CALCIO – Il Bologna cade a testa alta, Muriel fa volare l’Atalanta

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nella foto, Lukasz Skorupski non riesce ad opporsi al destro vincente di Luis Muriel (Ansa)

Arrivano gli applausi, non i punti.

Sintesi estrema della serata di Bergamo, dove se non altro il Bologna riscatta la figuraccia contro il Milan a livello di prestazione. A Gasperini basta un guizzo di Muriel nella ripresa per scavalcare momentaneamente l’Inter: sì, alle spalle dell’inarrivabile Juve ora c’è la Dea di Bergamo, sempre più certezza di questa Serie A. Non dispiace affatto la prova dei ragazzi di Mihajlovic, bravi a tenere in piedi il match fino all’ultimo istante. Il principale rimpianto è probabilmente rappresentato dal primo tempo, che i rossoblù avrebbero potuto chiudere in vantaggio: basti pensare alla clamorosa traversa colpita da Barrow su punizione.

Cambia ancora Mihajlovic, per nulla soddisfatto della pessima esibizione contro il Milan e in generale delle quattro gare senza vittoria. Fiducia a Svanberg e a Skov Olsen, mentre un po’ a sorpresa Orsolini si accomoda in panchina. Al posto dello squalificato Dijks gioca Krejci, mentre davanti i fari sono tutti puntati sul grande ex Barrow (di nuovo titolare dopo il turno di riposo di Milano). L’Atalanta festeggia la qualificazione matematica alla prossima Champions League ma non vuole saperne di tirare i remi in barca: nel mirino c’è Inter di Conte, appena un gradino più su. Gasperini esclude per turnover Malinovskyi e schiera Pasalic alle spalle del Papu Gomez e dell’ariete Duvan Zapata. Nessuna traccia di timore reverenziale nell’approccio del Bologna, autore di un’ottima prima mezzora. I rossoblù tengono il possesso, con Soriano e Svanberg che invertono spesso la posizione tra le linee. L’Atalanta macina il solito calcio fatto di scambi e intensità, ma il primo pericolo porta la firma di Barrow: destro rasoterra che sibila di poco a lato. Pronta risposta della Dea, nell’azione entrano tutti gli attaccanti: dialogo tra Zapata e Gomez, la palla arriva a Pasalic che calcia a botta sicura ma sbatte contro il riflesso superlativo di Skorupski. Si accende il match, le scintille coinvolgono anche le due panchine: scaramuccia pesante tra Mihajlovic e Gasperini, il sig.La Penna ammonisce Sinisa ed espelle il tecnico atalantino. Ma guai a distogliere gli occhi dal campo, perché Barrow si prende la scena con una punizione da favola che si stampa sulla traversa; Gollini avrebbe potuto fare ben poco.

Gasperini sfrutta l’intervallo per appesantire l’attacco con l’ingresso di Muriel per Pasalic, con Gomez che scala sulla trequarti. Il bomber colombiano entra subito in partita col piglio giusto e cerca il goal alla prima incursione: ancora sontuoso Skorupski con una gran parata a terra. Qualche patema di troppo per il Bologna in avvio di ripresa, la banda di Mihajlovic fatica a mettere il naso oltre la propria metà campo. Quando ci riesce, però, per poco non ci scappa la prodezza: azione avviata da Soriano, che premia l’inserimento di Tomiyasu in area; assist a rimorchio del giapponese per Barrow che al volo non centra la porta. Sul ribaltamento di fronte, l’Atalanta trova il vantaggio: ottimo lavoro di sponda di Zapata, che libera al tiro Muriel; fulmine sul primo palo e Skorupski è battuto. Subito triplo cambio per Sinisa, che rivoluziona il pacchetto esterni: fuori Skov Olsen e Barrow, dentro Orsolini e Sansone; in campo anche Dominguez per Svanberg. Forze fresche là davanti anche per Gasperini, che toglie la coppia di tenori Gomez-Zapata e sceglie Malinovskyi più Colley. Per l’ultimo quarto d’ora Sinisa si sbilancia passando alla difesa a tre, con Orsolini e Sansone ali a tutta fascia: al fianco di Palacio c’è ora il Ropero Santander. Dagli scampoli finali, tuttavia, i rossoblù non riescono più a spremere neppure un’occasione limpida, così l’Atalanta incarta i tre punti e sorpassa l’Inter. Per una notte, la Dea è seconda. Grande, anche nella sofferenza di una partita tutt’altro che semplice. Al Bologna l’onore delle armi. Dopo la disfatta di San Siro, è già qualcosa.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1, dal 78′ 3-4-1-2)

