CALCIO – Ruggito Bologna! Il rigore di Orsolini condanna il Verona

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nella foto, Roberto Soriano corre a festeggiare il match winner Riccardo Orsolini

Tre punti d’oro, che mancavano da fine novembre.

Anche allora, contro il Crotone e sempre al Dall’Ara, fu uno a zero. Il Bologna si rialza sul più bello, prima di affrontare un doppio scoglio proibitivo (Juventus e Milan in successione). Vittoria di misura ma ugualmente pesantissima, contro un Verona che finora lontano da casa aveva fatto faville. Mihajlovic ringrazia la freddezza del nuovo rigorista designato, Riccardo Orsolini: il suo sinistro dagli undici metri supera Silvestri e regala subito quel vantaggio che i rossoblù riescono a conservare -pur con qualche patema sui titoli di coda- fino all’ultimo atto della contesa.

Sorprende l’esclusione di Palacio nel Bologna, Mihajlovic fa rifiatare el Trenza e traveste Barrow da prima punta, dando al tempo stesso un’altra chance dall’inizio a Vignato. Da segnalare il rientro tra i pali di Skorupski dopo sette partite, mentre la presenza di De Silvestri a destra fa traslocare Tomiyasu al centro; a centrocampo è Dominguez (e non Svanberg) il partner di Schouten. Sinisa ha fame di vittoria, l’ultimo match chiuso con i tre punti in saccoccia risale addirittura a due mesi fa; Juric chiede invece continuità alla sua matricola terribile, forte della miglior difesa del campionato e specializzata tra l’altro in trasferta (un solo k.o. fin qui, ad ottobre a Parma). La rinuncia forzata al faro Veloso e al colosso Tameze apre una lacuna pesante in mezzo, che un Lazovic in versione sperimentale prova a colmare accentrandosi da interno. In avanti fiducia a Kalinic, fresco di primo goal in campionato contro il Crotone. Molto studio iniziale, il Verona impone da subito i consueti ritmi alti a cui il Bologna si adegua di buon grado. La scintilla per il sorpasso rossoblù nasce da una strepitosa verticalizzazione di Schouten per Orsolini, che a tu per tu con Silvestri centra però il portiere; sulla respinta arriva per primo Soriano, il controllo a seguire del n°21 costringe lo stesso Silvestri al fallo: rigore netto. Dopo gli errori di Barrow, sul dischetto si presenta un po’ a sorpresa Orsolini. Esecuzione impeccabile, palla da una parte e portiere dall’altra. E Sinisa si scioglie in un bel sorriso. Accusa il colpo il Verona, Soriano imbastisce una ripartenza insidiosa con Barrow ma Magnani rimedia da ultimo uomo. Juric si sgola a bordo campo, il Verona entra in partita. L’incursione di Dimarco alle spalle di De Silvestri è un assaggio della riscossa scaligera, Dijks sventa il cross sul secondo palo. Da qui all’intervallo, comunque, non si registrano ulteriori sussulti.

Il rasoterra fuori misura di Lazovic inaugura una ripresa che promette di essere più vivace della prima frazione, con il Verona a caccia del pareggio per tener fede alla fama di osso durissimo in trasferta. Kalinic si ritrova sul destro il pallone dell’1-1 in piena area sfruttando una dormita del Bologna in disimpegno, ma Skorupski lo ipnotizza nel duello: occasione divorata dal croato, Juric si dispera. Bene gli scaligeri in questa fase, la truppa di Mihajlovic è costretta a soffrire. Deve aspettare quasi venti minuti per riaffacciarsi in zona goal il Bologna. Barrow imbeccato da Dominguez può chiudere i conti, ma il destro esce debole dal cannone e Silvestri respinge comodamente. Molto più impegnativo il sinistro dal limite di Orsolini, che obbliga il portiere veronese a distendersi in tuffo. Juric rinforza allora l’attacco con Colley, dentro al posto di Dimarco con Lazovic restituito all’amata fascia. La risposta di Sinisa, in tre mosse: Svanberg, Skov Olsen e Palacio rilevano rispettivamente Dominguez, Orsolini e Barrow. Combinano in men che non si dica proprio due nuovi entrati, ma sul cross di Skov Olsen Svanberg in torsione non trova la porta. Segue episodio dubbio nell’area del Verona, dove Sansone s’inserisce con piglio deciso per poi finire nella morsa di Magnani e Ilic: intervento decisamente borderline, il sig.Mariani lascia correre. Juric ricorre anche ai piedi educati dell’ex Bessa per il gran finale, la zampata in area piccola di Di Carmine rappresenta l’ultimo pericolo per Skorupski. Al triplice fischio brinda il Bologna, capace di ritrovare in un colpo solo il successo e l’imbattibilità. Più una bella iniezione di autostima, che non guasta mai.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 7: ritorno in grande stile: si fa valere in uscita, sbarra la strada a Kalinic con una parata provvidenziale. A conti fatti, piazza un bell’autografo sulla vittoria. Ciliegina sulla torta: chiude imbattuto. ERMETICO

