CALCIO – La Roma punisce gli sprechi del Bologna: 2-1 all’Olimpico

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Perdere così fa malissimo.

Il migliore dei tre Bologna proposti fin qui da Sinisa Mihajlovic subisce la prima sconfitta dal giorno del cambio in panchina. Può sembrare paradossale, invece il verdetto dell’Olimpico consolida uno degli articoli più famosi della Costituzione del gioco del calcio: se sprechi e dilapidi occasioni su occasioni, gli dei del pallone ti voltano le spalle. Rammarico enorme tra le fila rossoblù soprattutto per quei 45′ iniziali da manuale, in quella fetta di gara un Bologna praticamente perfetto non ha affondato le zanne su una Roma in difficoltà e ha finito per pagare un conto salatissimo nella ripresa. Inutile il primo timbro bolognese di Sansone nel finale, dopo l’uno-due targato da Kolarov su rigore e da Fazio. A Poli e compagni resta la qualità della prestazione, un ottimo segnale in chiave salvezza. A patto di limitare al minimo le indulgenze.

Mihajlovic deve fare i conti con un’infermeria sovraffollata: oltre a Lyanco, Orsolini e Gonzalez marcano visita anche Mattiello e l’ex Destro, infortunati dell’ultim’ora. Out pure il totem Rodrigo Palacio per squalifica. Dietro si rivede Helander al fianco di Danilo, mentre in attacco Edera e Sansone spalleggiano Santander. Se in casa rossoblù l’obiettivo è limitare i danni tra Roma e Juve per non perdere troppo terreno dalle dirette concorrenti (sia l’Empoli sia l’Udinese hanno fatto bottino pieno), il sogno di Di Francesco è allungare un trend positivo che perdura da quasi due mesi: tolta la disfatta di Firenze in Coppa Italia, la Roma viene da sei vittorie e due pareggi nelle ultime nove gare. La serata sembra propizia, basti pensare che al Bologna non riesce il colpaccio da queste parti dal lontano 2012: fu show in rimonta con le firme illustri di Diamanti e Gilardino. Approccio convinto della banda di Mihajlovic, che conferma i progressi in costruzione e personalità sotto la nuova gestione. Soriano costringe Olsen a sporcare i guantoni con un destro potente e i rossoblù mantengono a sorpresa il pallino del gioco nel primo spezzone, chiuso da un contropiede orchestrato sull’asse Sansone-Edera ma non finalizzato a dovere dal solito Soriano. Roma pericolosa solo da corner con un’inzuccata alta dello specialista Manolas. Ancora Soriano ad un passo dalla gloria al tramonto del primo tempo: su sponda perfetta di Santander, il mediano ex Villarreal si inserisce nel cuore dell’area ma calcia addosso a Olsen da posizione più che propizia. Goal sbagliato, sì. Copione identico di lì a poco: Santander libera ancora Soriano a tu per tu con Olsen, la traversa tiene a galla la Roma. In sostanza, quarantacinque minuti sontuosi del Bologna all’Olimpico.

Per scacciare le paure Di Francesco sfodera l’amuleto El Shaarawy, decisivo nel match dello scorso anno. Fuori un Cristante sottotono. La mossa dà subito i frutti sperati, proprio un’invenzione del Faraone origina l’episodio che rompe l’equilibrio: dopo scambio veloce in area con Dzeko, il neo-entrato viene steso dall’intervento di Helander. Rigore netto, trasformato con freddezza da Kolarov. Reazione rabbiosa del Bologna, Olsen viene chiamato in causa dalla cannonata di Poli dal limite. Difficile immaginare un parziale più bugiardo per quanto si è visto in campo allo scoccare dell’ora di gioco. Il rettangolo verde è però quasi sempre spietato con gli spreconi, ed ecco che a metà frazione la Roma blinda addirittura i tre punti: angolo da sinistra, De Rossi irrompe sul primo palo e arma il destro di Fazio sul secondo; saetta all’angolino basso e il 2-0 è servito. L’assolo finale di Sansone regala una flebile speranza al Bologna, ma la Roma è brava nella gestione degli ultimi palloni e porta a casa tre punti preziosi per la corsa Champions. Speranza e amarezza faranno invece compagnia a Mihajlovic nel viaggio di ritorno dalla Capitale.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-3-3)

