CALCIO – Sinisa Mihajlovic, figlio di Bologna: via libera alla cittadinanza onoraria

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nella foto, Sinisa Mihajlovic, nuovo cittadino onorario di Bologna

La notizia era nell’aria, nel pomeriggio di oggi ecco l’ufficialità.

Sinisa Mihajlovic diventa cittadino onorario di Bologna. Con 26 voti favorevoli su 29, il Consiglio comunale ha approvato la delibera che attribuisce al tecnico rossoblù il prestigioso riconoscimento; la cerimonia avrà probabilmente luogo dopo l’estate. Come previsto, la proposta avanzata a dicembre dal consigliere civico Gian Marco De Biase (Al Centro Bologna) ha trovato terreno fertile tra i banchi di Palazzo d’Accursio, tanto da sfiorare l’unanimità dei consensi. Pochi minuti fa è arrivato anche il commento diretto dello stesso Mihajlovic, riportato dal sito del club: “Diventare cittadino onorario di Bologna è motivo di grande orgoglio. Questa è la seconda cittadinanza che ricevo dopo quella di Novi Sad, ma per me che sono serbo diventare cittadino di una città italiana è un grande onore. Bologna è un’eccellenza di questo Paese, una città universitaria e una delle più belle d’Italia. Spero di dare sempre il buon esempio e di onorare il nome di Bologna in ogni momento”.

All’origine dell’iniziativa, ovviamente, non solo ragioni tecniche. Al di là degli ottimi risultati ottenuti in questo anno e mezzo da allenatore del Bologna, dalla salvezza miracolosa dello scorso campionato fino al record di punti dell’era Saputo centrato proprio grazie al successo di ieri sul Lecce, Sinisa ha lasciato un segno indelebile nella vita della comunità soprattutto nei durissimi mesi della malattia. Un esempio di attaccamento non scontato alla città che lo ha prima accolto, poi curato. Negli occhi e nella mente dei bolognesi, le immagini simboliche di quel periodo restano parecchie. C’è la sagoma spettrale ma irraggiungibile per potenza che a sorpresa si affacciò per la prima volta in panchina a Verona la sera del debutto in campionato; e poi il pellegrinaggio a San Luca dei tifosi di Bologna e Lazio, a braccetto, nel giorno della “partita del cuore” di mister Mihajlovic. Elencarle tutte sarebbe impresa ardua. Nel loro insieme, rappresentano alla perfezione lo stile di vita di un uomo che anche nel momento più difficile della sua esistenza ha scelto di essere se stesso. Schietto, vero, passionale.

In un contesto del genere, il passo indietro sarebbe stato pienamente comprensibile agli occhi di tutti. Ma non c’è stato. Né da parte della società, né da parte sua. Sinisa è fatto così, da sempre. Non ci ha pensato neppure un attimo. E non ha voluto abbandonare i suoi ragazzi, la sua squadra, la sua gente. Da oggi, la sua città.