CALCIO – Solo applausi per il Bologna, una Juve minuscola sbanca il Dall’Ara

0
286

Il Bologna gioca e si prende i complimenti, la Juventus porta via il malloppo.

Sintesi estrema di un pomeriggio insolito al Dall’Ara. Partita perfetta per i rossoblù, che per più di un’ora spaventano la capolista creando i presupposti per una domenica storica. La batosta di Madrid si fa sentire nel corpo e nello spirito dei ragazzi di Allegri, per un tempo una Juve irriconoscibile è spesso in balia delle onde contro un Bologna quadrato e coraggioso. Dal vangelo secondo Mihajlovic. I bianconeri resistono con umiltà da provinciale e, nella giornata in cui steccano sia Cristiano Ronaldo sia Mandzukic, si aggrappano al sinistro del neo-entrato Dybala: minuto 67, la Joya beneficia di un clamoroso omaggio di Helander e dal cuore dell’area realizza una sorta di rigore in movimento. Palla da una parte, Skorupski dall’altra e la Vecchia Signora prosegue come se nulla fosse sulla strada che conduce all’ottavo scudetto consecutivo. Rimpianti a non finire per il Bologna, che quasi a tempo scaduto va ad un passo dal pareggio con un gran destro da fuori di Sansone deviato da Perin sul palo. E’ vero che la salvezza in teoria non passa da sfide come questa, ma per come si era messo l’incontro odierno agguantare un risultato positivo non sembrava una missione impossibile.

In un Dall’Ara completamente esaurito per l’occasione (presente anche patron Saputo), Mihajlovic propone lo stesso Bologna di Roma. Helander ottiene la conferma come partner di Danilo, Edera vince il ballottaggio con Orsolini. Ancora out Palacio al pari dei lungodegenti Destro e Mattiello. Rispetto al match dell’Olimpico, l’unica leggera variazione è la posizione di Soriano, da subito più trequartista che mezzala: il movimento a pendolo dell’ex Torino tra centrocampo e attacco fa oscillare il modulo tra 4-2-3-1 e 4-3-3. Diversi cambi invece per Allegri, che rinuncia all’acciaccato Pjanic in mezzo al campo e parte con il tandem Ronaldo-Mandzukic là davanti. Chance importante per Bernardeschi, preferito a Dybala; torna titolare anche Cancelo a destra, ma come esterno puro protetto alle spalle da De Sciglio. Turno di riposo per Chiellini: al fianco di Bonucci tocca a Rugani. In porta spazio a Perin. Il primo scorcio di gara è a dir poco sorprendente, chi si aspetta una Juve inferocita dopo il tracollo in Champions rimane di stucco al cospetto dello zero assoluto proposto da Matuidi e compagni. Al contrario, è il Bologna a fare la partita: Santander, Sansone ed Edera sfiorano il bersaglio grosso con un’occasione a testa, mentre a sinistra Dijks asfalta il duo De Sciglio-Cancelo e Poli giganteggia a centrocampo. La Juve è in ginocchio sul piano atletico e mentale, l’unico a provarci davvero è Bernardeschi poco dopo la mezzora: bel numero su Poli e sinistro vellutato che sfiora l’incrocio dei pali. Nessuna traccia del marziano CR7, annullato dalla retroguardia di Sinisa.

Pensare che il Bologna possa continuare a macinare gioco e a tenere questi ritmi forsennati contro la regina d’Italia è pura utopia. In tal senso l’avvio di ripresa è illusorio, ma dopo una mischia in area bianconera (decisivo il “muro” di Alex Sandro sul tentativo ravvicinato di Mbaye) la Juve entra in partita, complice anche un fisiologico calo dei rossoblù. Mihajlovic ordina la staffetta tra Edera e Orsolini, Allegri si gioca la carta Dybala e prova così ad alzare il tasso di pericolosità offensiva dei suoi. Come non detto: di lì a qualche minuto il disimpegno errato di Helander spiana la strada al vantaggio juventino, timbrato proprio dal talento argentino. I bianconeri confermano tuttavia di non essere in giornata di grazia e il risultato resta in bilico fino all’ultimo, tanto che sui titoli di coda Perin deve compiere un mezzo miracolo per sporcare sul palo il tiro scagliato da Sansone. Sfuma così un punto che il Bologna avrebbe strameritato, così come a Roma Mihajlovic deve accontentarsi degli applausi. Dalla delicatissima trasferta di domenica prossima in quel di Udine conteranno però soltanto i risultati. La classifica non aspetta più.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: si aspettava un bombardamento in piena regola, invece per un’ora il menù prevede solo un paio di uscite basse. Proprio quando inizia ad illudersi, assiste impotente all’esecuzione mortifera di Dybala. RAGGIRATO