Skorupski 6: ci tiene da matti a fare bella figura contro il suo passato, ma la Roma non tira mai evitando di concedergli la vetrina. Gestione ordinaria delle uscite alte, prende due goal senza alcun demerito. OSTAGGIO

Mbaye 5.5: i soliti alti e bassi, a volte risulta troppo ingenuo con il pallone tra i piedi. Con l’ingresso di El Shaarawy aumentano pericoli e sbandate. NAIF

Danilo 6: tiene a bada un brutto cliente come Dzeko, spende un giallo necessario per la causa e non si fa mai sorprendere dagli assalti giallorossi. Una garanzia. CARISMATICO

Helander 5.5: un partitone fino al rigore: si fa fregare da El Shaarawy e la serata cambia faccia. Sfiora il parziale riscatto con una girata da centravanti di razza. MACCHIATO

Dijks 6: vince ai punti il duello con Florenzi e Zaniolo, al netto di un piccolo calo nella seconda parte conferma la crescita esponenziale da terzino in una difesa a quattro. BENESTANTE

Poli 6.5: tempra da guerriero abbinata ad una sorprendente qualità nel fraseggio. Esce stremato al termine di una prova orgogliosa. BESTIALE

(dal 72′ Dzemaili s.v.)

Pulgar 5: regia faticosa e soporifera, distributore automatico di palloni avvelenati. Troppi indugi, la discreta interdizione ne esce offuscata. OPPIACEO

(dal 75′ Falcinelli 5.5: spedisce addosso ad Olsen l’unica ghiotta opportunità della sua serata: con il pallone sul piede preferito, avrebbe potuto far meglio. SPUNTATO)

Soriano 6: quattro azioni da protagonista assoluto nel primo tempo, almeno un goal doveva saltar fuori. Sbaglia tanto, tuttavia lì davanti sposta gli equilibri e quando si butta negli spazi non lo prendono mai. Croce e delizia, fa la bella vita ma la concretezza è virtù sconosciuta. GAUDENTE

Edera 5.5: buona volontà, però sotto porta esibisce ancora i denti da latte. Fuori dopo un’ora e poco più. Ritorno piuttosto anonimo nello stadio che gli ha regalato le prime gioie da calciatore. BONACCIONE

(dal 66′ Svanberg 5.5: un cross tagliato in mezzora: bilancio magro. FUMOSO)

Santander 6.5: un paio di prelibati assist non capitalizzati dai compagni e tanto lavoro sporco contro un signor marcatore come Manolas. Non trova terreno fertile in zona goal contro l’amico Olsen, riesce comunque a rendersi utile a suon di sportellate. BRACCIANTE

Sansone 7: in crescita fin dalle prime battute, mette alle strette Florenzi e si inventa dal nulla la gemma che riapre i discorsi a 5′ dalla fine. Riecco finalmente le giocate dei giorni migliori! POMPOSO

all.Mihajlovic 6: fa bella figura nella sua città adottiva, ma i punti restano all’ombra del Cupolone. La strada verso la salvezza è tracciata e il Bologna con lui ha davvero cambiato pelle, però dopo la Juve dovrà fatturare parecchio in termini di classifica. AEDO

 

ROMA (4-3-3)

Olsen 7; Florenzi 5.5 (84′ Santon s.v.), Manolas 6.5, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Lo.Pellegrini 5.5, Nzonzi 6, Cristante 5 (46′ El Shaarawy 7); Zaniolo 5, Dzeko 6, Kluivert 6 (68′ De Rossi 6.5). All.: Di Francesco 6.5

 

ROMA-BOLOGNA 2-1 (54′ Kolarov rig., 73′ Fazio, 84′ Sansone)