CALCIO – L’esame di Santander: un mese per tenersi il Bologna

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nella foto, Federico Santander, a Bologna da un anno e mezzo: 43 presenze e 9 reti rappresentano il suo bilancio ufficiale in Serie A

Gli infortuni, le scelte tecniche, l’ombra decisamente inquietante di Zlatan Ibrahimovic.

Il 2019 non sembra proprio essere l’anno di Federico Santander. E’ un dato di fatto: con la gestione Mihajlovic el Ropero non riesce a prendere confidenza. A sfondare, a guadagnarsi continuità e fiducia. E dire che l’inizio lasciava presagire ben altri scenari, con quell’inzuccata vincente capace di stendere l’Inter nel giorno del debutto bis di Sinisa sulla panchina rossoblù. Era il 3 febbraio scorso, una data che inquadra senza dubbio -almeno per ora- il punto più alto dell’esperienza bolognese di Santander, il quale aveva comunque tirato la carretta con lo spirito giusto anche nei difficili mesi precedenti. I più che decorosi numeri personali sotto Inzaghi sono lì a documentarlo. Sparito il mentore Superpippo e archiviata la gloriosa (e a posteriori illusoria) notte di San Siro, il cammino del centravanti paraguaiano si è trasformato in un piccolo calvario.

A stoppare subito l’ascesa provvide un fastidioso infortunio alla spalla sinistra rimediato nel match casalingo contro il Cagliari di inizio marzo. Mihajlovic, che già nella conferenza di presentazione aveva speso parole al miele per il desaparecido Destro, approfittò della situazione per osare un rilancio dell’ex simbolo rossoblù ormai confinato in soffitta: ne ricavò quattro goal, di cui uno pesantissimo segnato al fotofinish al Sassuolo in una gara poi rivelatasi decisiva per la salvezza del Bologna. Santander riuscì giusto a rientrare in tempo per abbattere il Napoli con una doppietta all’ultima giornata, ma il colpo di coda non ribaltò la sentenza ideologica di Mihajlovic, che ai chili e alla presenza di un centravanti vecchia maniera come el Ropero ha sempre preferito in carriera prime punte diverse. Più complete tecnicamente, più capaci di dialogare con la squadra fuori dall’area: caratteristiche che il miglior Destro poteva garantire. Non certo nella versione bolognese, tolta l’ormai lontanissima parentesi iniziale con Donadoni. Eppure Sinisa regalò a se stesso, al giocatore e alla piazza il sogno di un ultimo, disperato tentativo di resurrezione del ragazzo per cui nell’estate 2015 Joey Saputo versò più di 10 milioni di euro nelle casse della Roma. Santander confinato in seconda fila, dunque. Anche perché quando Destro ha iniziato a manifestare l’ormai celeberrima fragilità fisica il tecnico serbo non ha esitato a rispolverare l’opzione Palacio falso nove. Un avvio di stagione in salita per el Ropero, condannato a spezzoni a gara in corso. Solo due le presenze dall’inizio in queste prime dodici giornate: a Udine e a Cagliari. Il Bologna ha perso in entrambe le circostanze, ma se in Friuli Santander non fece nulla per ribaltare le gerarchie (davvero pessima la sua prova) ecco che alla Sardegna Arena el Ropero ha disputato un’ora da trascinatore assoluto. All’attivo la prima e ad oggi unica rete del suo campionato, grazie a quel rigore strappato al tiratore designato Sansone e realizzato con trasformazione da manuale: un goal fortemente cercato e voluto. Poi, un altro infortunio sul più bello e il Cagliari che si riscopre maledizione personale.

Dopo aver vissuto ai margini il triste snodo sull’asse Inter-Sassuolo, Santander ha sfruttato la sosta per rimettersi in sesto e ora, anche in virtù della scarsa brillantezza di Palacio negli ultimi 180′, si candida prepotentemente per rientrare nelle rotazioni. Se non da subito come aspirante titolare, almeno come prima soluzione offensiva in corso d’opera. Destro infatti migliora, ma per ora si limita ad allenarsi a parte. E all’orizzonte si profila un ciclo di ferro, per giocatori e uomini pronti. Domenica è in programma un derby fondamentale con il Parma, seguiranno in serie Napoli, Milan e Atalanta per poi arrivare alla trasferta di Lecce a ridosso di Natale. Una parentesi probabilmente decisiva per il futuro sotto le due Torri di Santander, oggi insidiato più che mai da quel sogno chiamato Ibrahimovic. Tutta Bologna pende dalle labbra di re Zlatan, che dovrebbe pronunciarsi a inizio dicembre: nel caso -non più così remoto- in cui il suo sì alla Serie A fosse a tinte rossoblù, ecco che l’attacco del Bologna potrebbe conoscere una rivoluzione invernale. Almeno uno tra Destro e Santander saluterebbe, per le solite questioni di appetibilità mercantile (che mal si conciliano con la meritocrazia) el Ropero sarebbe il candidato numero uno a fare le valigie.

Sfortuna, intoppi, gusti tecnici, divinità del calcio che si intromettono: la storia bolognese di Santander impone sempre la presenza di un nemico da fronteggiare. El Ropero ci proverà, anche stavolta. A modo suo. Con la faccia cattiva, i gomiti alti. E il solito cuore grande così.