CALCIO – Tragedia Bologna, la Roma passeggia al Dall’Ara: 1-5!

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nella foto, la grande festa giallorossa sotto gli occhi sconsolati di Ibrahima Mbaye e Musa Barrow

Troppo brutta per essere vera, la domenica rossoblù.

Distrutto, annichilito, umiliato: il Bologna va al tappeto senza colpo ferire, prigioniero della sua fragilità. La classica partita no capita nel peggior incrocio possibile, contro una Roma affamata di riscatto e protagonista della miglior esibizione dell’anno. Di livello eccelso il primo tempo dei giallorossi, ben oltre i cinque goal rifilati al povero Ravaglia. Se unite la giornata di grazia dei vari Pellegrini, Spinazzola, Villar e Mkhitaryan ai soliti disastri difensivi del Bologna amplificati all’ennesima potenza, ecco che il frutto non può allontanarsi da un’autentica Caporetto sportiva.

Piove sul bagnato in casa Bologna a livello di formazione. Come se non bastassero gli otto indisponibili già ufficializzati ieri, Mihajlovic deve rinunciare anche a Hickey, fermato a scopo precauzionale: il terzino scozzese accusa sintomi influenzali e resta a casa in attesa di nuovo tampone. Si rivede capitan Poli dal 1′ al fianco di Svanberg, a sinistra tocca a Mbaye. Promosso Vignato dopo il goal all’Inter, ma la vera notizia riguarda la porta: al posto dell’infortunato Skorupski gioca Federico Ravaglia, all’esordio assoluto in rossoblù e in Serie A. Solito 3-4-2-1 per la Roma, reduce dalla doppia frenata tra Napoli e Sassuolo (un solo punto raccolto e zero goal segnati): Pellegrini si alza sulla trequarti per rimpiazzare lo squalificato Pedro alle spalle di Dzeko, a centrocampo spazio a Villar. Da registrare il rientro in difesa di Kumbulla, ormai completamente ristabilito dal Covid. Partenza sprint, il primo affondo è un premio per la Roma: gran combinazione tra Mkhitaryan e Spinazzola a sinistra, l’ex Juve galoppa in campo aperto e serve Dzeko per il più comodo degli appoggi a porta spalancata; Poli, nel tentativo di intercettare, infila alle spalle di Ravaglia. Rossoblù in panne di fronte al palleggio avversario, i giallorossi ringraziano e volano via: Mkhitaryan verticalizza per Dzeko, che scherza Danilo e batte Ravaglia sul primo palo. Due a zero dopo dieci minuti scarsi. Se il pomeriggio già si annunciava in salita per il Bologna, ora Danilo e compagni si trovano di fronte un vero e proprio Everest da scalare. E il match potrebbe assumere contorni drammatici di lì a pochi attimi, quando Dzeko liberato da un sontuoso Pellegrini può calciare a botta sicura ma si fa ipnotizzare da Ravaglia. Poco importa, il tris è solo rimandato: Spinazzola imbuca per lo stesso Pellegrini, che solo soletto davanti a Ravaglia non può sbagliare. Quarto d’ora iniziale da mani nei capelli per il Bologna, Mihajlovic assiste attonito da bordo campo al tracollo dei suoi ragazzi. Dzeko si mangia altri due goal fatti, nel mezzo i rossoblù trovano il modo di riaffacciarsi in campo: Barrow sfreccia sul lancio dalle retrovie e indirizza al centro, Cristante svirgola e batte Pau Lopez. E’ la seconda autorete in una mezzora di certo non destinata a passare alla storia per l’impermeabilità delle due difese. La pia illusione del Bologna dura appena una decina di minuti, fino all’azione da applausi a scena aperta con cui la Roma rimette il lucchetto alla partita: Dzeko smista sulla destra, Mkhitaryan riceve da Pellegrini al limite e scarta un cioccolatino per l’arrivo di Veretout che deve solo insaccare con un destro facile facile. Prima dell’intervallo la fuoriserie di Fonseca cala addirittura la manita: discesa incontrastata di Karsdorp a destra (Mbaye si infortuna nella circostanza e non può replicare) e servizio perfetto per il sigillo di Mkhitaryan, unica star ancora mancante all’appello.

Il triplice cambio ordinato da Sinisa all’intervallo è più che altro un richiamo alla dignità: dentro Paz, Dominguez e Medel; ripudiata in toto la mediana, dietro si passa a tre con Vignato e Tomiyasu a tutta fascia. Per quel che può contare, al Bologna viene subito negato un rigore abbastanza evidente: Ibanez sbilancia Palacio al momento del tiro in piena area, il sig.Calvarese è a due passi e fa ampi cenni in senso contrario. Valutazione molto più che rivedibile. Lo stesso Trenza sbaglia un goal clamoroso calciando addosso a Pau Lopez dal cuore dell’area piccola, poi sforna l’assist per il goal di Dominguez (favorito dalla deviazione di Cristante); al tragico pomeriggio del Bologna manca giusto la mannaia del VAR, che annulla per fuorigioco millimetrico di Palacio. Per i rossoblù sfuma così la possibilità di rendere meno amaro il passivo. Il palo colpito dal neo-entrato Borja Mayoral nega almeno l’onta del sesto goal, mentre Mihajlovic concede il debutto al giovane Mattia Pagliuca (classe 2002, figlio dell’ex bandiera rossoblù Gianluca). Nulla da salvare, mercoledì al Picco di La Spezia si attende un ruggito da squadra vera.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1, dal 46′ 3-4-1-2)

