CALCIO – Gioventù al potere! Bologna padrone a San Siro con Juwara e Barrow, Inter k.o.

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nella foto, l'incontenibile esultanza di Musa Juwara dopo il goal del momentaneo 1-1 a San Siro: prima gioia in Serie A per il gioiellino classe 2001, uomo copertina del clamoroso blitz rossoblù in casa dell'Inter

Show gambiano alla Scala del calcio.

A Musa duro, il Bologna viola in rimonta la casa dell’Inter per il secondo anno di fila. Juwara più Barrow: in comune il nome di battesimo, il Paese d’origine e un talento sopra la media. Ci pensano i due ragazzi terribili venuti dal Gambia a ribaltare il vantaggio nerazzurro di Lukaku nell’ultimo quarto d’ora di quella centrifuga di emozioni che sono i 90′ di San Siro. A margine, succede di tutto: un rigore sbagliato (dall’irriconoscibile Lautaro), un’espulsione per parte. Il gran finale è a tinte rossoblù e, mentre l’Inter saluta definitivamente ogni sogno tricolore, il sorrisone stampato sul volto di Sinisa Mihajlovic è il certificato ufficiale sulle ambizioni della truppa. Sì, per l’Europa League c’è anche il Bologna.

La grande sorpresa nell’undici rossoblù è Nico Dominguez, titolare in mezzo al campo al posto di Medel; un cambio anche in difesa, dove Denswil affianca Danilo. Turno di riposo per Bani, confermato invece Dijks. Torna dal 1′ in avanti Sansone, come previsto il grande ex Palacio parte dalla panchina. Nell’Inter si ricompone la coppia delle meraviglie Lautaro-Lukaku, supportata da Eriksen. In regia riecco Brozovic, mentre Barella finisce in tribuna a causa di un contrattempo muscolare. Conte prova ad insidiare il secondo posto della Lazio, stoppata in casa dal Milan nell’anticipo del sabato; situazione opposta per Mihajlovic, che per tenere vivo il desiderio di un piazzamento europeo è di fatto costretto a rispondere perlomeno con un risultato positivo al blitz rossonero nella Capitale. Condizioni climatiche non proprio ideali, il caldo torrido del pomeriggio milanese rende praticamente inattuabile un calcio a ritmi sostenuti. Quarto d’ora iniziale complicato per il Bologna, che subisce la pressione dell’Inter e concede qualche spiraglio di troppi ai tenori di Conte; Sinisa sbuffa a bordo campo, chiedendo ai suoi più personalità nel possesso palla. Lo svantaggio a metà frazione è più che meritato: cross di Young, taglio perfetto di Lautaro e incornata dell’argentino che si stampa sul palo lungo; sul pallone vagante si fionda Lukaku per l’1-0. Terzo goal in campionato a Skorupski per il bomber belga, sempre più bestia nera dei rossoblù. Bologna in difficoltà e incapace di reagire, ancora Young in evidenza: grande azione personale dell’ex Manchester United, che salta secco Tomiyasu sulla fascia e riesce ad arrivare al tiro; sontuosa la risposta di Skorupski, sfuma l’immediato raddoppio nerazzurro. Altro giro, altra occasione. Stavolta è Lautaro a prendersi la scena, ma un monumentale Danilo in tackle disperato evita il patatrac sul tentativo a botta sicura del n°10. Poi, all’improvviso e come per incanto, il Bologna compare sul prato di San Siro: Soriano verticalizza in contropiede per Orsolini, che prende il tempo a Brozovic ma sbaglia clamorosamente a tu per tu con Handanovic. Errore pesante, chance che avrebbe potuto cancellare una mezzora da incubo per i rossoblù.

Più convinto l’approccio alla ripresa del Bologna, probabilmente strigliato a dovere da Sinisa negli spogliatoi. A suonare la carica è un bolide da fuori di Barrow, fin lì assolutamente inconsistente: palla che sbatte sul palo, Handanovic può solo guardare e sperare. Rossoblù in partita, ma Soriano rovina i piani di riscossa: una protesta di troppo verso il sig.Pairetto per una decisione non condivisa gli costa il rosso diretto. Pochi istanti dopo, Dijks atterra Candreva in area: rigore per l’Inter, che ha l’occasione di chiudere il match. Lautaro calcia però malissimo, Skorupski para e salva ancora il Bologna. Tris di cambi per Sinisa, che rivoluziona le corsie esterne e pesca forze fresche dalla panchina: fuori Tomiyasu, Orsolini e Sansone; dentro Bani, Juwara e Palacio. Conseguenze tattiche: el Trenza va a fare la punta centrale, con Barrow che si allarga a sinistra. Subito in partita il baby Juwara (classe 2001), che chiama in causa Handanovic con un sinistro insidioso ben addomesticato dal portiere sloveno. Il secondo tentativo del giovanissimo funambolo rossoblù si rivela invece vincente: staffilata rasoterra favorita da uno svarione difensivo dell’Inter, Handanovic riesce solo a sfiorare. Primo goal in Serie A per Juwara, visibilmente emozionato. Impatto pazzesco sulla gara per il ragazzino del Gambia, il quale di lì a pochi attimi provoca l’espulsione di Bastoni con uno spunto in velocità. Si ristabilisce anche la parità numerica e allora il Bologna approfitta in men che non si dica delle amnesie nerazzurre con un contropiede mortifero: Juwara avvia, Palacio cuce tra le linee, Dominguez ricama di prima e Barrow concretizza il sorpasso rossoblù calciando sotto le gambe di Handanovic per il suo terzo, pesantissimo sigillo consecutivo. Inter in balia degli eventi e sotto shock, il potenziale match point è tutto per il neo-entrato Svanberg: gran numero dello svedese su De Vrij e fuga solitaria chiusa da una cannonata ravvicinata su cui Handanovic deve superarsi. Capovolgimento di fronte e monumentale occasione per il 2-2 di Sanchez, ma il cileno da due passi perde l’equilibrio e spara fuori. Situazione fotocopia in pieno recupero, ma Skorupski compie un autentico miracolo sulla fucilata dello stesso Sanchez. Ultimo sussulto di un pomeriggio non adatto ai deboli di cuore. Bologna padrone a San Siro e ancora in corsa per il settimo posto. Sì, per l’Europa.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 8: il riflesso da campione sul tiro di Young allunga la vita al Bologna, si conferma nella ripresa dicendo di no a Candreva e respingendo il rigore di Lautaro. Capolavoro in pieno recupero: la parata su Sanchez è da raccontare ai nipotini. Il migliore, per distacco. FIGURINO

