CALCIO – Il Bologna non esiste, la Juve dilaga e va in Champions League

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nella foto, un duello tra Jerdy Schouten e Alvaro Morata

Umiliazione finale.

Altro che impresa, al Dall’Ara il Bologna si fa deridere da una Juve decisa a sbrigare la pratica in men che non si dica. Azzanna la partita senza pietà la squadra di Pirlo, ben sapendo che la vittoria ipotecata già alla mezzora contro un avversario inesistente e inconsistente non può bastare per il sorpasso in chiave Champions League: Chiellini e compagni aspettano regali da Napoli o da Bergamo e proprio il passo falso degli azzurri di Gattuso contro il Verona (1-1) spalanca la strada della qualificazione all’Europa che conta sotto gli occhi increduli dei bianconeri. Per Mihajlovic, invece, una chiusura vergognosa davanti a Saputo. Resa senza condizioni a chiusura di un campionato da compitino, totalmente privo di sussulti. Entusiasmo, ambizione e spettacolo continuano insomma ad abitare altrove. L’errore peggiore sarebbe illudersi.

Bologna senza Dijks e Soriano nella tappa finale, Mihajlovic ripesca Medel in difesa con Tomiyasu di nuovo a destra dopo gli imbarazzi di Verona. Svanberg stringe i denti e affianca Schouten, alle spalle di Palacio (quasi sicuramente all’ultima recita in rossoblù) c’è Vignato mentre Skov Olsen vince il ballottaggio con Orsolini. La sorpresona riguarda però l’undici di Pirlo ed è un’autentica bomba: Cristiano Ronaldo si accomoda inizialmente in panchina, davanti tocca a Dybala far coppia con Morata. E’ una Juve costretta a vincere e a sperare che una tra Milan e Napoli non faccia altrettanto per strappare la qualificazione in Champions sul gong, la presenza di Chiesa e Kulusevski sugli esterni rappresenta un messaggio chiaro: all’attacco fin dal primo minuto. Proprio le due ali bianconere mettono subito a soqquadro la difesa piuttosto improvvisata di Sinisa: Danilo (mediano d’emergenza causa squalifica di Bentancur) indovina l’assist in verticale per Morata, bravissimo a sua volta a liberare la corsa di Kulusevski con un tacco di prima intenzione; l’ex Parma serve Rabiot sul secondo palo, Skorupski devia sulla traversa la conclusione da due passi del francese ma nulla può sul conseguente tap in di Chiesa. Vecchia Signora in vantaggio al primissimo affondo, ma il Bologna non vorrebbe uscire subito di scena. Sull’asse Schouten-Palacio i rossoblù iniziano a macinare calcio e costruiscono anche un paio di occasioni potenzialmente insidiose, tuttavia Szczesny nella mezzora iniziale può limitarsi ad una comoda parata centrale. Benché orfana per scelta del sovrano offensivo CR7, la Juve è in serata di grazia da meta campo in su e si appoggia alla magia di Dybala per scappare via: la Joya riceve all’ingresso dell’area, scherza Schouten e anticipa l’uscita di Skorupski con un morbido “scavetto” che diventa cioccolatino solo da scartare per un Morata appostato a pochi centimetri dalla linea di porta. Lo 0-2 sembra chiudere ogni discorso con un’ora di anticipo, tra tribuna e panchine entrano in scena smartphone e radioline: le attenzioni bianconere, più che su Palacio e Barrow, si allungano ora verso Bergamo e Napoli. Con il Bologna proiettato ormai verso le vacanze, a ridosso dell’intervallo la Juve ricama ancora. Azione spettacolare avviata da Dybala, proseguita da Chiesa e rifinita da Kulusevski per il tocco vincente di Rabiot. Retroguardia rossoblù non pervenuta, Mihajlovic affonda sconsolato in panchina.

Il congedo disastroso del Bologna dal campionato viene amplificato nei numeri e nella sostanza già in apertura di ripresa, quando Morata addomestica con classe un rinvio di Szczesny prima di saltare secco Soumaoro e di calciare in porta; risposta da mani nei capelli di Skorupski e palla che s’infila in fondo al sacco, a coronamento di una notte da dimenticare. Chiesa e Dybala potrebbero accanirsi ancora sui resti di questo Bologna abbandonato a se stesso, ma la mira imperfetta di entrambi evita a Skorupski una goleada clamorosa. Morata sente profumo di tripletta, ma il tentativo in corsa su imbucata di Cuadrado finisce incredibilmente sull’esterno della rete. Del Bologna, a scanso di equivoci, ancora nessuna traccia. Parte la girandola dei cambi, tra i rossoblù entrano Antov, Orsolini e Sansone. E’ anche tempo di prime volte: nella Juve vetrina per il terzo portiere Pinsoglio, nel Bologna debutto assoluto per Faragò. Gli ultimi scampoli registrano solo il goal della bandiera, siglato da Orsolini su assist di Palacio. Finisce così, con il grido liberatorio della Juventus nella notte del Dall’Ara.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 4: un fardello di quattro goal con “papera” inclusa: si son visti rientri migliori, ecco. Eufemismo. SOPRAMMOBILE

