CALCIO – Il Bologna non segna mai, alla Roma basta un guizzo di Mayoral

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nella foto, un duello tra Roberto Soriano e Amadou Diawara sotto gli occhi di Rodrigo Palacio

Dal festival dello spreco rossoblù sbuca Borja Mayoral.

Anche all’Olimpico è il solito, incorreggibile Bologna. Che gioca, macina calcio, combina palla a terra e al momento del dunque non concretizza una chance che sia una. Non riuscire a tirar fuori un goal da almeno cinque occasioni nitide è peccato capitale: così resta difficile togliersi delle soddisfazioni, in questo sport. La Roma più improvvisata che si ricordi in stagione, già proiettata ai 90′ cruciali di giovedì prossimo in Europa League, si fa bastare l’intuizione felice di Borja Mayoral su indecisione fatale di Danilo al tramonto del primo tempo: il centravanti di scorta di Fonseca fila via in campo aperto, salta Skorupski con lo “scavetto” e infila il suo settimo sigillo in campionato (raggiungendo il concorrente Dzeko). Inutili i tentativi di scossa dalla panchina nella ripresa, il Bologna resta prigioniero dei suoi limiti spaventosi sotto porta e lascia la Capitale con l’amaro in bocca.

Il ritorno di Palacio dal primo minuto nel Bologna consente a Barrow di riprendere possesso dell’amata corsia mancina, mentre a destra Skov Olsen si fa ancora una volta preferire ad Orsolini. Svanberg affianca Schouten, solo panchina per Dominguez. Dietro, l’assenza di Tomiyasu regala una chance sentita a De Silvestri: per lui, laziale purosangue, è a tutti gli effetti un derby in miniatura. In porta si rivede l’ex Skorupski, guarito dal Covid. Con il ritorno dei quarti di Europa League contro l’Ajax all’orizzonte, come preventivato alla vigilia largo ad un ampio turnover in casa Roma. Fonseca risparmia gente del calibro di Pellegrini, Veretout e Dzeko. L’ex Diawara compone la coppia mediana con Villar, a destra esordio dal 1′ per Reynolds (classe 2001); in attacco, Pedro e Carles Perez supportano Borja Mayoral. Staffetta anche tra i pali: riposa Pau Lopez, al suo posto la vecchia conoscenza rossoblù Mirante (sotto le due Torri dal 2015 al 2018). In chiave europea la Roma deve rispondere all’allungo delle dirette concorrenti, che nel pomeriggio hanno tutte vinto: per tenere in vita il sogno Champions ma soprattutto per inseguire un piazzamento in Europa League Fonseca non ha davvero alternative ai tre punti. La parte sinistra della classifica è invece l’obiettivo di Mihajlovic e dei suoi ragazzi. A tutto gas la partenza dei rossoblù, un’iniziativa di Skov Olsen libera al tiro Barrow che però incespica e perde l’attimo; sul pallone vagante in piena area piccola irrompe Palacio e la deviazione provvidenziale di Mancini salva un goal fatto. Sul corner conseguente Svanberg ruba il tempo a tutti e incorna di poco alto sopra la traversa. Non sono passati neppure dieci minuti e il Bologna è padrone assoluto del campo. Tutta un’altra storia, insomma, rispetto al disastro del primo tempo nella gara di andata. Non si scuote la Roma, i pericoli per Mirante arrivano ancora da calcio d’angolo: traiettoria lunga di Barrow, Soriano solo soletto sul secondo palo calcia a botta sicura ma trova il miracolo del portiere giallorosso. Alla prima parte di gara del Bologna manca solo un vantaggio che sarebbe strameritato per quanto espresso dal rettangolo verde. Incredibile ma vero, la banda di Sinisa chiude addirittura la frazione sotto nel punteggio. Colpa di un erroraccio di lettura da parte dell’esperto Danilo, che ad un soffio dall’intervallo lascia un’autostrada spalancata sotto gli occhi dell’incredulo Borja Mayoral: il bomber spagnolo evita l’uscita disperata di Skorupski con una finezza e deposita in rete a porta vuota. Chiosa a dir poco beffarda e soliti limiti in fase realizzativa in bella mostra.

Come spesso accade, Mihajlovic pesca a piene mani dalla panchina alla ricerca del ribaltone. Nel primo quarto d’ora post intervallo non succede praticamente nulla di propizio, allora il restauro parte dai due esterni: bocciatura per Skov Olsen e Barrow, in campo Orsolini e Sansone. Dentro anche Antov per l’acciaccato De Silvestri. Con l’ingresso di Juwara per Svanberg, poi, cambia anche lo spartito. Dietro si passa a tre, Juwara e Dijks viaggiano a tutta fascia mentre Orso e Sansone spalleggiano Palacio. Niente di nuovo sotto il sole, anzi: è la Roma a creare presupposti intriganti in contropiede, agevolata da un Bologna via via più sbilanciato nell’intento di riprendere per i capelli il match. Fonseca chiede minuti preziosi a due assi quali il rientrante Mkhitaryan e Veretout, seguiti a ruota da Pellegrini e da Karsdorp: sulla carta sono quattro titolari, chiaro sintomo della volontà di consolidare questa vittoria ormai vicina. Con buona pace dell’Ajax che incombe. Missione compiuta, la pressione finale del Bologna regala solo qualche sterile scintilla. Per Sinisa sono punti buttati, non c’è dubbio.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1, dal 69′ 3-4-3)