Ravaglia 6: debutto shock, con tre goal subiti nel primo quarto d’ora della sua carriera in A. Per l’inevitabile racconto ai nipotini, resta quella paratona su Dzeko. SCOSSO

De Silvestri 4: finisce subito nel tritacarne della catena Spinazzola-Mkhitaryan e non si riprende più. Derby personale da incubo, duro colpo per un vecchio cuore laziale come lui. SCHIANTATO

Danilo 4: umiliato da Dzeko sul raddoppio, va in tilt contro un attacco che non dà riferimenti e vive di tagli, inserimenti, spazi da riempire. Più che una partita, una forma di tortura. OSTAGGIO

Tomiyasu 4: non vede palla contro i funamboli giallorossi. L’ennesima conferma -ce ne fosse mai bisogno- che da centrale proprio non funziona. SOFFICE

Mbaye 4: in campo per l’indisponibilità dell’ultim’ora di Hickey, tiene in gioco Pellegrini sul terzo goal e si perde Dzeko in marcatura da corner: errori che raramente si vedono tra i dilettanti. Chiude la sua domenica da film horror con un infortunio muscolare in chiusura di primo tempo. Non gioca mai: servono spiegazioni? DERELITTO

(dal 46′ Paz 6: dentro a partita chiusa, si applica con attenzione. Più solido del predecessore: non che ci volesse molto! UTILE)

Poli 4.5: inaugura ritorno da titolare e giornataccia collettiva con l’autogoal che avvia la goleada romanista. Villar e Veretout predicano un calcio elitario sotto i suoi poveri occhi mortali. SGRAZIATO

(dal 46′ Dominguez 6: un goal spazzato via dalla tecnologia e un filo di orgoglio argentino da spalmare sulle ferite rossoblù. Rischia un rosso di frustrazione nel finale, il VAR stavolta corre in soccorso: solo giallo. Ora, cerca una vera chance. FURENTE)

Svanberg 4: presenza irrilevante, documentata solo dal tabellino. Neanche la forza di fare legna, di spendere falli. Neppure un rigurgito d’orgoglio. SPETTRALE

(dal 46′ Medel 6: un tempo per tamponare le falle, ma soprattutto per riproporre il suo curriculum: tra Spezia e Torino rivuole una maglia dal primo minuto. CANDIDATO)

Vignato 5.5: inizia da esterno destro, chiude quasi terzino: mai nel suo ruolo, qualche piccolo alibi va concesso. Anche perché un paio di accelerazioni le offre. GREGARIO

(dal 79′ Pagliuca s.v.)

Soriano 4: mai coinvolto, poco cercato: nervosismo alle stelle fin da subito. Rischia anche l’espulsione. Abbandona lo scettro in piena disfatta. SAZIO

(dal 70′ Baldursson s.v.)

Barrow 6: propizia l’autorete di Cristante, rimane tra i più pimpanti anche nella prima parte disastrosa dei suoi. Nella ripresa lucida la solita mattonella e spara alle spalle di Pau Lopez: fuorigioco, gioia personale cancellata dal VAR. Sufficienza simbolica. SOVVERSIVO

Palacio 5: altalena continua tra goal divorati, rigori negati e assist rimossi dal VAR. Meglio quando la partita ha ormai poco da dire. Prima, francamente, un buco nell’acqua. E continua a non segnare: nove gare di fila a digiuno iniziano a essere tante. STERILE

all.Mihajlovic 4: subisce un’autentica lezione di calcio, le assenze incidono ma non possono certo bastare per giustificare un simile tonfo. Conoscendolo, faticherà parecchio a mandar giù questo boccone. Urge reazione morale e tecnica, fortuna che si gioca subito: il turno infrasettimanale è lì che aspetta. LACUNOSO

 

ROMA (3-4-2-1)

Pau Lopez 6; Kumbulla 6.5 (67′ Smalling 6), Cristante 6, Ibanez 6; Karsdorp 7 (90′ Calafiori s.v.), Villar 7 (90′ Diawara s.v.), Veretout 7 (82′ Carles Perez s.v.), Spinazzola 7.5; Lo.Pellegrini 7.5, Mkhitaryan 7; Dzeko 6.5 (82′ Borja Mayoral s.v.).  all.: Fonseca (in panchina Nuno Campos) 7.5

 

BOLOGNA-ROMA 1-5 (5′ autogoal Poli, 10′ Dzeko, 15′ Lo.Pellegrini, 24′ autogoal Cristante, 35′ Veretout, 44′ Mkhitaryan)