Mbaye 6: affronta senza paura la controfigura di CR7, poi ingaggia un duello ruvido con Mandzukic. Prova di carattere, pur senza brillare mostra la faccia cattiva. ARCIGNO

Danilo 6.5: la Juve stenta a riempire l’area, allora lui sbriga l’ordinario e può in seguito dedicarsi alla costruzione. Piede educato e personalità da vendere. Bene anche da centrale in una linea a quattro: non era scontato. ARCHITETTO

Helander 5: l’errore evidente sul goal di Dybala macchia una prestazione dignitosa e toglie altri punti al Bologna. E dire che Mihajlovic gli aveva rinnovato la fiducia. Sensazione: per un po’ finirà dietro la lavagna. TAPINO

Dijks 7: trasforma un esame di tenuta difensiva contro il temibile Cancelo in una lezione offensiva: quando cambia passo semina il panico e travolge ogni resistenza. Una forza della natura con ampi margini di crescita. INVASATO

Poli 6.5: cuore, polmoni e leadership: ecco i pilastri del suo calcio. Letteralmente rinato sotto la gestione Mihajlovic. EMINENTE

(dal 78′ Donsah s.v.)

Pulgar 6: condizionato dalla severa ammonizione rimediata nei primi minuti, evita accuratamente ogni eccesso dimostrando maturità e saggezza all’interno di una prestazione nel complesso ordinata. Che sia la volta buona? METICOLOSO

(dall’84’ Falcinelli s.v.)

Edera 5.5: crea apprensione a Perin con un velenoso rasoterra che sfiora il palo, per il resto non combina granché. Dei quattro moschettieri offensivi è il meno coinvolto nelle trame. STRUCCATO

(dal 52′ Orsolini 5: finisce in vetrina contro la società che detiene il suo cartellino ma non fa una gran figura: impatto pressoché nullo, colleziona errori di misura in serie. EFFIMERO)

Soriano 6: primo tempo di buon livello, si spegne un po’ dopo l’intervallo. Dovrebbe essere il trampolino di lancio per gli attaccanti, il compito gli riesce a fasi alterne. FASCINOSO

Sansone 6.5: sbaglia qualcosa a livello di punteggiatura, ma a conti fatti è il rossoblù più pungente. Cerca sempre l’uno contro uno e spesso salta il diretto marcatore. Due palle goal, una all’inizio e una alla fine: prima un piccolo errore di mira, poi una gran parata di Perin (con l’aiuto del palo) salvano la Juve. FRIZZANTE

Santander 6: pronti-via, sfiora una prodezza da favola di tacco. Come al solito si fa valere nei duelli aerei e nel gioco di sponda, cala nella seconda parte. Aspetta invano un’occasione pulita per colpire. GLADIATORE

all.Mihajlovic 6.5: continua a seminare tanto e a raccogliere poco. Peccato, perché per un’ora abbondante la sua squadra tiene sotto scacco i padroni della Serie A. Un plauso alla prestazione e si volta pagina: il ciclo di ferro è finito, ora servono i punti. Confida nella forza delle sue teorie. SCIENZIATO

 

JUVENTUS (4-3-3)

Perin 7; De Sciglio 5.5, Bonucci 6, Rugani 6, Alex Sandro 6.5 (59′ Dybala 6.5); Bernardeschi 6.5 (86′ Chiellini s.v.), Bentancur 5, Matuidi 5.5 (78′ Pjanic s.v.); Cancelo 5.5, Mandzukic 5, C.Ronaldo 5. All.: Allegri 6

 

BOLOGNA-JUVENTUS 0-1 (67′ Dybala)