CALCIO – Il Bologna fa scena muta, l’Atalanta dilaga: quattro schiaffi a Mihajlovic

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Disfatta improvvisa ed imprevista.

Il primo, clamoroso buco nell’acqua del Bologna targato Mihajlovic arriva sotto il diluvio di Bergamo davanti agli occhi di Joey Saputo. Un’Atalanta in grande spolvero presenta formale candidatura per la corsa alla prossima Champions League sbarazzandosi dei rossoblù in un quarto d’ora esatto grazie al poker servito da Ilicic, Hateboer e Duvan Zapata. Non paga il massiccio turnover imposto da Sinisa, che chiede risposte importanti alle seconde linee e ottiene invece una sfilza di bocciature. I primi 15′ creano le premesse di un tracollo epocale, ad evitare una figuraccia storica contribuiscono il fisiologico calo della Dea nella seconda parte e il conseguente lieve miglioramento rossoblù, documentato dalla prodezza di Orsolini in avvio di secondo tempo. Una lezione di cui far tesoro in ottica futura: la sensazione è che questo Bologna debba fare affidamento su un blocco di 13-14 giocatori per sperare di sopravvivere. Sul resto, meglio sorvolare.

Rivoluzione totale per Mihajlovic, le sorprese nell’undici di partenza sono tantissime. Falcinelli fa rifiatare Palacio in attacco, mentre ad affiancare Pulgar a centrocampo sono Nagy e Pulgar; panchina per Soriano, Poli e Dzemaili. Difesa condizionata dalla minaccia delle squalifiche, tutti i diffidati vengono risparmiati: Mbaye lascia il posto a Calabresi, Krejci rileva Dijks e il partente Gonzalez (addirittura capitano) fa le veci di Danilo in coppia con Lyanco. Formazione tipo per Gasperini, con Ilicic e Gomez alle spalle di Duvan Zapata nel tridente offensivo. L’Atalanta culla il sogno Champions e con una vittoria insidierebbe il quarto posto del Milan; il Bologna deve invece provare a reagire ad un turno infrasettimanale reso infausto dai risultati positivi di Empoli, Spal e Udinese. Le buone intenzioni rossoblù vanno però subito ad infrangersi contro la tecnica sopraffina di Josip Ilicic, sempre più bestia nera del Bologna. Lo sloveno estrae dal cilindro una doppietta da sogno nei primi 5′ e se il vantaggio arriva con il marchio di fabbrica della casa (sinistro a giro all’incrocio), la notizia sta tutta nel raddoppio: destro chirurgico imparabile per Skorupski. Mihajlovic assiste sbigottito al tracollo dei suoi, l’Atalanta imperversa sulla destra e cala persino il tris con Hateboer, puntuale nel finalizzare un assist dello scatenato Ilicic. Il dramma per i rossoblù è che la mattanza prosegue come se nulla fosse: Zapata si lancia in campo aperto, umilia Gonzalez nel corpo a corpo e spara in rete con l’aiuto della traversa. Finiscono così in archivio venti minuti a dir poco tragici per il Bologna, capace di emettere soltanto un timido vagito con una deviazione imprecisa di Falcinelli a un metro dalla porta di Gollini. Il dato di fatto è che la partita risulta chiusa a doppia mandata a più di un’ora dal triplice fischio. Per fortuna di Mihajlovic l’Atalanta tira il fiato nella fase centrale, dopo aver sistemato la pratica; l’unico brivido per Skorupski da qui all’intervallo è generato da De Roon, che cerca di castigare un’uscita avventata del portiere rossoblù direttamente da metà campo. Pallone di poco fuori, cinquina solo sfiorata. E la faccia del chairman Saputo in tribuna dice tutto.

Ripresa buona solo per le statistiche, Mihajlovic non adotta alcun provvedimento confermando di avere già in testa il Chievo (come del resto si poteva intuire dalle scelte iniziali). Gasperini concede un po’ di riposo a Gomez e sgancia Pasalic sulla trequarti, il Bologna prende un minimo di iniziativa e sfiora la rete ancora con Falcinelli ma Gollini dice no al tentativo d’esterno dell’ex Crotone. A timbrare il goal della bandiera è allora Orsolini, l’unico a salvarsi tra i rossoblù: punizione da posizione proibitiva in prossimità della linea laterale e pallone che s’insacca con la complicità di un Gollini tutt’altro che impeccabile nella circostanza. Discreto Bologna in questo frangente, Falcinelli di testa va subito ad un passo dal bis che potrebbe incredibilmente restituire un senso all’ultima mezzora di gioco: deviazione a lato di un soffio. Minuto 63, è tempo di esordio in Serie A per il giovane Juan Valencia (classe ’98), dentro per un Sansone in versione fantasma. Di lì a poco è l’altro neo-entrato Barrow ad avvicinarsi al goal, ma il suo tiro a porta spalancata sbatte addosso a Gonzalez. Continuano gli esperimenti in casa rossoblù, Mihajlovic concede minuti anche a Paz proprio al posto del difensore costaricense. La contesa è archiviata da un pezzo, l’ultimo scorcio di match fila via senza scossoni. Dopo qualche giorno di pia illusione, il risveglio del Bologna è durissimo: terzultimo posto.

