CALCIO – Mezz’ora di grande Lazio, al Bologna gira tutto male: 2-0 all’Olimpico

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nella foto, Andrea Poli affronta l'incontenibile Luis Alberto: prestazione di sostanza per il capitano rossoblù, uno dei simboli dell'orgoglio della truppa di Mihajlovic

Prima la resa, poi la beffa.

Pomeriggio infausto per il Bologna a Roma, la Lazio sfreccia subito e conquista la vetta solitaria. Per mezz’ora i rossoblù vengono letteralmente sminuzzati dalle trame dei tenori biancocelesti, che banchettano tra le maglie della difesa di Sinisa con fare godereccio. La tortura finisce quando ci sono ancora due terzi di gara da giocare, con il risultato però sul 2-0: non cambierà più. E qui inizia un altro racconto, all’insegna del rammarico. La Lazio cala, il Bologna cresce: la seconda parte è sostanzialmente in equilibrio. E, dopo l’occasionissima sciupata da Soriano sull’1-0, ai rossoblù vengono pure annullati due goal dal VAR. Sentenze dolorose, ma in fondo giuste.

Il ritorno di Soriano dal primo minuto è la grande novità in casa Bologna, che sorride grazie al recupero di altri tasselli preziosi: Schouten e Denswil rientrano dalla squalifica; Medel, Sansone e Santander si accomodano in panchina ma allungano le soluzioni da calare in corso d’opera. Accoglienza da rockstar per Sinisa Mihajlovic da parte del “suo” Olimpico, pieno zeppo di cuori biancocelesti (oltre 40mila i presenti) a caccia di un successo che catapulterebbe la Lazio al primo posto solitario in virtù del rinvio di Juventus-Inter. Simone Inzaghi, imbattuto in carriera contro i rossoblù, deve rinunciare ai fedelissimi Acerbi e Lulic ma può tirare un sospiro di sollievo: Milinkovic-Savic e Immobile stringono i denti dopo una settimana di allenamenti a singhiozzo e occupano le rispettive caselle tra centrocampo e attacco. Partenza a razzo della Lazio, Correa si divora subito il goal del vantaggio: a tu per tu con Skorupski apre troppo con il destro e indirizza fuori. Entra in scena anche Immobile, insolitamente impreciso in zona calda: diagonale fuori per questione di millimetri. Il Bologna soffre, rincula e prova a non dare riferimenti: il consueto 4-2-3-1 si trasforma spesso e volentieri in un 3-5-2 con Tomiyasu e Barrow a tutta fascia. Ma lo schieramento ibrido non dà frutti. Ci si mette anche una situazione disciplinare in salita fin dalle prime battute: gialli a dir poco fiscali per Bani e Schouten, tra l’altro entrambi diffidati. Non il miglior avvio possibile, ecco. Allo scoccare del quarto d’ora è Skorupski a murare sul più bello Correa, lanciato in area da Immobile. Tris di occasioni limpide per la Lazio, la quarta è fatale: l’acciaccato Luis Alberto riceve da Immobile e fulmina Skorupski calciando sotto le gambe di Danilo. Via il tappo alla partita, il Bologna finalmente ruggisce: verticalizzazione di Poli, torre di Palacio e Soriano solo soletto ad un passo dalla porta tira addosso a Strakosha. Come recita quella vecchia legge non scritta del calcio? “Goal sbagliato, goal subito”. Detto, fatto. Sul ribaltamento di fronte la Lazio straripa a destra e Correa da posizione complicata beffa Skorupski grazie alla deviazione decisiva di Danilo. Piccola vendetta personale per il funambolo argentino, che all’andata al Dall’Ara sbagliò il rigore della vittoria al 90′. Match compromesso dopo venti minuti per il Bologna, l’impresa di qualche settimana fa a Roma è un ricordo sbiadito che alimenta pochi sogni al cospetto della fuoriserie biancoceleste, brava ad indirizzare la contesa con una prima parte perfetta per intensità e qualità. Segue una fase più equilibrata, in cui il Bologna riesce a creare qualche ansia alla retroguardia laziale: né Orsolini né Barrow tirano però fuori il coniglio dal cilindro.

