CALCIO – Il bomber logora chi non ce l’ha: Dzeko beffa il Bologna al 94′, blitz Roma

0
129
nella foto, Riccardo Orsolini prova a contrastare il romanista Edin Dzeko, match winner di giornata

Una secchiata d’acqua gelida sulla schiena dopo sette mesi di sole, musica e aperitivi a bordo piscina.

E’ la metafora del pomeriggio del Bologna, che crolla in casa all’ultimo minuto di recupero per colpa dell’unico guizzo di Edin Dzeko in tutta la partita. Sono fatti così, i grandi centravanti. Magari girano al largo per gran parte di match e proprio mentre una pesante insufficienza sta per abbattersi sulla prestazione ecco che tirano fuori dal cilindro la giocata da tre punti. Se poi il tutto avviene in trasferta e con la propria squadra sotto di un uomo, il peso specifico dell’azione aumenta sensibilmente. Al Dall’Ara (vicinissimo al tutto esaurito) è andata più o meno così. Il punto è che la Roma un grande bomber lo può schierare: il suo nome è Dzeko. Sinisa Mihajlovic e i suoi uomini tengono invece in campo per ottanta minuti una controfigura: il suo nome è Destro. Insomma, il bomber logora chi non ce l’ha, adattamento dell’aforisma più celebre di un grande romano e romanista come Giulio Andreotti.

Il Bologna si affida alla legge dell’ex, con Destro titolare davanti alla sua vecchia Roma e Palacio preservato in vista dell’incrocio infrasettimanale con l’amato Genoa. Poli rileva Dzemaili, dietro Danilo è ancora out: fiducia alla coppia Bani-Denswil. Nella Roma spicca l’esclusione di Zaniolo, sostituito da Kluivert come ala destra nel 4-2-3-1 di fatto speculare di Fonseca. Primo tempo dominato dall’equilibrio e dallo studio reciproco, le occasioni latitano. Bologna inizialmente molto basso per non concedere campo agli incursori giallorossi, l’atteggiamento è assolutamente legittimo: per informazioni, citofonare Sassuolo e Istanbul Basaksehir, sepolti da Florenzi e compagni con 8 reti equamente divise in settimana. I rischi per Skorupski sono praticamente azzerati, ma la manovra offensiva risente parecchio della prudenza rossoblù. Come da costume la Roma spinge molto a sinistra, dove Kolarov risulta incontenibile per Tomiyasu. L’unica chance di tutta la prima frazione nasce proprio dal sinistro magico del laterale serbo, che slalomeggia tra Orsolini e Tomiyasu prima di sparare fuori dal limite tra gli scongiuri di Skorupski. Il Bologna ci prova solo un paio di volte in contropiede, sbagliando però sempre l’ultimo passaggio.

Match decisamente più acceso nella ripresa, a togliere il tappo alla partita provvede un bell’invito da destra di Florenzi che Pellegrini da due passi non azzanna con la dovuta prontezza: Skorupski ringrazia. Il Bologna, costretto a sostituire l’infortunato Dijks con Krejci, non replica. La Roma allora mette la freccia. Pellegrini conquista una punizione sullo zerbino dell’area, la mattonella è parecchio invitante per Kolarov: rincorsa breve e palla in fondo al sacco, con Skorupski incolpevole spettatore non pagante. Messi alle strette, i rossoblù si scuotono e trovano la reazione giusta. Sale in cattedra Sansone, che da sinistra premia l’inserimento di Soriano a centro area; Kolarov arriva in ritardo e lo stende, rigore sacrosanto. Dal dischetto lo stesso n°10 fa secco Pau Lopez e firma il pareggio. La gara cambia volto, ora è il Bologna a farsi preferire: lo scatenato Sansone avvia una catena di passaggi ravvicinati che arriva a Destro, bravo a far da sponda per l’accorrente Soriano che calcia a botta sicura; la parata di Pau Lopez ha davvero sembianze miracolose. Il Bologna sembra avere più birra nelle gambe, Fonseca corre ai ripari con Spinazzola per Florenzi. Proprio il neo-entrato assiste in area Dzeko, che si gira in un fazzoletto ma non trova la porta: brividi per il Dall’Ara. Minuto 80, Mihajlovic e i suoi provano a vincerla: fuori Poli e Destro, dentro Palacio e Santander con arretramento di Soriano in mediana. El Ropero entra bene in partita e al primo pallone giocabile costringe al fallo Mancini: il difensore giallorosso era già ammonito e finisce in anticipo sotto la doccia. Il Dall’Ara sente il profumo dei tre punti e si infuoca, ma un peccato di ingenuità all’ultimo minuto di recupero costa carissimo ai rossoblù: ripartenza fulminea della Roma con il coast to coast di un superbo Veretout, che allarga per Pellegrini; cross morbido, Denswil pensa bene di lasciare solo soletto in area piccola un killer come Dzeko, pronto alla capocciata vincente. Morale: la festa si scatena sotto al settore ospiti, dove il campione bosniaco va a ricevere il meritato abbraccio di compagni e tifosi increduli. L’interminabile striscia positiva rossoblù tra le mura amiche si chiude qui. Restano amarezza e rimpianti.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: incenerito dall’esecuzione sinisiana di Kolarov, si oppone d’istinto all’incornata ravvicinata di Dzeko: non basta. IMPOTENTE

