CALCIO – Lusso e sogni al Dall’Ara: Bologna, c’è l’Inter capolista

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nella foto, Sinisa Mihajlovic, grande ex della partita di domani: all'Inter ha prima chiuso la carriera da calciatore (2004-2006) e poi avviato quella da tecnico (è stato vice di Mancini tra il 2006 e il 2008)

Si riparte dallo scoglio più duro, dalla prima della classe.

Il Bologna che si affaccia di nuovo sul campionato dopo la parentesi Nazionali cerca un filo da riannodare. Alle spalle ci sono infatti due vittorie consecutive, il raccolto fecondo tra Samp e Crotone alla fine della fiera rappresenta per i ragazzi di Mihajlovic un antipasto ideale per tuffarsi nella cena di gala in programma domani col vento in poppa. Inutile girarci attorno, la principale nota stonata è quel Dall’Ara desolatamente vuoto: non è difficile chiudere gli occhi e pensare ad un tutto esaurito in grande stile, senza pandemia. La sfida alla corazzata di Conte rappresenta il classico match che può contraddistinguere una stagione, specie per chi -ed è il caso del Bologna- non vanta chissà quale tradizione contro le big. La vittoria interna contro i nerazzurri manca all’appello dalla notte dei tempi, Serie A 2001/2002: Fabio Pecchia e Lamberto Zauli decisivi, 2-1 il finale. Il digiuno rischia di compiere vent’anni e di sconfinare quindi nell’età adulta: a Barrow e compagni il compito di spezzare la maledizione in questi 90′ che richiedono un’impresa fuori dagli schemi e dall’ordinario, al cospetto di un avversario reduce da una serie clamorosa di otto successi di fila che ha spianato un’autostrada verso lo scudetto. Dopo nove anni di dominio della Juventus, l’Inter ha fame di tricolore e sa bene che la tappa del Dall’Ara, con tutte le insidie tipiche di un turno post impegni delle Nazionali, può essere davvero cruciale. L’ennesimo segnale di forza sotto forma di tre punti ridurrebbe ulteriormente le speranze delle inseguitrici, ma il Bologna se ne infischia della Pasqua alle porte e non si rassegna al ruolo di agnello sacrificale.

In questa seconda stagione pesantemente condizionata dal Covid non fa eccezione il match del Dall’Ara. Porte girevoli, è proprio il caso di dirlo: Conte riabbraccia Handanovic (fermato dal virus due settimane fa) mentre Mihajlovic deve rinunciare a Skorupski, ancora positivo nella sua Polonia. In pole per la sostituzione Federico Ravaglia, deciso a riscattare le cinque reti subite in un tempo nel giorno dell’esordio, un girone fa contro la Roma; Sinisa sembra orientato a puntare su di lui, con buona pace del veterano Da Costa di fatto retrocesso a terzo portiere. In casa Inter strappa la convocazione anche De Vrij, che proprio in giornata ha ottenuto l’idoneità dopo lo stop legato alla malattia; al contrario a Casteldebole si incrociano le dita per Soriano, finora scampato al focolaio esploso nei giorni scorsi nello staff tecnico della Nazionale azzurra. Per il trequartista rossoblù, decisivo l’ultimo giro di tamponi: in caso di ulteriore negatività, ecco il via libera definitivo che farebbe tirare un grosso sospiro di sollievo a Sinisa, desideroso di poter fare affidamento sul suo totem universale. Scongiuri più che mai d’obbligo. Oltre allo squalificato Palacio (che salta l’incrocio da ex) e al lungodegente Santander, non sarà a disposizione neppure Aaron Hickey: la sublussazione alla spalla destra che lo tormenta da qualche giorno si sta rivelando più seria del previsto e impone l’operazione chirurgica, per cui la stagione del giovane terzino scozzese può considerarsi conclusa con due mesi di anticipo. Fuori causa anche Medel, fermato dall’ennesimo contrattempo muscolare della sua tormentata annata. Da registrare invece alla voce “buone notizie” la prima chiamata assoluta per Paolo Faragò, arrivato a gennaio ma fin qui di fatto oggetto misterioso: messi alle spalle gli infortuni, il laterale ex Cagliari può rappresentare una risorsa in più per questa seconda parte di girone di ritorno.

Là dietro è comunque all’orizzonte la conferma del pacchetto visto all’opera nelle ultime uscite per fronteggiare la temutissima coppia Lukaku-Lautaro: Tomiyasu e Dijks larghi, Danilo e Soumaoro al centro. Ha chance di rientrare nel giro dei titolari Jerdy Schouten, fresco di golazo a Crotone nell’ultimo turno: a fargli spazio potrebbe essere Svanberg, con conferma di Dominguez. Scalpita anche Nicola Sansone, uno che all’Inter ha spesso saputo far male in carriera: basti pensare che i nerazzurri sono la sua vittima preferita (4 reti totali). Il numero dieci è in rampa di lancio per colmare la lacuna lasciata da Palacio, con conseguente trasloco di Barrow nel cuore dell’attacco: come già accaduto in più di una circostanza, i due avranno comunque modo e licenza di scambiarsi spesso i ruoli nel tentativo di togliere riferimenti alla retroguardia interista. Dovrebbe partire ancora dalla panchina Vignato (in goal all’andata) al pari di Orsolini, scavalcato nelle gerarchie dall’incontenibile Skov Olsen delle settimane più recenti: tra Bologna e Nazionale danese il talentino classe ’99 ha messo insieme la bellezza di tre reti negli ultimi quindici giorni, pertanto appare improbabile che al netto della possibile stanchezza Sinisa possa frenarne l’ascesa verticale con un’esclusione dalla formazione titolare. Sì, uno squillo contro l’Inter avrebbe il sapore della consacrazione. Per Skov, ma in fondo anche per tutto il Bologna.

Arbitra il sig.Giacomelli di Trieste, fischio d’inizio previsto per le ore 20:45 di domani.

 

Di seguito, elenco dei convocati e probabile formazione rossoblù.

PORTIERI: Da Costa, Ravaglia.

DIFENSORI: Antov, Danilo, De Silvestri, Dijks, Faragò, Soumaoro, Tomiyasu.

CENTROCAMPISTI: Baldursson, Dominguez, Poli, Schouten, Soriano, Svanberg.

ATTACCANTI: Barrow, Juwara, Orsolini, Sansone, Skov Olsen, Vignato.

 

PROBABILE FORMAZIONE

4-2-3-1

Ravaglia; Tomiyasu, Danilo, Soumaoro, Dijks; Schouten, Dominguez; Skov Olsen, Soriano, Sansone; Barrow.  all.: Mihajlovic

BALLOTTAGGI: Ravaglia-Da Costa 70%-30%, Dominguez-Svanberg 60%-40%, Skov Olsen-Orsolini 70%-30%.

INDISPONIBILI: Hickey, Mbaye, Medel, Santander, Skorupski.

SQUALIFICATI: Palacio (1 giornata).