Santander 80%-20%.

INDISPONIBILI: Mattiello, Nagy.

SQUALIFICATI: Mbaye (1 giornata), Soriano (1 giornata).