Sinisa confida nella pancia piena della Lazio e chiede più coraggio ai suoi ragazzi in apertura di ripresa. Orsolini annota e prova a riaprire i giochi con il sinistro; puntuale la risposta di Strakosha. Che la giornata non sia particolarmente propizia per i rossoblù risulta palese al minuto 52, quando Denswil in mischia insacca la rete della speranza ma si vede negare la gioia del goal dall’intervento del VAR: galeotto il tocco con il braccio sinistro del difensore olandese nel rimpallo con Strakosha, il sig.Abisso annulla. La partita è comunque più aperta, Mihajlovic osa con una doppia mossa: fuori Schouten e Orsolini, dentro Sansone e Santander. Si viaggia sul filo del rasoio, tra il potenziale terzo goal laziale che Immobile sbaglia dopo fuga in contropiede poco oltre l’ora di gioco e un Bologna comunque aggrappato con gli artigli al match. Altro giro, altra beffa per i rossoblù: Tomiyasu indovina un tiro ad alto coefficiente di difficoltà che potrebbe rimettere in carreggiata il Bologna, ma un millimetrico fuorigioco dell’assistman Palacio cancella anche il secondo goal di giornata. Mihajlovic capisce che l’aria è cambiata e tenta il tutto per tutto: Skov Olsen al posto di Danilo, Bologna totalmente sbilanciato in avanti. Palacio nel cuore dell’area non aggancia un filtrante di Sansone, sfuma così l’ennesima chance di insaporire il finale di gara. Vince la Lazio, nuova capolista della Serie A, che ormai allo scudetto rivolge pensieri parecchio concreti. Amarezza e rimpianti saranno invece compagni dei rossoblù nel viaggio di ritorno a Bologna.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: si butta tra i piedi di Correa ed evita un goal. Qualcosa da rivedere sul vantaggio laziale, spiazzato dal tocco di Danilo sul raddoppio. Più sfortuna che altro. FREGATO

Tomiyasu 7: rovistando nella spazzatura riesce a tirar fuori un assist coi fiocchi a centro area: nessuno capisce. Poi segna un gran goal, da numero 10: il VAR cancella. Di gran lunga il migliore per approccio e mentalità. SBARAZZINO

Danilo 5: coinvolto nei due goal: non lo inchiodano colpe evidenti, ma resta quel senso di precarietà. Più di una crepa sul muro. STRUCCATO

(dal 71′ Skov Olsen 5.5: dovrebbe essere il manifesto dell’assalto finale: un paio di piroette e stop. Non c’è verso di sbloccarlo. FITTIZIO)

Bani 5.5: pronti via, subito ammonito: era in diffida, niente Juve. Il tritacarne laziale non risparmia nessuno nella prima mezzora, lui si riprende col passare dei minuti: quando ormai è troppo tardi. ESIGUO

Denswil 6: riesce a salvare la pellaccia: chi l’avrebbe mai detto, dopo quell’inizio così turbolento? Con caparbietà si rimette in sesto. E troverebbe pure il guizzo del 2-1: maledetto VAR. ZELANTE

Schouten 5: in soggezione contro un vecchio lupo di mare come Lucas Leiva, non entra mai davvero in partita. Regista solo sulla carta: il copione lo tengono gli altri. MARGINALE

(dal 58′ Sansone 6.5: mancava da un mesetto, porta brio e freschezza. In più, serve invano un cioccolatino a Palacio. Spezzone che lascia ben sperare: tornerà utile. SCOMODO)

Poli 6.5: bella l’intesa con Palacio: dai suoi lanci in verticale nascono due succulente sponde del Trenza. Orgogliosa resistenza in uno contro uno a Luis Alberto, che puntava la porta: niente da fare, strada chiusa. Personalità da vendere, capitano vero. TIGNOSO

Orsolini 5.5: sguscia e sprinta, cerca con voglia un pertugio per armare il sinistro: ma il suo cannone stavolta spara coriandoli, mica proiettili. GINGILLO

(dal 58′ Santander 5.5: aggiunge l’opzione aerea, ma la squadra fatica ad accettare il suo gioco: sporco, rude, fisico. Degli adorati cross, neppure l’ombra. Un po’ brutto anatroccolo, ecco. NOSTALGICO)

Soriano 5.5: il goal del potenziale pareggio sulla coscienza: e non è poco. Doti da abile manovratore, tecnicamente parlando il Bologna pende dalle sue labbra. Rientro positivo macchiato da quell’errore pesante. OSE’

Barrow 5.5: calpesta tutte le zolle dell’attacco, con poco costrutto. E’ consapevole di avere qualità e si carica di responsabilità, ma non concretizza. NARCISO

Palacio 6: fa vita da sponda: assist geniale per Soriano, poi origina la prodezza di Tomiyasu spazzata via dal VAR. In mezzo, si fa notare meno del solito. E quell’aggancio fallito davanti a Strakosha è un vero peccato. In fin dei conti, da sufficienza. INGEGNOSO

all.Mihajlovic 6: subisce l’avvio della Lazio, l’idea di sistemarsi quasi a specchio non paga. Ma il suo Bologna non si arrende mai e nella seconda parte crea le premesse della rimonta. Chiude con cinque attaccanti in campo nella tana della nuova capolista e fino alla fine è comunque in partita. Sconfitta onorevole. E il suo caro, vecchio Olimpico se lo coccola come al solito. Anzi, più del solito. INGOMBRANTE

 

LAZIO (3-5-2)

Strakosha 7; Patric 6.5, Luiz Felipe 7, Radu 5.5; Lazzari 6.5, Milinkovic-Savic 6, Leiva 6.5, Luis Alberto 8 (60′ Parolo 5.5), Jony 6; Immobile 6 (84′ Caicedo s.v.), Correa 7 (74′ Cataldi 6).  all.: S.Inzaghi 7.5

 

LAZIO-BOLOGNA 2-0 (18′ Luis Alberto, 21′ Correa)