CALCIO – Ropero bum bum e Napoli al tappeto, il Bologna vede il decimo posto

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Senza limiti, fino alla fine.

L’unico dispiacere è che il campionato sia giunto al capolinea. Questo Bologna non smette proprio di strappare applausi e di abbattere record. La legge del Dall’Ara non concede sconti neppure alla seconda forza della Serie A, anche il Napoli reduce da quattro successi consecutivi si arrende nel fortino rossoblù. E i numeri interni della banda di Mihajlovic diventano stratosferici: sette vittorie di fila in casa, un filotto che mancava da 17 anni. Il rocambolesco 3-2 sui partenopei, firmato in calce dalla doppietta del Ropero Santander e dal goal dell’ex di Dzemaili, spinge il Bologna ad un passo da quel sogno chiamato decimo posto grazie al temporaneo doppio sorpasso ai danni di Spal e Sassuolo, di scena domani contro Milan e Atalanta (entrambe in piena corsa Champions). A meno di sorprese clamorose, la cavalcata dei rossoblù si chiuderà dunque nella metà nobile della classifica. Per il record di punti dell’era Saputo non è invece necessario aspettare: quello è già al sicuro a quota 44. E il chairman in tribuna sfoggia il sorriso dei giorni migliori. Il brutto anatroccolo del girone d’andata si è trasformato in uno splendido cigno. Sempiterni ringraziamenti a Sinisa Mihajlovic, che in attesa degli annunci sul suo futuro si è guadagnato una nicchia d’onore nell’ultracentenaria storia rossoblù.

Al Dall’Ara si respira aria di festa fin dalle prime battute, del resto la salvezza è già in cassaforte e sugli spalti primeggia il desiderio di vivere 90′ gustosi con un pensierino alla gloria ma senza la solita ansia da sopravvivenza. Mihajlovic chiede l’ultimo sforzo e non ne vuole sapere di passerelle: largo alla miglior formazione possibile, con Santander preferito a Destro al centro dell’attacco e Palacio confermato a sinistra al posto dell’acciaccato Sansone. Il Napoli propone invece un 4-4-2 a trazione super offensiva: Insigne e l’ex Verdi occupano gli esterni alternandosi con Younes, inizialmente più vicino all’ariete Milik. In più, uno tra Zielinski e Fabian Ruiz accompagna sempre l’azione. Il coraggio di Ancelotti paga, per un quarto d’ora buono il Bologna ci capisce davvero poco: i tre piccoletti dialogano nello stretto e creano ottime premesse, ma Insigne non ha il piede caldo e Verdi spaventa solo Skorupski con un sinistro fuori di poco a coronamento di un’azione da manuale. Copione ribaltato a metà tempo, quando Santander di testa sfiora il bersaglio grosso: lì la partita svolta e Karnezis deve subito superarsi sull’inzuccata di Lyanco. Sale in cattedra sua maestà Rodrigo Palacio, l’assist sul secondo palo per Orsolini è manna dal cielo ma il n°7 grazia il Napoli indirizzando fuori. Per fortuna del Bologna la vena del Trenza non è esaurita, anzi: altro affondo a sinistra e secondo cross delizioso in area, stavolta il destinatario è lo specialista Santander che incorna a colpo sicuro. Gli azzurri accusano la botta e barcollano, Dzemaili non perdona: fuga solitaria e chirurgico sinistro all’angolino per la prima rete in campionato del capitano, proprio a ridosso dell’intervallo dell’ultimo atto.

Il Napoli tuttavia non ci sta a recitare da comparsa e rientra in campo col piglio giusto. Milik ci prova dal limite e sfiora l’angolino basso, poi Ghoulam si infila tra le maglie larghe della retroguardia rossoblù su lancio di Fabian Ruiz e fredda Skorupski da distanza ravvicinata. Dopo aver riaperto la partita, Ancelotti si gioca una coppia d’assi: Callejon e Mertens. Escono Insigne e Verdi, entrambi sottotono. Mossa vincente, l’azione del 2-2 ne è la più limpida testimonianza: Callejon piazza l’innesco a centro area, Younes ricama e Mertens insacca confermandosi un vero e proprio incubo per il Bologna. I rossoblù rinculano ma Mihajlovic lancia un messaggio ardito con gli ingressi di Destro e Svanberg: guai a mollare, ci si prova fino all’ultimo. E se il palo colpito da Zielinski è un assist della buona sorte, la torsione d’istinto di Santander su tiro di Svanberg mette fuori causa Karnezis e libera l’esultanza sfrenata del Dall’Ara. Ecco la ciliegina sulla torta, il timbro definitivo su una rincorsa da film, il trampolino di lancio per una nuova dimensione. Nessuna voglia di guardare indietro, Bologna fa l’occhiolino al futuro. Il miracolo di Mihajlovic è soprattutto questo.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: Ghoulam e Mertens formano un piccolo plotone d’esecuzione, lui recita la parte del condannato: zero vie d’uscita. Per il resto, non dispiace. CROMATO

