CALCIO – Uragano Bologna nel derby! Parma asfaltato e salvezza al sicuro

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Alla faccia del biscotto.

Derby a senso unico al Dall’Ara, il Bologna spazza via il Parma e archivia la salvezza. Il sonoro 4-1 matura nella ripresa, ma già dal fischio d’inizio i ragazzi di Mihajlovic sbranano agonisticamente parlando i ducali. Approccio da manuale e sana ferocia su tutti i palloni: sono gli ingredienti decisivi della seratona rossoblù, che porta in dote la sesta vittoria consecutiva tra le mura amiche. Numeri da capogiro, non certo degni della lotta salvezza. E infatti da stasera il Bologna può pregustare il raggiungimento dell’obiettivo stagionale: per l’aritmetica manca un punticino, per la più romantica storia il Bologna è di fatto sicuro di prendere parte alla Serie A 2019/2020. E’ il miracolo del condottiero serbo, osannato da tutto lo stadio sui titoli di coda della dolce notte al grido di “Sinisa resta con noi”. Ombre minacciose si allungano invece sul Parma, che ha vinto una sola gara da fine gennaio a oggi e ripiomba ufficialmente nel valzer della paura.

A Mihajlovic mancano per squalifica due titolari e mezzo (Sansone e Dijks più il “dodicesimo” Poli), mentre D’Aversa recupera Inglese ma solo per la panchina. Al centro dell’attacco gioca Ceravolo, con Sprocati e lo spauracchio Gervinho ai lati. All’elastico 3-4-3 del Parma (in realtà un 5-4-1 mascherato) Sinisa oppone il solito schieramento ma principi diversi: dopo tempo immemore riappare il centravanti di stazza e si chiama Mattia Destro, con Palacio costretto al trasloco sull’esterno. A sinistra si rivede Krejci, mentre il rientrante Mbaye si sistema a destra. A centrocampo, Dzemaili in coppia con Pulgar alle spalle di Soriano. Parte a razzo il Bologna, che nei primi minuti colleziona già tre nitide palle goal: un monumentale Sepe tiene a galla i suoi allungando i tentacoli sui tiri di Destro, Krejci e Orsolini. Una tempesta a tinte rossoblù si abbatte per un quarto d’ora sul Parma, che cerca l’improvvisa svolta con un’insidiosa girata in area di Gervinho su schema da corner: palla fuori di poco. Segue uno spezzone vinto dall’equilibrio, il Bologna continua a farsi preferire ma il predominio non è più schiacciante come in avvio.

La falsa partenza in apertura di ripresa frantuma le speranze del Parma di costruire 45′ diversi, il sinistro vincente di Orsolini -liberato da un assist delizioso di Dzemaili- toglie il tappo alla partita e da questo momento in avanti non c’è Sepe che tenga. Proprio il portiere ducale finisce anzi per vestire i panni del protagonista sfortunato sull’immediato raddoppio rossoblù: Pulgar disegna l’ormai solita parabola perfetta su calcio piazzato e centra il palo, ma la sfera rimbalza sul braccio del povero Sepe e s’insacca. D’Aversa corre ai ripari con un doppio cambio disperato: fuori Ceravolo e Gazzola, dentro Inglese e Siligardi. L’audace mossa tattica viene tuttavia cancellata dalla follia di Bruno Alves, che prima si fa ammonire per un fallaccio su Orsolini e poi pensa bene di andare a strattonare con stile da Far West il n°7 rossoblù steso a terra: il sig.Pairetto estrae il rosso e indica la via degli spogliatoi al veterano portoghese. L’imperiosa incornata di Lyanco su angolo di Orsolini non lascia scampo a Sepe e piazza l’ipoteca sui tre punti, ma il neo-entrato Inglese non ne vuol sapere di arrendersi a capo chino: inserimento accademico premiato dall’assist in verticale di Gervinho e il classico goal della bandiera è servito. Per la pietra tombale sul match bisogna attendere allora l’autogoal di Sierralta, propiziato da un’incursione di Pulgar esaltata dal filtrante del subentrante Santander. Prende dunque forma un sontuoso poker da calare sul tavolo della salvezza.

