CALCIO – Show al Dall’Ara, buon punto per il Bologna: 2-2 con la Lazio

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nella foto, Sinisa Mihajlovic raccoglie il tributo dello stadio Dall'Ara

Errori e spettacolo.

Nel saloon del Dall’Ara non c’è spazio per la noia, il 2-2 finale accontenta tutti. Il Bologna ha il merito di andare in vantaggio per due volte, la Lazio trova sempre la forza di ribattere colpo su colpo. E all’ultimo giro di giostra, con entrambe le squadre ridotte in dieci (espulsi Leiva e Medel), i biancocelesti avrebbero la chance del colpaccio: dal dischetto del rigore però Correa centra la traversa e i rossoblù evitano la seconda beffa consecutiva tra le mura amiche dopo la sconfitta shock di 15 giorni fa con la Roma. Se in campo finisce con un pareggio, fuori un vincitore indiscusso c’è e si chiama Sinisa Mihajlovic, di nuovo in panchina a poco più di un mese di distanza dall’ultima volta per quella che è la “sua” partita, tra il presente da allenatore e il passato da calciatore. Il Dall’Ara, tirato a lucido tra striscioni e coreografie per festeggiare i 110 anni del Bologna, se lo coccola a lungo. Compreso ovviamente il gremitissimo settore ospiti. Una splendida pagina di sport e di vita, inaugurata in mattinata dal secondo pellegrinaggio stagionale al Santuario della Madonna di San Luca, con entrambe le tifoserie presenti.

Privo dello squalificato Soriano e dell’infortunato Dijks, il Bologna sfoggia una tenuta verde speranza (è il colore della terza maglia presentata in settimana) e cerca una scossa dopo la frenata delle ultime settimane. Sinisa dà fiducia a Svanberg sulla trequarti e a Krejci a sinistra; la sorpresona è in difesa, con promozione di Bani al fianco di Danilo e conseguente bocciatura per Denswil. Simone Inzaghi prova invece a cavalcare l’onda favorevole al Dall’Ara, dove la Lazio vince da tre anni di fila, e punta forte sulla formazione ideale, con i tre tenori (Luis Alberto, Milinkovic-Savic e Correa) ad innescare l’unica punta Immobile. Parte meglio il Bologna, di testa Svanberg sfiora il goal su assist di Palacio; segue un tentativo dello stesso Trenza respinto da Strakosha. Lazio un po’ pigra nel fraseggio, il Bologna va all’incasso: Orsolini si beve Lulic a destra e serve una delizia nel cuore dell’area, Krejci arriva da dietro con i tempi giusti e devia in rete con un’incornata puntuale. Il ceffone sveglia all’improvviso i ragazzi di Inzaghi, la reazione non si fa attendere. Lulic riscatta la dormita sul goal filando via tra Medel e Tomiyasu, Immobile riceve e insacca il pallone del pareggio; tutt’altro che esente da colpe Skorupski, infilato sul primo palo. Il ping pong continua come se nulla fosse, la gara decolla. Tocca ancora al Bologna: lo scatenato Svanberg colpisce il palo dal limite, sul pallone vagante piomba Palacio e il tap-in è vincente. Il tabù Dall’Ara per el Trenza si ferma qui, con il primo centro in casa dopo due anni di onorata militanza rossoblù. Il Bologna si illude, va ad un passo dal tris prima con Sansone poi con Poli ma non ha fatto i conti con la fame di goal di Immobile, che a pochi minuti dall’intervallo firma il 2-2 sfruttando uno splendido ricamo di Luis Alberto. Doppietta in 45′ per il bomber di Torre Annunziata.

A questo primo tempo mozzafiato fa seguito un avvio di ripresa più soft, acceso dall’espulsione di Lucas Leiva allo scoccare dell’ora di gioco. Inzaghi corre ai ripari con un doppio cambio: dentro Bastos e Parolo, fuori Luiz Felipe e proprio l’hombre del partido Immobile. Correa diventa l’unico riferimento offensivo con la speranza di un guizzo in contropiede. Detto, fatto. Al primo pallone buono il funambolo argentino si lancia in campo aperto, dribbla Bani e viene atterrato da Medel sulla soglia dell’area rossoblù. In un primo momento il sig.Orsato estrae il giallo tra le proteste dei laziali, poi cambia idea dopo aver consultato il VAR: rosso diretto al mediano cileno per fallo da ultimo uomo, anche il Bologna è in dieci. Sinisa chiede ordine a centrocampo al debuttante Schouten, ma dopo una percussione dell’ottimo Krejci non capitalizzata da Orsolini l’ultimo spezzone di gara è a forti tinte biancocelesti. Skorupski dice no a Luis Alberto e a Correa, poi ad uno scampolo dal 90′ un’ingenuità clamorosa di Palacio rischia di compromettere il pomeriggio rossoblù: el Trenza stende Acerbi in piena area con un intervento scriteriato, rigore sacrosanto. Lo strafalcione di Correa dagli undici metri salva il punto che Poli e compagni hanno ampiamente meritato sotto tutti i punti di vista.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: colto in fallo da Immobile sul primo goal, aggiusta il suo pomeriggio nella ripresa con il doppio no a Luis Alberto e a Correa. Sospiro di sollievo. POMPIERE