Tomiyasu 5: Kolarov non è un avversario: è la sua tortura. Soffre da matti le sgroppate del bombardiere giallorosso, smarrisce autostima e sicurezza. Dietro la lavagna per la prima volta. GRISSINO

Bani 6.5: bene in marcatura su Dzeko, a cui concede giusto una mezza girata in tutta la partita. Non a caso, il patatrac finale inchioda altri responsabili. Promosso a pieni voti. AUSTERO

Denswil 5: come a Brescia, si fa cogliere impreparato su un crosso dal fondo e perde di vista l’autore del goal. La differenza? Questa disattenzione significa sconfitta. Un piccolo campanello d’allarme suona, giustamente. RECIDIVO

Dijks 6: in ripresa, duella ad armi pari con Florenzi ed è sintonizzato sulle giuste frequenze. Peccato per l’infortunio: da valutare per Genova. ASSENNATO

(dal 46′ Krejci 5.5: è all’esordio assoluto in stagione, un filo di ruggine va messo in conto. Cerca di non dare nell’occhio, ma non assicura affidabilità. FUGACE)

Poli 6: testa bassa e pedalare: un motto buono per tutte le stagioni. Fa il suo con applicazione, ad incantare la platea dovrebbero essere altri. STAMPELLA

(dall’80’ Palacio s.v.)

Medel 6.5: intelligenza tattica fuori dal comune, sulla carta è mediano ma soprattutto nel primo tempo scivola con disinvoltura quasi in linea con i difensori. Regala solidità a tutti i vicini di banco. ANFIBIO

Orsolini 5.5: il solito coraggio che rasenta l’incoscienza con la palla al piede, ma contro un cliente come Kolarov c’è poco da scherzare. Pochi sprazzi di luce, qualche possesso perso di troppo. RETORICO

Soriano 6: maluccio fino al rigore procurato, che alza per forze di cose la valutazione. Prosegue con un inserimento perfetto che meriterebbe il goal del sorpasso: Pau Lopez non è d’accordo. Cresce alla distanza. DIESEL

Sansone 7: dopo un primo tempo accorto, irrompe sulla scena nella ripresa. Origina l’azione del rigore con l’assist per Soriano, segna dal dischetto con piglio da specialista, mette lo zampino nel groviglio di passaggi del potenziale 2-1. Un furetto imprendibile. RAFFINATO

Destro 5: partita sporca e faticosa per chi sta là davanti: non è certo lui l’interprete ideale. Una bella sponda è l’unico particolare degno di nota del suo pomeriggio da ex col dente avvelenato. Pochino, no? SOPRAMMOBILE

(dall’80’ Santander s.v.)

all.Mihajlovic (in panchina Tanjga) 5.5: la partenza giudiziosa smentisce i baldanzosi proclami della vigilia, ma ci sta alla grande. Nel finale prova a vincerla sbilanciando la squadra: contro la Spal andò bene, qua rimedia un sonoro ceffone. C’est la vie, nessun dramma. Prima sconfitta dell’anno, non perdeva in casa dal 24 febbraio scorso. INGORDO

 

ROMA (4-2-3-1)

Pau Lopez 7; Florenzi 6 (70′ Spinazzola 6), Mancini 5, Fazio 6, Kolarov 7; Veretout 7, Cristante 5; Kluivert 5 (51′ Zaniolo 5.5), Lo.Pellegrini 6.5, Mkhitaryan 5.5 (86′ Juan Jesus s.v.); Dzeko 7. All.: Fonseca 6.5

 

BOLOGNA-ROMA 1-2 (49′ Kolarov, 54′ Sansone rig., 90+4′ Dzeko)