CALCIO – Domani Verona-Bologna, nonno Palacio guida la truppa aspettando Medel

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nella foto, l'abbraccio tra Sinisa Mihajlovic e Rodrigo Palacio

La forza della tradizione, l’entusiasmo dei debuttanti.

Al giusto mix tra questi principi si affida il Bologna in vista dell’esordio in campionato. Il calendario offre un bell’assist nell’ottica di una partenza sprint, non sfruttare l’occasione sarebbe un peccato. Di fronte al cantiere aperto di un Hellas Verona a dir poco rimaneggiato e terribilmente bisognoso di innesti negli ultimi sprazzi di mercato, ecco un Bologna sulla carta più pronto, equilibrato e consapevole. A Casteldebole c’è voglia di continuità nella discontinuità, come recitava un antico slogan democristiano: la cavalcata degli ultimi quattro mesi della scorsa stagione ha introdotto costumi e virtù da non disperdere al via della nuova avventura, anche se oltre a qualche interprete (Lyanco e Pulgar su tutti) mancherà inizialmente proprio il timoniere, l’ispiratore, l’ideologo di quell’impresa. Sinisa Mihajlovic c’è, anche se non si vede: eppure il peso della sua assenza fisica è il vero grande punto interrogativo di questo primo scorcio di stagione. Danilo e compagni ci tengono a partire con il piede giusto anche per confinare nella penombra questa obbligata anomalia.

Al Bentegodi, sotto gli occhi dei quasi tremila tifosi rossoblù al seguito (è subito esodo!) scenderà in campo un Bologna molto simile a quello visto tra gennaio e giugno. I volti nuovi non saranno più di tre. I cambiamenti riguardano esclusivamente l’assetto difensivo, con Takehiro Tomiyasu e Stefano Denswil quasi sicuri di una maglia nel pacchetto arretrato e il baby Michael Kingsley favorito su Dzemaili (recuperato ma a corto di condizione causa lungo stop) al fianco dell’intoccabile Poli. Se il terzetto sopraccitato si prepara al debutto assoluto in Serie A, chi non dovrà fare i conti con l’emozione della prima volta è don Rodrigo Palacio, per l’undicesimo anno di fila ai nastri di partenza del nostro campionato. Le 37 primavere suonate non condizionano assolutamente in negativo il rendimento strabiliante del veterano argentino, che all’esperienza somma doti tecniche, tattiche e atletiche di gran lunga superiori al resto dei colleghi. Per la terza stagione di fila, Palacio si candida a prendere per mano i compagni e mai come ora, stante la lontananza di Sinisa, il senso di responsabilità è forte nella testa e nel cuore del campione con la treccia. Il pericolo pubblico numero uno per la retroguardia -in teoria fragile- del neopromosso Verona sarà proprio lui, chiamato con ogni probabilità a non dare riferimenti e a svariare su tutto il fronte offensivo da falso nove. Aspetti che non avrà sicuramente trascurato in fase di preparazione del match il tecnico dei veneti Ivan Juric, uno che Palacio lo conosce dalla notte dei tempi: il suo ultimo campionato da calciatore al Genoa (stagione 2009/2010) coincise proprio con l’approdo al Grifone dell’allora 27enne Palacio, proveniente dal Boca Juniors. Da quella tappa fondamentale agli ordini di Gasperini la carriera del Trenza spiccò definitivamente il volo.

Alla leadership di Palacio potrebbe aggiungersi a stretto giro di posta il carisma di un altro sudamericano: Gary Medel. Il grintoso centrocampista mignon (poco più di 1 metro e 70 di altezza) è balzato in vetta alla lista di gradimento dei vertici rossoblù, anche perché il Besiktas titolare del cartellino sembra disposto a trattare sulla base del prestito con diritto di riscatto e al tempo stesso ha mostrato interesse per Maxime Gonalons in uscita dalla Roma, che su per giù calpesta le stesse zolle. A Mihajlovic il giocatore piace, inoltre le caratteristiche tecniche di Medel sono cucite su misura per il 4-2-3-1 del Bologna: il Pitbull cileno andrebbe ad affiancare Poli o Dzemaili in una mediana molto fisica e votata all’interdizione. Ricordate la diga Perez-Mudingayi che fece le fortune di Malesani e Pioli tra il 2011 e il 2012? Ecco, siamo lì. Classe ’87, Medel vanta come garanzia una carriera spesa interamente ad alti livelli: più di 200 presenze ufficiali tra Siviglia e Inter non si accumulano per caso, così come per caso non si conquista la fascia di capitano della Nazionale cilena. Per il Bologna, insomma, sarebbe un gran colpo. O se preferite il modo migliore per provare a dimenticare il connazionale Pulgar. Assalto decisivo in programma dopo il Verona, nel frattempo occhi puntati sulla supplenza di Kingsley. Con fiducia, sì. Non convocati gli esuberi Paz e Falcinelli, oltre ai partenti Calabresi (ad un passo dall’Amiens) e Falletti (diretto ai messicani del Club Tijuana).

Arbitra il sig.Giua di Olbia, fischio d’inizio previsto per le ore 20:45 di domani sera.

 

Di seguito, elenco dei convocati e probabile formazione rossoblù.

PORTIERI: Da Costa, Sarr, Skorupski.

DIFENSORI: Bani, Corbo, Danilo, Denswil, Dijks, Krejci, Mbaye, Tomiyasu.

CENTROCAMPISTI: Dzemaili, Kingsley, Poli, Schouten, Soriano, Svanberg.

ATTACCANTI: Destro, Orsolini, Palacio, Sansone, Santander, Skov Olsen.

 

PROBABILE FORMAZIONE

4-2-3-1

Skorupski; Tomiyasu, Danilo, Denswil, Dijks; Poli, Kingsley; Orsolini, Soriano, Sansone; Palacio. All.: Mihajlovic (in panchina Tanjga)

BALLOTTAGGI: Tomiyasu-Mbaye 80%-20%, Kingsley-Dzemaili 70%-30%, Sansone-Destro 70%-30%.

INDISPONIBILI: nessuno.            SQUALIFICATI: nessuno.