CALCIO – Dribbling, goal e un sinistro fatato: Skov Olsen accende Bologna

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nella foto, Andreas Skov Olsen, esterno d'attacco danese classe '99: per il Bologna può essere il colpo dell'estate

Un piccolo Robben a Casteldebole.

Il rischio di cadere nel blasfemo c’è, inutile nasconderlo. Eppure basta un’occhiata rapida ai video che spopolano ormai da giorni su pc e smartphone di mezza Bologna per ricavare un’impressione netta. Le stimmate del predestinato sono sotto gli occhi di tutti. Slalom ubriacanti, scatto prepotente, repertorio assortito di finte e controfinte finalizzato ad armare un mancino parecchio educato: è la carta d’identità calcistica di Andreas Skov Olsen, la ciliegina che Sabatini e Bigon sono ormai certi di riuscire a piazzare su una torta già arricchita da sette candeline nelle scorse settimane. Otto innesti prima della partenza per Castelrotto: lo slogan elettorale proferito dal D.S. Bigon a margine della presentazione di Jerdy Schouten sta davvero prendendo forma e dona caratteri di unicità alla fin qui superlativa campagna acquisti benedetta da patron Saputo.

In attesa dell’ufficialità di Tomiyasu, ai tre riscatti (Orsolini, Soriano, Sansone) e al trio di volti nuovi già visto all’opera in questi primi giorni sui prati di Casteldebole (Bani, Schouten, Denswil) si aggiunge quello che sulla carta rappresenta il pezzo forte della collezione. Esterno offensivo classe ’99, Skov Olsen è ormai da considerare un affare fatto. Il Bologna lo rileverà a titolo definitivo dai danesi del Nordsjaelland per una cifra compresa tra i 6 e i 7 milioni di euro, battendo un’agguerrita concorrenza. Reduce dall’Europeo Under21 con la Danimarca, Skov Olsen va caccia della consacrazione dopo l’esplosione nell’ultima stagione: 22 reti in campionato per un ragazzo neanche ventenne che di ruolo fa l’ala sono un intrigante biglietto da visita. E i rossoblù, decisi a consegnare a Mihajlovic un’alternativa credibile ai vari Orsolini e Sansone, hanno deciso di affondare il colpo. Confermando la tendenza “nordica” di questa sessione estiva: dopo aver pescato dal Belgio (Tomiyasu e Denswil) e dall’Olanda (Schouten), è il turno della Danimarca. I dirigenti del Bologna sono convinti che, in barba all’anagrafe del giocatore, si tratti di un colpo per il presente: nelle strategie interne Skov Olsen viene considerato in grado di entrare fin da subito nelle rotazioni, al netto del salto di livello imposto dalla Serie A. A Mihajlovic e al suo staff tocca il compito di sgrezzare questo talento cristallino supportato da una ottima struttura fisica (è alto poco meno di 1 metro e 90). La sensazione è che il ragazzo debba aggiungere il solito bagaglio di conoscenze tattiche richiesto dal campionato italiano e un pizzico di imprevedibilità nelle giocate, andando oltre il suo marchio di fabbrica: qui l’effetto sorpresa dura sempre il giusto e i calciatori -soprattutto offensivi- che usano un solo piede e la sostanziale ripetizione di una sola situazione di gioco per colpire finiscono spesso per essere disinnescati dalle difese avversarie, tra le più preparate del mondo a livello organizzativo.

Dettagli su cui Skov Olsen inizierà probabilmente a lavorare già nel corso della prossima settimana, dal momento che il suo sbarco sotto le due Torri dovrebbe essere imminente: i crismi dell’ufficialità sono previsti tra domani e mercoledì. I tifosi del Bologna non vedono l’ora di ammirarlo con il resto del gruppo, dove troverà un altro giovanissimo volto nuovo: Musa Juwara, centrocampista gambiano classe 2001 prelevato dal Chievo e già aggregato alla truppa di Mihajlovic in questa prima parte di ritiro. In seguito dovrebbe poi unirsi alla formazione Primavera, a meno che il responso del campo non fornisca esiti strabilianti (ricordate Diawara?). Per quanto riguarda le uscite, le piste aperte sono tante ma nessuna trattativa è in odore di definizione. I principali candidati a salutare Bologna sono i soliti: Nagy, Donsah, Krejci, Falletti. Nessuno di questi nomi figura nei piani rossoblù, Bigon vuole trovar loro una sistemazione prima del via alla seconda fase del ritiro a Neustift, quando Mihajlovic conta di iniziare a lavorare con un gruppo già scremato.