Skorupski 6.5: due parate sopra la media: nel primo tempo su Pasalic, nella ripresa su Muriel. E’ in serata, ma non basta per tenere a secco l’attacco più prolifico del campionato. FELINO

Tomiyasu 6.5: mica solo fase difensiva: quando può si sgancia, a volte con risultati da terzino d’assalto (vedi occasionissima per Barrow). Fuori per un problema fisico, non demerita. KAMIKAZE

(dal 74′ Mbaye 6: subito terzino, poi centrale di destra nella linea a tre: non soffre gli stravolgimenti, spezzone lucido sul piano tattico. PREMUROSO)

Danilo 5.5: usa fisico e mestiere per opporsi a Zapata, vita molto più complicata quando entra Muriel: se si allontana dall’area e viene puntato in velocità, qualche crepa si scorge. FELPATO

Denswil 6: promosso all’esame forse più difficile, contro il miglior attacco della Serie A. Resiste alle sportellate di Zapata e nel finale si rende utile con qualche discreta lettura in anticipo. ECCENTRICO

Krejci 5: subisce costantemente Castagne e sbaglia parecchio nel fraseggio. Contributo mediocre. CADUCO

(dal 78′ Santander s.v.)

Medel 6.5: lo trovi a portare pressing sulla trequarti atalantina, ma anche a sgomitare in area su tutti i palloni sporchi. Quando la battaglia entra nel vivo, affila le armi. Prezioso factotum. ARROTINO

Svanberg 6.5: occasione importante al posto di Dominguez, risponde presente. Contrasta, tampona e rilancia l’azione. Quantità, ma anche qualità. Obiettivo: trasformare questo exploit isolato in routine quotidiana. Il suo talento nasconde vere prelibatezze. OSTRICA

(dal 64′ Dominguez 6: guida la circolazione di palla nel finale, elegante anche sotto pressione. Non inventa nulla, ma sparge polvere di stelle nell’aria. GIOCOLIERE)

Skov Olsen 5.5: inizia con personalità, poi si perde un po’. Troppo leggero per incidere davvero. MATRICOLA

(dal 64′ Orsolini 5: non azzecca una scelta, finisce sempre a sbattere contro il diretto marcatore. Batteria scarica o bacchetta magica fuori uso? Sia l’una che l’altra, pare. AVULSO)

Soriano 6.5: mobilità impressionante, collaborazione proficua con Svanberg. Ha intuizioni aristocratiche, ma non disdegna l’uso della clava se necessario. COSMOPOLITA

Barrow 6.5: portatore sano di pericoli per la porta di Gollini: un tiro insidioso a fil di palo e una traversa pazzesca a bilancio nei primi 45′. Riesce a farsi rimpiangere: quanto ci teneva! OPULENTO

(dal 64′ Sansone 5.5: l’impegno non si discute, ma non trova più il modo di entrare da protagonista in un’azione pericolosa. Sempre più in bilico. DOCILE)

Palacio 6: regista occulto più che punta centrale: fa respirare la squadra con i suoi movimenti magistrali, ma non tira mai in porta. BALSAMICO

all.Mihajlovic 6.5: chiedeva a gran voce la riscossa dopo lo scivolone di Milano: i suoi ragazzi lo accontentano. Crea preoccupazioni alla squadra del momento, avrebbe strameritato almeno un punto. Che lite con Gasperini! RUBICONDO

 

ATALANTA (3-4-1-2)

Gollini 6; Toloi 6, Palomino 6.5 (80′ Sutalo s.v.), Djimsiti 6 (87′ Caldara s.v.); Castagne 6.5, Freuler 7, De Roon 6, Gosens 5.5; Pasalic 6.5 (46′ Muriel 7.5); Gomez 6.5 (66′ Malinovskyi 6), D.Zapata 7 (66′ E.Colley 5.5).  all.: Gasperini 6.5

 

ATALANTA-BOLOGNA 1-0 (63′ Muriel)