CALCIO – Goal, emozioni e quel benedetto punto! Il Bologna ferma la Lazio e si salva

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Fuochi d’artificio all’Olimpico.

La notte romana è dolcissima per tutti i protagonisti. Il Bologna compie l’ultimo, decisivo passo per la tanto agognata salvezza; la Lazio rimonta due volte e festeggia senza una sconfitta sul groppone la Coppa Italia conquistata poco meno di una settimana fa. Finisce 3-3 un match dai mille volti: immediato scatto dei ragazzi di Inzaghi con Correa, ribaltone rossoblù nella ripresa stoppato prima da Bastos e infine da Milinkovic-Savic. Pugni al cielo e un sorriso largo così stampato in faccia per Sinisa Mihajlovic a fine gara. Il miracolo è ufficiale.

Qualche sorpresa nell’undici rossoblù, con Poli preferito a Dzemaili e Destro confermato titolare al centro dell’attacco; Palacio parte a sinistra, mentre il recuperato Orsolini si piazza a destra. Solo panchina per Sansone. In casa Lazio, Simone Inzaghi opta per un turnover moderato: a centrocampo chance per Badelj, a destra Romulo fa rifiatare Marusic. Davanti il tandem è Correa-Immobile, in porta spazio al giovane Guerrieri (classe ’96). Biancocelesti già sicuri della qualificazione all’Europa League grazie alla scorciatoia della Coppa Italia, rossoblù decisi a prendersi quel punto che manca per la salvezza aritmetica. Sulla carta, le motivazioni sono molto diverse. E invece lo scorcio iniziale sorride ai padroni di casa, trascinati da un Correa in stato di grazia; il fantasista argentino semina avversari come birilli, crea la superiorità tra le linee e poco prima del quarto d’ora timbra il vantaggio laziale. Filtrante di Leiva, controllo raffinatissimo con il tacco da parte del Tucu per eludere il rientro di Danilo e destro imparabile per Skorupski. Bologna volitivo ma poco preciso nel fraseggio e in rifinitura, la reazione dei rossoblù è tutta in un paio di cannonate dal limite di Orsolini prive di fortuna. Destro si vede ad intermittenza, Palacio non sembra avere la gamba dei giorni migliori. La Lazio amministra senza particolari patemi e nel finale di tempo sfiora il bis con Immobile, che indirizza di poco fuori un diagonale rasoterra da posizione più che propizia.

Dopo l’intervallo inizia un’altra partita, in quattro e quattr’otto il Bologna imbastisce la rivoluzione sotto la guida di un Palacio finalmente in linea con gli standard abituali. El Trenza premia subito l’inserimento di Poli in area con un assist intelligentissimo: il mastino rossoblù arma il sinistro e supera l’impacciato Guerrieri calciando forte sul primo palo. L’eterno don Rodrigo ci prende gusto e un minuto dopo sfrutta la dormita collettiva della difesa laziale per appoggiare di testa a Destro il più comodo dei palloni: deviazione a porta spalancata e la rimonta è servita, con tanto di ormai solito striptease da parte dell’ex Roma. Il Bologna tocca il traguardo con un dito, ma la Lazio non ci sta e Bastos pensa bene di pennellare un clamoroso destro a giro che s’insacca all’incrocio dei pali. Perla alla Del Piero, senza timore di cadere nel blasfemo. Per chiudere il giro sulle montagne russe mancano le ultime curve. Orsolini firma il 2-3 grazie ad una deviazione di rapina su tocco scaltro di Destro nella tonnara dell’area di rigore (con tanto di “sbracciata” borderline del n°22 ai danni del neo-entrato Armini), poi Inzaghi sgancia Milinkovic-Savic e ottiene l’immediato pareggio su calcio di punizione magistrale del fuoriclasse serbo. L’ultimo brivido della stagione rossoblù è generato da un’incursione di Parolo a pochi passi da Skorupski. Palla alle stelle, la festa può scattare. Il Bologna certifica la permanenza nella categoria che storia, blasone, bacheca e DNA impongono.

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: fardello pesante sulle spalle, ma nemmeno con la lente d’ingrandimento si scorgono sue responsabilità dirette nel tris laziale. Fa il suo, lasciando a volte lo stile in un angolo. RUSTICO

Mbaye 6: evita accuratamente di scoprire il fianco alle folate di Lulic, in fase difensiva si conferma affidabile ed esce dal campo con la pagnotta sotto il braccio. PARAVENTO

Danilo 5.5: in ritardo su Correa nell’azione dell’1-0, rimedia con un’ora di buon livello. La macchia però resta. INCAUTO

Lyanco 5.5: teme la velocità di Correa e Immobile, accusa lo scarso equilibrio dei suoi nel primo tempo. Ha vissuto giornate migliori. VULNERABILE

Dijks 6.5: tra i pochissimi a volare oltre la sufficienza nella parte iniziale, riduce le scorribande con il Bologna in vantaggio. Splendido mix di fisico e tecnica, con un unico neo: a volte esagera. PAVONE

Poli 7: clima da battaglia, avversari tignosi: un quadretto ideale per lui. Grinta e ferocia agonistica appartengono da sempre al suo repertorio, il quarto goal in campionato è un traguardo tanto piacevole quanto inatteso. ESIMIO

(dall’80’ Dzemaili s.v.)

Pulgar 6: piede freddo, meglio limitarsi all’abc nel fraseggio: scelta salutare. Abbandona le copertine e sgomita nel retrobottega. FATTORINO

Orsolini 6.5: rimedia a una serata un po’ così con la zampata sottomisura che regala il momentaneo 2-3. Prende il largo in classifica cannonieri, ma a livello tattico urgono ripetizioni. GIOCOLIERE

Soriano 5.5: in affanno fisico, non cambia mai ritmo e fatica a smarcarsi sulla trequarti. Garantisce una discreta presenza ma poche idee. OSTAGGIO

Palacio 7.5: falsa partenza, segue un secondo tempo da incorniciare con doppio assist e ripiegamenti da terzino fino all’ultimo minuto. La partita sintetizza in un certo senso la sua stagione e chiarisce che la differenza tra un grande campione e un buon giocatore sta tutta lì: nella testa. EPICO

(dal 90′ Krejci s.v.)

Destro 7: prima assoluta da titolare nel suo vecchio Olimpico da quando veste rossoblù: gioca bene di sponda, firma la prima rimonta con il classico tocco puntuale da centravanti e si concede il lusso di un assist. Da emarginato a protagonista, che scalata! SFRENATO

(dal 71′ Santander 6: sana manovalanza nell’ultimo spezzone. VERACE)

all.Mihajlovic 9: entra di diritto nella storia del Bologna portando a termine un autentico miracolo sportivo con un turno d’anticipo. Aggiusta una gara nata male e per poco non la vince. Se batte il Napoli firma il nuovo record dell’era Saputo: chi l’avrebbe detto, solo quattro mesi fa? LUMINARE

LAZIO (3-5-2)

Guerrieri 5; Bastos 7, Luiz Felipe 5.5 (53′ Armini 5.5), Acerbi 5.5; Romulo 6, Parolo 6.5, Badelj 5.5 (66′ Cataldi 6), Lucas Leiva 6 (73′ Milinkovic-Savic 7), Lulic 6; Correa 7, Immobile 5. All.: S.Inzaghi 6

LAZIO-BOLOGNA 3-3 (14′ Correa; 50′ Poli, 51′ Destro, 59′ Bastos, 63′ Orsolini, 80′ Milinkovic-Savic)