 

Di seguito, le pagelle della partita.

BOLOGNA (4-3-3)

Skorupski 5: la notte che non si augura a nessun portiere: goleada umiliante senza diritto di replica. MORTIFICATO

Calabresi 5: “esordio” sotto la gestione Mihajlovic: si son viste prime volte migliori, ecco. Anche se per onor di cronaca va detto che la batosta prende forma sulla corsia opposta. ALLIBITO

Gonzalez 4: presenza difficile da comprendere a rigor di logica: ha già in tasca un biglietto per Los Angeles (destinazione Galaxy), la resa senza condizioni al cospetto del colosso Zapata non è un congedo da raccontare ai nipotini. Il salvataggio su Barrow è una piccola luce che s’insinua tra le tenebre. SVAGATO

(dal 67′ Paz 6: secondo gettone stagionale, la sensazione è che si tratti del classico premio al lavoro settimanale. STAGISTA)

Lyanco 4: approccio soft e opposizione inesistente all’uragano Ilicic nelle prime battute. Quando lancia timidi segnali di ripresa è ormai troppo tardi. Tra i pochi in odore di riconferma contro il Chievo: voltare pagina, grazie. TENERO

Krejci 3.5: il fardello dei primi tre goal pesa sulle sue spalle gracili, concede praterie che esaltano la classe infinita di Ilicic. Propizia l’unica occasione rossoblù di tutto il primo tempo, ma in fase difensiva evidenzia lacune che raramente si vedono nei dilettanti. Clamorosamente fuori ruolo. VILIPESO

Donsah 4.5: “perché non gioca mai?” è la domanda esistenziale del popolo: risposta impietosa da parte del campo. Del resto, la folla scelse Barabba… METEORA

Pulgar 5: schiacciato dal ritmo di Freuler e De Roon, si adegua in fretta alla serataccia collettiva. Il pallone lo vede con il binocolo. STORDITO

(dall’83’ Poli s.v.)

Nagy 4: bocciatura pesante, non sfrutta la chance. Difficilmente verrà preso in considerazione nelle gare da dentro o fuori: troppo leggero per affrontare le asperità della lotta salvezza. PULCINO

Orsolini 6: segna un bel goal su punizione e serve un gran assist a Falcinelli, prendendosi una piccola rivincita personale su Gasperini che non credette nelle sue doti. Conferma i progressi nel bel mezzo del tracollo collettivo: segnale incoraggiante. FIERO

Falcinelli 5: non giocava titolare da una vita, cresce un pochino nella ripresa dopo un primo tempo da mani nei capelli. Per i goal salvezza, rivolgersi altrove. SQUATTRINATO

Sansone 4: delude oltre ogni limite, non indovina una giocata che sia una. Mihajlovic intuisce l’andazzo e lo toglie in ottica Chievo. Sveglia! BISLACCO

(dal 64′ Valencia 5.5: esordio assoluto tra i professionisti, si segnala per un tiraccio diretto in curva e per una scaramuccia nel finale con Hateboer. BIRICHINO)

all.Mihajlovic 4: formazione improvvisata e ricca di incognite, l’Atalanta ne approfitta e banchetta. Lancia un messaggio sbagliato: priorità al Chievo. Rinuncia insomma a giocarsela a viso aperto. Non è da lui, davvero. DOCILE

 

ATALANTA (3-4-2-1)

Gollini 5.5; Mancini 6, Palomino 6.5, Masiello 6.5; Hateboer 7, Freuler 6.5 (90′ Pessina s.v.), De Roon 7, Gosens 6.5; Ilicic 8 (63′ Barrow 6), A.Gomez 6.5 (46′ Pasalic 6); D.Zapata 7. All.: Gasperini 7.5

 

ATALANTA-BOLOGNA 4-1 (3′ Ilicic, 5′ Ilicic, 9′ Hateboer, 15′ D.Zapata; 54′ Orsolini)