Mbaye 5.5: lascia un’autostrada all’incursione di Ghoulam, arranca a più riprese. Finale col fiatone. GROSSOLANO

Danilo 6: serata insidiosa contro l’attacco fresco e sgusciante di Ancelotti, rimedia con l’esperienza a qualche fisiologico deficit di gamba. DOTTO

Lyanco 6.5: sa che è la serata d’addio ai colori rossoblù, ci tiene a fare bene e sfiora persino il goal. Una cosa è certa: Bologna ricorderà a lungo questo giovane marcatore dal potenziale immenso con il ghigno sempre in bella mostra. SOUVENIR

Dijks 6.5: intimidisce Verdi, si fa rispettare da Malcuit. Ennesimo esame superato, il Bologna a sinistra si ritrova un tesoro. TITANO

Pulgar 6.5: più legna che geometrie, interpreta lo spartito nel modo giusto contro il temibile duo Zielinski-Fabian Ruiz. Da talentuosa testa calda a colonna portante della squadra nel giro di pochi mesi: per i ringraziamenti, citofonare Sinisa. AUTORITARIO

Dzemaili 7: imbocca un corridoio favorevole e fa il primo centro proprio contro la sua ex squadra. Letteralmente rinato, si riscopre valore aggiunto e moto perpetuo. MILITANTE

(dall’83’ Destro s.v.)

Orsolini 5.5: butta al vento una bella occasione e soffre un po’ la fisicità di Ghoulam. Sempre un tocco di troppo: affidarsi solo all’istinto e al talento può diventare un limite, alla lunga. LIBERTINO

Soriano 6: riempie la sua serata di movimenti e giocate utili alla causa, anche se fisicamente non è al top. Tanta spada e poco fioretto. VIRTUOSO

(dal’83’ Svanberg s.v.)

Palacio 7.5: sforna inviti a ripetizione per i compagni, nell’uno contro uno è ancora un cliente difficile da domare. Standing ovation del Dall’Ara e signorile applauso di mister Ancelotti al momento della sostituzione: classe senza confini. Non è finita qui, vero? INCANTEVOLE

(dall’86’ Krejci s.v.)

Santander 7.5: chiude a suon di capocciate la cavalcata che aveva avviato -sempre di testa- a San Siro contro l’Inter nel giorno dell’esordio di Mihajlovic. Prima doppietta in A e tre goal in due partite al Napoli. Spirito di sacrificio più opportunismo: attaccante con i fiocchi, altroché. CONDOR

all.Mihajlovic 10: quattro mesi perfetti nella gestione, nello stile, nella tattica, nell’approccio. L’ultima notte della stagione porta in dote il record di punti dell’era Saputo (44) e forse addirittura un decimo posto dai contorni fantascientifici. Esce osannato da tutto lo stadio, che gli chiede più volte di rimanere. Non solo salvezza: ha aperto una strada verso il domani laddove tutti vedevano tenebre e rassegnazione. PROFETA

 

NAPOLI (4-4-2)

Karnezis 6; Malcuit 5.5, Albiol 5.5, Luperto 5, Ghoulam 6.5; Verdi 5.5 (63′ Callejon 6.5), Zielinski 7, Fabian Ruiz 6.5, Insigne 5 (63′ Mertens 6.5); Younes 6.5 (84′ Gaetano s.v.), Milik 5.5. All.: Ancelotti 6

 

BOLOGNA-NAPOLI 3-2 (43′ Santander, 45′ Dzemaili; 57′ Ghoulam, 77′ Mertens, 88′ Santander)