Tomiyasu 5: vede le streghe contro Young, che in un’occasione addirittura lo surclassa. Serbatoio vuoto? Sinisa alla vigilia l’aveva candidamente ammesso. Forse un turno di riposo non guasterebbe. CENCIO

(dal 65′ Bani 6: terzino adattato, si sistema in trincea con esclusivi compiti di copertura. Partecipa al ribaltone con spirito da gregario. MILITANTE)

Danilo 7: lieve macchia sul vantaggio nerazzurro, poi però evita due goal fatti: mura Lukaku e Lautaro in rapida successione. Sensazione: senza le sue chiusure, match in archivio dopo 45′. Ripresa da manuale. PARAFULMINE

Denswil 6.5: accetta lo scontro fisico con Lukaku e non crolla. Crescita esponenziale dopo l’intervallo, a bilancio addirittura un paio di sortite offensive con palla al piede. SFACCIATO

Dijks 5: un retropassaggio da brividi inaugura il suo pomeriggio: non è un gran segnale. E infatti la partita prosegue tra sofferenze e titubanze, compreso il rigore causato per fallo su Candreva. NEGLETTO

Schouten 6: decisamente in ombra per un tempo, aggancia la sufficienza alla distanza. Non ha ancora il piglio del comandante, ma i mezzi per diventare il perno della mediana del futuro non gli mancano. GRAMMATICO

Dominguez 7: esibizione double-face: ci mette un tempo ad entrare in partita, poi si sintonizza sulle giuste frequenze. E fa la differenza: che palla per l’1-2 di Barrow! BAROCCO

(dall’88’ Baldursson s.v.)

Orsolini 5.5: piazza l’autografo sulla prima occasione rossoblù, che poi va in archivio alla voce “goal sbagliato”. Vivo, ma impreciso. ONDIVAGO

(dal 65′ Palacio 6.5: movenze di chi la sa lunga, interpretazione impeccabile dello spezzone a lui riservato. Indimenticato ex di turno, versa in campo gocce di classe infinita che danno consistenza all’impresa. POETICO)

Soriano 5: tra i pochi a salvarsi nel primo tempo, con la chicca di un assist favoloso per Orsolini. Cacciato per una parolina di troppo all’arbitro, lascia i compagni in inferiorità per più di mezzora: ingenuità imperdonabile. GONZO

Sansone 5: il turnover offensivo gli offre una bella opportunità per riconquistare terreno nelle rotazioni. Non luccica, all’attivo giusto una debole fiammata. SBIADITO

(dal 65′ Juwara 8: la mezzora che ogni allenatore sogna di ricevere da un subentrante. Fa impazzire la retroguardia di Conte con i suoi scatti, batte Handanovic per il primo centro in Serie A e causa l’espulsione di Bastoni. Dettaglio: ha 18 anni. Se non sbanda, il futuro gli appartiene. CARNEFICE)

Barrow 7.5: non pervenuto nel primo tempo, coglie un palo clamoroso ad inizio ripresa. E da lì inizia un altro film. A lieto fine: sinistro chirurgico tra le gambe di Handanovic e rimonta completata. Terzo goal di fila, 6° totale in rossoblù. Momento magico. VIPERA

(dall’85’ Svanberg s.v.)

all.Mihajlovic 7.5: tocca i tasti giusti con la squadra, resiste alle avversità, indovina i cambi e strappa tre punti d’oro nello stadio che l’anno scorso gli regalò il primo successo. Risponde alla vittoria del Milan e tiene il passo di chi lotta per l’Europa League. Non aveva mai battuto Conte in carriera prima di oggi. Lui ci crede, eccome. IMPETUOSO

 

INTER (3-4-1-2)

Handanovic 6; D’Ambrosio 5.5, De Vrij 5, Bastoni 4.5; Candreva 6.5, Brozovic 5 (88′ Borja Valero s.v.), Gagliardini 4 (88′ Vecino s.v.), Young 6.5 (85′ Biraghi s.v.); Eriksen 5 (75′ Sanchez 5); Lukaku 6.5, Lautaro 4 (85′ Esposito s.v.). all.: Conte 5

 

INTER-BOLOGNA 1-2 (22′ Lukaku; 74′ Juwara, 80′ Barrow)