De Silvestri 6: corsa e stazza al servizio della causa, spranga a dovere la fascia. Senza tanti fronzoli, come da costume. CORPOSO

Danilo 6.5: la giornata no di Kalinic lo agevola, con Di Carmine ha più lavoro da sbrigare. Si occupa soprattutto del coordinamento e dell’avvio della manovra. Non si prende la scena, ma là dietro non se ne può fare a meno. FEDELISSIMO

Tomiyasu 7: colleziona anticipi in serie, a Kalinic lascia un mezzo pallone in tutto. Convince anche da centrale, senza sbandare mai. BASTIONE

Dijks 6.5: tiene basso Faraoni e sfodera un paio di discese che non si vedevano da un po’ sul binario prediletto. Condizione crescente, il top della forma è ormai vicino. LOCOMOTIVA

Schouten 7: l’orrore di Genova è ancora fresco, ci tiene da matti a cancellarlo: pronti via, con una pennellata d’autore manda in porta Orsolini nell’azione che origina il rigore decisivo. In più, decora il suo pomeriggio con una prova a tutto tondo. Da padrone del centrocampo. Testa alta e piede fino. ALTOLOCATO

Dominguez 6: ha margini di miglioramento sul piano della continuità, ma piace per stile e carattere. Sa dialogare nello stretto, sforna un assist per Barrow. ESTETA

(dal 76′ Svanberg s.v.)

Orsolini 7: subito attivo e coinvolto, crea pensieri a Dimarco. Sul dischetto con personalità: spiazza Silvestri e mostra il sentiero che conduce alla felicità. Velenoso anche dopo l’intervallo. GLACIALE

(dal 76′ Skov Olsen s.v.)

Soriano 7: controllo totale della terra di mezzo, spadroneggia in lungo e in largo. Raccordo vitale per i suoi, nonché trampolino di lancio per il vantaggio: è lui a procurarsi il rigore. Professione tuttocampista. INDELEBILE

Vignato 6.5: ormai è un titolare aggiunto, pienamente inserito nelle rotazioni: conferma lo status con una prestazione completa. Abbina qualità e quantità, come piace al mister. E non a caso per lui Sinisa stravede. GIOIELLO

(dall’84’ Sansone s.v.)

Barrow 6: da punta centrale non si esprime al meglio, è risaputo: si impegna comunque a fondo per offrire sponde e riferimenti. Non segna, ma riempie la sua gara di concetti giusti. REDDITIZIO

(dal 76′ Palacio s.v.)

all.Mihajlovic 6.5: si aggiudica il derby balcanico con Juric: azzanna la vittoria e scaccia la crisi. Con Juve e Milan all’orizzonte, questi tre punti sono davvero un toccasana per classifica e morale. La citazione della Thatcher alla vigilia gli porta bene: è un Bologna di ferro, cinico e battagliero. Secondo la sua volontà. IDEOLOGO

 

HELLAS VERONA (3-4-2-1)

Silvestri 6.5; Magnani 6.5, Gunter 5.5, Dawidowicz 6 (89′ Bessa s.v.); Faraoni 5.5, Lazovic 6, Ilic 6.5, Dimarco 5.5 (73′ E.Colley 5.5); Barak 5.5, Zaccagni 5; Kalinic 5 (69′ Di Carmine 6).  all.: Juric 5.5

 

BOLOGNA-HELLAS VERONA 1-0 (19′ Orsolini rig.)