Skorupski 6: nulla può sulla fuga solitaria di Borja Mayoral, il resto è un comodo ritorno da ex. Bentornato, anche senza festa. SANO

De Silvestri 6: ha la Lazio nel cuore, questa per lui non sarà mai una partita come tutte le altre. Duello tra veterani con Pedro, non è Tomiyasu ma tutto sommato regge. SANGUIGNO

(dal 60′ Antov 6: subito terzino d’emergenza, poi centrale di destra nella linea a tre: continua l’apprendistato senza combinare danni. DILIGENTE)

Danilo 5: un’occasione in zona goal e pochi pensieri fino all’episodio che macchia inesorabilmente il suo pomeriggio: ingenuità clamorosa e davvero non da lui, Borja Mayoral ringrazia. Che tonfo! SCELLERATO

Soumaoro 6.5: il migliore del reparto: una consuetudine da qualche tempo a questa parte. Bravo in tutte le interpretazioni, se necessario usa le maniere forti ed esibisce sempre una calma olimpica. CATERPILLAR

Dijks 6: potrebbe fare di più per mettere a nudo gli imbarazzi del debuttante Reynolds, specie all’inizio. Un paio di discese meritano, però il trattore dei bei tempi era un’altra cosa. CLEMENTE

Schouten 6.5: più alto del solito, perennemente sulle tracce di Diawara. Sporca parecchie linee di passaggio e si pone come riferimento in avvio di manovra. Maturità impressionante, miscela di virtù: ruba l’occhio e appaga il gusto. COCKTAIL

(dal 77′ Dominguez s.v.)

Svanberg 5.5: la capocciata iniziale su corner è l’unico vero segnale di vita, dopo naviga nell’ombra. Lascia le luci della ribalta al collega Schouten, prima di abbandonare per ragioni tattiche. INGOLFATO

(dal 69′ Juwara 6: la giusta dose di volontà e uno-due cross decenti: il suo lo fa. IMPERTINENTE)

Skov Olsen 5.5: parte benino, ma si rivela un fuoco fatuo. Molto leggero e quasi sempre indeciso sul da farsi: è la brutta copia, quella che Sinisa ormai non vorrebbe più vedere. RETORICO

(dal 60′ Orsolini 5.5: galleggia tra fascia e attacco, in una posizione ibrida che dovrebbe togliere riferimenti agli avversari e invece finisce per toglierli a lui. NEBULOSO)

Soriano 6: parte su zolle centrali ma ama allargarsi per donare nuovi sbocchi all’azione dei suoi. Gli manca un pizzico di concretezza, tuttavia si fa valere e distribuisce palloni invitanti: su tutti, quella meravigliosa imbucata per Palacio. AGIATO

Barrow 5: un anno fa si prese vetrina e titoloni firmando in calce il colpaccio, la caccia al bis è un fallimento totale. Un tiro centrale e un paio di angoli apprezzabili mica posson bastare, no? Il giudizio di Mihajlovic arriva forte e chiaro: sotto la doccia dopo un’ora. METAFISICO

(dal 60′ Sansone 5.5: dovrebbe iniettare qualità nelle vene rossoblù, si perde ben presto nell’ingorgo dell’attacco: tanta confusione. APPROSSIMATIVO)

Palacio 5.5: aiuta i suoi a guadagnare campo col solito lavoro encomiabile, tuttavia non punge mai. Un solo goal da settembre: bilancio che pesa anche al cospetto di questa enciclopedia calcistica vivente. INFORMALE

all.Mihajlovic 6: poco da dire sulla prestazione, che come quasi sempre accade è di buon livello. La squadra si muove bene, con un’identità chiara: peccato che segni col contagocce. Rispetto alla mole di gioco espressa, il fatturato è misero. Niente svolta, ancora una volta. MALINCONICO

 

ROMA (3-4-2-1)

Mirante 6.5; Mancini 6.5, Ibanez 7, Fazio 6; Reynolds 5.5 (76′ Karsdorp s.v.), Diawara 6 (68′ Veretout 6), Villar 5.5, Bruno Peres 6; Pedro 6 (68′ Mkhitaryan 6.5), Carles Perez 5 (76′ Lo.Pellegrini s.v.); Borja Mayoral 7 (84′ Pastore s.v.).  all.: Fonseca 6.5

 

ROMA-BOLOGNA 1-0 (44′ Borja Mayoral)