Tomiyasu 5.5: meno peggio di tanti altri, conferma di avere qualcosa in più di tanti altri. E infatti, salvo cataclismi, saluterà la compagnia. DECOROSO

Medel 4.5: quello che probabilmente sarà l’ultimo giro di valzer bolognese gli riserva una Juve scatenata dalle sue parti: può far poco per opporsi. Sognava un congedo più agevole, ecco. INERME

(dal 57′ Antov 6: spezzone incoraggiante, anche se favorito da una Juve meno arrembante: il riscatto resta in bilico. PRECARIO)

Soumaoro 4.5: finisce anche lui nel tritacarne bianconero, con responsabilità dirette sul quarto goal. Serataccia giustificabile in coda ad un girone di ritorno super. ESAUSTO

De Silvestri 5: nel giorno del suo compleanno, incrocia un Kulusevski non proprio in vena di sconti: auguri, ma senza torta né candeline. MESTO

(dal 68′ Faragò 6: mezzora scarsa per riassaporare il campo dopo mesi ai box. Un esordio buono per il tabellino. PERIFERICO)

Schouten 5: tecnicamente pulito, tra gli ultimi a perdere la bussola col pallone tra i piedi. Là dietro, però, resta negli occhi l’umiliazione inflitta da Dybala all’alba dello 0-2. Peccato. AVVILITO

(dall’80’ Baldursson s.v.)

Svanberg 5: non sta benissimo, ha forzato pur di rispondere presente. I giorni migliori sono distanti anni luce, impotente di fronte ai palleggiatori bianconeri. Chiusura opaca. AFONO

Skov Olsen 5: supera Orsolini al fotofinish ma non coglie l’attimo, a bilancio giusto un tiro senza pretese. Vorrei ma non posso: motto della sua serata e anche della sua stagione. TELEGRAFICO

(dal 57′ Orsolini 6: l’unico a trovare un senso in questa notte senza luna: incastona il settimo sigillo del suo campionato alle spalle di Pinsoglio. ORIGINALE)

Vignato 5.5: grazia ed eleganza condiscono le sue sortite, però cincischia troppo quando è tempo di colpire: una bella occasione l’avrebbe ma sceglie colpevolmente di non tirare. Pazienza, crescerà. Il futuro sembra appartenergli. RETORICO

(dal 57′ Sansone 5.5: pura comparsata a fini statistici, la gara è ampiamente compromessa. Annata tormentata, spera in un domani più roseo. INFAUSTO)

Barrow 4: ennesimo tonfo di un finale davvero deludente: questo fa ancora più rumore, perché la sua serata offre lo zero assoluto. Resettare e ripartire, se possibile non da qui. IGNAVO

Palacio 6.5: generoso e orgoglioso come sempre, saluta con un assist che in fondo racchiude simbolicamente il senso dei suoi quattro anni rossoblù: pur nelle difficoltà, anche nei momenti più bui, la sua impronta e il suo contributo non sono mai mancati. Ci lascia una lezione: non si smette mai di essere campioni. Ciao, fuoriclasse. CIGNO

all.Mihajlovic 5: male, malissimo l’epilogo. Poteva chiudere col pallottoliere in mano, vivi ringraziamenti agli sprechi della Juve nella ripresa. Motivazioni sotto l’ombrellone da un pezzo e velo pietoso su un finale da dimenticare. Annata appena sufficiente, lecito aspettarsi di più anche da lui. Se resta, chiaro. DISTACCATO

 

JUVENTUS (4-4-2)

Szczesny 6 (67′ Pinsoglio 6.5); Cuadrado 6.5, De Ligt 6.5 (46′ Bonucci 6.5), Chiellini 6.5 (58′ Arthur 6), Alex Sandro 6; Kulusevski 7.5, Danilo 6.5 (67′ Bernardeschi 6), Rabiot 7, Chiesa 7.5 (58′ McKennie 6); Morata 8, Dybala 7.5.  all.: Pirlo 7

 

BOLOGNA-JUVENTUS 1-4 (6′ Chiesa, 29′ Morata, 45′ Rabiot; 48′ Morata, 85′ Orsolini)