CALCIO – Perla di Orsolini, il Bologna si salva al 94′! Fiorentina beffata

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nella foto, Riccardo Orsolini esulta dopo aver realizzato il goal dell'1-1 con una prodezza assoluta: quinto centro in campionato per lui

La zampata dell’Orso.

Nel momento del bisogno il Bologna si aggrappa al sinistro del suo folletto col numero 7 e salva il derby. All’ultimo minuto, sfruttando l’ultimo pallone buono su punizione: cannonata sotto la traversa, Dragowski può fare ben poco. Del resto, questo si chiede ai giocatori di talento: incidere. E poco importa se fino ad allora il buon Riccardo ne avesse indovinate davvero poche: nella storia rimarrà soltanto il peso della sua prodezza. Finale amarissimo per Iachini, che già pregustava i tre punti all’esordio sulla panchina viola e si ritrova invece a maledire quel piazzato concesso da Pezzella per fallo sul generosissimo Santander. La magia di Benassi non basta per espugnare il Dall’Ara, ma il pareggio consente perlomeno di tamponare la crisi. E il verdetto può essere accolto con benevolenza su entrambi i fronti, al termine di un match molto ruvido e poco spettacolare.

Anno nuovo, Bologna vecchio. La formazione è confermata praticamente in toto, l’unica novità rispetto alla presa di Lecce è rappresentata dal rientro di Danilo dopo la squalifica. Tomiyasu può dunque tornare a destra. Palacio ritrova la Fiorentina, alla quale segnò il primo goal rossoblù due anni fa. I fari sono però puntati sull’incrocio a tinte azzurre tra Chiesa e Orsolini, con il C.T. Mancini nei panni di spettatore parecchio interessato. Iachini affida la regia della sua prima Fiorentina all’ex Pulgar (fischiatissimo dal suo vecchio pubblico), Benassi e Castrovilli sono le mezzali. Stato di salute molto diverso per le due squadre: la Viola non vince da fine ottobre e da allora ha raccolto due miseri punti in sette partite, mentre il Bologna inizia il 2020 con il vento in poppa grazie ai tre successi ottenuti nelle ultime quattro gare. Primo tempo ostico per i ragazzi di Mihajlovic, che accusano il feroce pressing viola. La Fiorentina dimostra di aver assimilato i dettami di Iachini, figli di un calcio antico ma ugualmente efficaci: squadra umile e operaia, che schiera undici uomini dietro la linea di centrocampo in fase di non possesso. La diga regge, non a caso il Bologna costruisce solo una nitida palla goal in tutto il primo tempo: parliamo della rete annullata a Palacio per fuorigioco. I rossoblù si rivelano superiori nel palleggio, ma le occasioni più ghiotte sono di marca viola. Chiesa chiama in causa Skorupski con un destro velenoso, poi poco oltre la metà della frazione Benassi raccoglie la respinta della difesa e azzecca un tiro al volo ad altissimo coefficiente di difficoltà; la palla sbatte sul palo e si insacca, per la gioia degli oltre duemila tifosi giunti da Firenze.

Sinisa prova a scuotere i suoi negli spogliatoi, dall’intervallo riemerge in effetti un Bologna più determinato. Sansone firma il primo vero tentativo rossoblù dalle parti di Dragowski (che para senza badare allo stile), poi di lì a poco sfrutta un errore di posizionamento della retroguardia avversaria per involarsi tutto solo verso la porta viola ma al momento del dunque calcia addosso allo stesso portiere polacco. Mihajlovic chiama l’arrembaggio, Santander per Poli ne è il manifesto. Niente da fare, la Fiorentina si arrocca a protezione dell’area ed evita persino di soffrire, perché gli attaccanti rossoblù non sembrano in giornata di grazia. Anzi, la chance più clamorosa della ripresa capita sui piedi di Chiesa, liberato in contropiede da Castrovilli: Skorupski mette una pezza provvidenziale e tiene in partita i suoi. Il Bologna non demorde, Sinisa continua ad ammassare piedi buoni là davanti (vedi Skov Olsen, dentro al posto di Denswil con Sansone terzino più che improvvisato). L’obiettivo è chiaro: pescare il jolly. La missione non riesce a Pulgar, che spaventa il popolo rossoblù con un piazzato di poco fuori misura. Proprio quando la vittoria inizia a prendere la strada di Firenze, ecco che Santander va a strappare un calcio di punizione dal limite, in posizione laterale ma ugualmente invitante per il piede educato di Orsolini. Il capolavoro dell’esterno marchigiano fa esplodere il Dall’Ara, spazza via i fantasmi della sconfitta e tiene la Viola a meno cinque. Da queste parti, sono soddisfazioni.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 7: la paratona su Chiesa nel secondo tempo è uno degli snodi cruciali del match: vivi ringraziamenti al suo riflesso, che tiene accesa la fiammella della speranza. Sveglio in precedenza su Lirola. GALATTICO

