CALCIO – E’ subito derby: Bologna a Firenze per rompere la maledizione viola

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nella foto, l'abbraccio tra Emanuel Vignato e Riccardo Orsolini: i due esterni sono in ballottaggio per un posto nell'undici titolare domani al Franchi, ma potrebbero anche giocare insieme dal 1' in caso di esclusione di Musa Barrow

Uno scontro diretto diverso dagli altri.

Alle pragmatiche questioni di classifica si sommano la rivalità e la tradizione. E’ derby a tutti gli effetti, per i bolognesi la Fiorentina equivale ad un Modena che viene da un’altra regione: il vicino dispettoso, quel parente che proprio non sopporti. Un avversario diverso, appunto. Ad aggiungere un ulteriore pizzico di pepe contribuiscono poi i pessimi numeri recenti del Bologna con la Viola, padrona incontrastata dell’Appennino negli ultimi due lustri. Il sortilegio è ormai filastrocca sotto le Due Torri: zero vittorie a Firenze da dieci anni tondi (e in assoluto dal 2013, considerando anche i match al Dall’Ara); da quel pomeriggio di gloria griffato da Henry Gimenez e dall’attuale responsabile scouting Marco Di Vaio i rossoblù hanno totalizzato la miseria di un punticino in riva all’Arno. E l’umiliante poker rifilato da Pezzella e compagni alla truppa di Mihajlovic nello scorso luglio è una ferita ancora fresca.

Ad accomunare Fiorentina e Bologna c’è una prima parte di campionato al di sotto delle aspettative in termini di piazzamento: tanto i viola quanto i rossoblù confidavano di arrivare nei pressi del giro di boa del girone d’andata con qualche punto in più. Entrambe hanno comunque saputo archiviare il 2020 con il sorriso. Se Mihajlovic può vantare la doppia rimonta ai danni dell’Atalanta, Prandelli è addirittura uscito in trionfo dallo Stadium dopo aver annichilito la Juve con uno storico 0-3. A proposito del tecnico viola: partita speciale per l’ex c.t. della Nazionale, atteso da una curiosa sfida in famiglia con il figlio Nicolò (preparatore atletico rossoblù). Alla saggezza e allo stile curiale di Prandelli si contrappongono i modi spicci e la ruvida schiettezza di Sinisa. Un po’ don Camillo e Peppone, per intenderci. L’obiettivo resta comune: quella continuità spesso sfuggita tanto al primo quanto al secondo nell’ultima parte dell’anno appena concluso.

Panettone e champagne rappresentano il vago ricordo di uno stacco davvero breve, come imposto dal fitto calendario al tempo del Covid. Nessuno spazio per ripartenze soft, con tre partite subito racchiuse nell’arco di una settimana. Mihajlovic ottiene un aiuto dall’infermeria, che libera risorse preziose come Ravaglia, De Silvestri e Skov Olsen oltre a Hickey, reduce dalla quarantena post contagio e fresco negativizzato. Ancora out Skorupski, che evita così l’incrocio con il connazionale Dragowski: per il portiere polacco è ancora tempo di allenamenti personalizzati sul campo, possibile un rientro tra sabato prossimo (Genoa) e il week-end successivo (Verona). Il rientro di Ravaglia tra i convocati non avrà ripercussioni immediate tra i pali: il giovane prodotto del vivaio non è ancora al meglio, in conferenza Sinisa ha annunciato la conferma di Da Costa. Nell’ottica del trittico di partite ravvicinate, qualche calcolo potrebbe essere riservato alla difesa, su cui pende il pericolo diffide: per due intoccabili come Tomiyasu e Danilo al prossimo giallo scatterà la squalifica, non si esclude pertanto che Mihajlovic risparmi inizialmente uno dei due domani al Franchi per non rischiare di sprofondare di nuovo nell’emergenza in vista dell’Udinese. Il forfait dell’ultim’ora di Medel (contrattura al polpaccio destro) fa tuttavia perdere quota a questa eventualità, perché Mihajlovic sarebbe a quel punto costretto a scegliere uno tra Paz e il partente Denswil (ormai ad un passo dal ritorno in prestito al Bruges). Ecco che allora l’ex De Silvestri tornerà in possesso di una maglia da titolare, mentre sul fronte opposto non sembra avere molte possibilità la vecchia conoscenza rossoblù Pulgar: probabile che Prandelli confermi in blocco la mediana protagonista del colpaccio a Torino, con Borja Valero in cabina di regia e il duo Amrabat-Castrovilli ai lati. In copertina, come sempre più spesso accade, finiscono i grandi vecchi: Fiorentina-Bologna è soprattutto il 37enne Franck Ribery contro il quasi 39enne Rodrigo Palacio. Alle loro spalle scalpitano due giovanotti di belle speranze come Dusan Vlahovic e Musa Barrow, sicuramente dotati ma ancora a caccia del salto di qualità. Il derby dell’Appennino può rappresentare una comoda scorciatoia per la gloria. Entrambi proveranno a sfruttarla.

Arbitra il sig.Orsato di Schio, fischio d’inizio previsto per le ore 15 di domani.

 

Di seguito, elenco dei convocati e probabile formazione rossoblù.

PORTIERI: Breza, Da Costa, Ravaglia.

DIFENSORI: Calabresi, Danilo, Denswil, De Silvestri, Dijks, Hickey, Paz, Tomiyasu.

CENTROCAMPISTI: Baldursson, Dominguez, Kingsley, Poli, Schouten, Soriano, Svanberg.

ATTACCANTI: Barrow, Orsolini, Palacio, Rabbi, Skov Olsen, Vignato.

 

PROBABILE FORMAZIONE

4-2-3-1

Da Costa; De Silvestri, Danilo, Tomiyasu, Dijks; Schouten, Dominguez; Vignato, Soriano, Barrow; Palacio.  all.: Mihajlovic

BALLOTTAGGI: Dominguez-Svanberg 55%-45%, Vignato-Orsolini 60%-40%.

INDISPONIBILI: Mbaye, Medel, Sansone, Santander, Skorupski.

SQUALIFICATI: nessuno.