Tomiyasu 5.5: perde il contrasto decisivo con Lulic nell’azione che porta all’1-1, anche il secondo goal di Immobile prende forma nella sua zona di competenza. Uno slalom nello stretto basta per strappare qualche applauso, non la sufficienza. MINIMAL

Danilo 6.5: al rientro dopo quattro partite, regala spessore alla retroguardia. Salva un goal fatto su Correa e per poco non beffa anche Immobile in occasione del 2-2. Quanto è mancato! BODYGUARD

Bani 5.5: preferito a Denswil, per lunghi tratti gioca una partita onesta. Al posto sbagliato nel momento sbagliato quando si ritrova a tu per tu con Correa in campo aperto: saltato come un birillo, né più né meno. Dettaglio che pesa. ABBACCHIATO

Krejci 7: piazza l’inzuccata che non ti aspetti e sblocca la contesa, nel secondo tempo crea i presupposti per il nuovo vantaggio con una discesa da applausi. Discreto anche in fase difensiva, prestazione coi fiocchi. Che sorpresa! SPIRITATO

Medel 5.5: la sua prova meriterebbe molto di più, il placcaggio da ultimo uomo su Correa macchia tutto: rosso diretto e addio sogni di gloria. Dopo la sosta, salta la Juve per squalifica. Assenza che peserà come un macigno, scommettiamo? CONTROVERSO

Poli 6: sfiora la prodezza da mille e una notte, poi rientra nei ranghi. Accarezza le luci della ribalta, in officina è la solita garanzia. DEVOTO

Orsolini 6.5: scherza Lulic e sforna il cross perfetto per il goal di Krejci: è l’apice della sua partita. Per il resto, va a strappi. Ma la classe c’è e si nota tutta. FORBITO

(dall’82’ Skov Olsen s.v.)

Svanberg 7: rispetto a Soriano, meno lavoro oscuro e più potenza. Parte bene e prende coraggio, tanto da originare il 2-1 con un gran destro che si stampa sul palo. Nella ripresa fa cacciare Leiva e segna su punizione: goal annullato per fuorigioco attivo di un compagno. Bella candidatura per il futuro, coglie l’attimo. Rivelazione di giornata. APOSTOLO

(dal 72′ Schouten 6: venti minuti per l’esordio ufficiale, non trema e rispetta le consegne. TIROCINANTE)

Sansone 5: calcia addosso a Strakosha il pallone del potenziale 3-1 e da lì in poi si fa notare soprattutto per i battibecchi con l’arbitro. Paga ancora il rigore sbagliato? STIZZITO

(dall’85’ Santander s.v.)

Palacio 6: accompagnato da un coro di angeli si fionda su quel benedetto pallone senza padrone e spezza la maledizione del Dall’Ara: primo goal in casa dopo due anni! Gareggia per la palma di migliore in campo, poi quell’incomprensibile “calcetto” rifilato ad Acerbi in area al tramonto del match rischia di rovinare la domenica a tutti. Vivi ringraziamenti alla pessima mira del connazionale Correa dal dischetto. Fa e disfa, insomma. PENELOPE

all.Mihajlovic 6.5: torna a bordo campo e il Bologna come per incanto ritrova spirito e coraggio. Partita di livello contro un avversario superiore, ne esce con un pareggio di sostanza. Un piacere rivederlo all’opera dal vivo, osannato da tutto lo stadio. SCINTILLA

 

LAZIO (3-5-2)

Strakosha 6.5; Luiz Felipe 5.5 (61′ Bastos 6), Acerbi 6.5, Radu 6; Marusic 6, Milinkovic-Savic 6, Leiva 5, Luis Alberto 7, Lulic 6 (80′ Jony s.v.); Correa 5.5, Immobile 8 (61′ Parolo 6). All. S.Inzaghi 6.5

 

BOLOGNA-LAZIO 2-2 (21′ Krejci, 23′ Immobile, 31′ Palacio, 39′ Immobile)