Tomiyasu 6: qualche errore di punteggiatura sparso qua e là, ma il suo lo fa sempre. Bene in copertura, prova anche a sganciarsi in avanti. CORPOSO

Bani 5.5: meno sicuro del solito, soffre quando viene preso in velocità: vedi fuga solitaria di Chiesa, sventata dal miracolo di Skorupski. MALLEABILE

Danilo 6: sfrutta la giornata storta di Vlahovic per godersi un rientro tranquillo. Poche insidie in marcatura, si preoccupa soprattutto di avviare l’azione. PERITO

Denswil 5.5: soffre la fisicità e gli spunti di Chiesa, sbaglia qualcosa anche in disimpegno. Nessuna catastrofe, ma dimostra di non aver ancora preso confidenza col ruolo. SALTUARIO

(dal 76′ Skov Olsen s.v.)

Medel 5: non è in forma e si vede. Arriva sempre in ritardo e deve aggrapparsi ai compagni per non affondare: sulla carta, dovrebbe essere lui un riferimento per la truppa. Solo carbone nella sua calza. INVOLUTO

(dall’83’ Svanberg s.v.)

Poli 6: un’oretta scarsa ma onesta, come frangiflutti funziona e non è da lui che si può pretendere il guizzo o l’intuizione geniale. Esce per ragioni tattiche. CASERECCIO

(dal 58′ Santander 6.5: atteggiamento giusto, come spesso accade: sfiora un goal da campione e propizia il pareggio conquistando la punizione poi santificata da Orsolini. E’ il dodicesimo di Sinisa, in un certo senso. REDDITIZIO)

Orsolini 7: gli episodi sono la sua forza, ha il talento e la capacità di ribaltare una giornataccia con una prodezza. La punizione che insacca alle spalle di Dragowski al tramonto della gara ha un valore inestimabile perché nasconde ombre e magagne della prestazione collettiva. Signori, Adailton, Diamanti e Verdi si preparano ad accoglierlo nell’Olimpo dei cecchini. DELUXE

Soriano 6: si perde un po’ alla distanza, ma distribuisce un paio di assist degni di un grande rifinitore: per reclami, rivolgersi a Poli e a Sansone che non capitalizzano. Precisione e sapienza al servizio della squadra. CHIRURGO

Sansone 5: due lampi in novanta minuti più recupero: e il secondo va in archivio alla voce “goal mangiati”. Perde anche un pallone davvero sanguinoso, che scatena un contropiede viola potenzialmente letale. Parentesi poco brillante. LICENZIOSO

Palacio 6: va subito in goal su imbucata di Orsolini, ma la gioia è stroncata dal fuorigioco. Molto mobile, prova a risucchiare i centrali viola fuori dall’area per sfidarli in campo aperto: riesce solo a tratti nell’impresa. ACUTO

all.Mihajlovic 6: Bologna sottotono, Orsolini salva la baracca. Non smette mai di infondere coraggio alla squadra a suon di cambi offensivi e alla fine spreme il massimo da una giornata grigia. Buon punto, sì. SPICCIO

 

FIORENTINA (3-5-2)

Dragowski 6.5; Milenkovic 6, Ge.Pezzella 5.5, Caceres 5.5; Lirola 6, Benassi 7, Pulgar 6, Castrovilli 6 (90′ Ceccherini s.v.), Dalbert 5.5 (82′ Venuti s.v.); Chiesa 6, Vlahovic 5 (67′ Boateng 5).  All.: Iachini 6

 

BOLOGNA-FIORENTINA 1-1 (27′ Benassi, 90+4′ Orsolini)