Alla faccia del biscotto, si diceva sopra. Le malelingue in attività permanente fiutavano infatti un derby democristiano, nell’accezione peggiore del termine: pareggio di comodo, volemose bene e tiriamo a campare. Come non detto. Rossoblù irrestistibili e tiranni, crociati asfaltati e impauriti: roba da regime totalitario. E dire che in città i più scaramantici storcevano il naso (e stringevano altro) di fronte ad un Bologna-Parma nuovamente decisivo per la salvezza. Un film già visto, senza lieto fine. Stavolta però è tutta un’altra musica rispetto a 14 anni fa. Nessuna sviolinata mortifera, a riempire l’aria sono le note di Lucio Dalla. “Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno”.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: disoccupato per un’ora, all’attivo giusto una manciata di disimpegni con i piedi prima di finire infilzato da Inglese: un graffio superficiale, nulla più. BEATO

Mbaye 6: laterale solo di nome, la filosofia è puramente difensiva: questo impone il copione. Zero sbandamenti. VASSALLO

Danilo 6.5: Ceravolo gli fa il solletico, Inglese si rivela più fastidioso: se la cava senza particolari affanni, tanto da meritare una bella standing ovation al momento del cambio. Giusto tributo al suo campionato superlativo. REVERENDO

(dall’86’ Corbo s.v.)

Lyanco 7: piazza l’accento su un girone di ritorno da favola con il suo primo goal in Serie A. Portatore sano di entusiasmo e talento, ha cambiato volto alla retroguardia. Anche se dovesse tornare a Torino a fine anno, resterà a lungo nel cuore dei bolognesi. GIULIVO

Krejci 6.5: incontenibile per un quarto d’ora, poi ordinato e puntuale. Mihajlovic gli ha aperto nuovi orizzonti di carriera impostandolo come terzino. E dire che quasi nessuno credeva più in lui. MUTANTE

Pulgar 7.5: per le statistiche ufficiali non segna, in sostanza metà del fatturato offensivo è farina del suo sacco. Chiamatelo uomo-salvezza. Per continuità e pulizia nelle giocate, una delle sue migliori esibizioni in rossoblù. CROUPIER

Dzemaili 7: assiste Orsolini ed esulta come se il goal fosse suo: DNA da capitano. Un pilastro ritrovato nell’ora della verità, cancella i mediani avversari. CICLONE

Orsolini 7: come i centri del suo campionato: sette. Considerando tutte le partite ufficiali, è ad un passo dalla doppia cifra. Toglie il catenaccio alla partita, dà il via alla festa. Stellina ormai a caccia della definitiva consacrazione. DANDY

Soriano 6: si riappropria della trequarti dopo il turno di squalifica. Inventiva limitata, prestazione scolastica. INAMIDATO

(dal 75′ Svanberg s.v.)

Palacio 6.5: novanta minuti sulla fascia a 37 anni, la sua partita è una sfida alla scienza. Stimmate da top player e generosità da gregario: cocktail da sogno. DIAMANTE

Destro 6.5: fa impazzire Bruno Alves nello scorcio iniziale, poi si placa. L’occhio attento nota un paio di spunti da grande giocatore. Porta il suo mattoncino alla causa, anche fisicamente sembra in crescita. GASATO

(dal 66′ Santander 6: una deviazione sotto porta priva di veleno e un’autostrada spalancata davanti a Pulgar in occasione del 4-1. La media è una sufficienza piena. OPERATIVO)

all.Mihajlovic 8: dove eravamo rimasti? Sei vittorie di fila in casa, con appena tre goal presi e 17 (diciassette!) realizzati. Altro che pareggino combinato: guida l’assalto al Parma ed esce dall’arena amica con l’ennesimo scalpo in pugno. Ha trasformato il Dall’Ara in un fortino inespugnabile e via Andrea Costa nella culla della salvezza. Una città intera gli chiede di restare con cori ad personam che a queste latitudini mancavano da un po’. VATE

 

PARMA (3-4-3)

Sepe 6.5; Iacoponi 5.5, Bruno Alves 4, Bastoni 5; Gazzola 5.5 (60′ Siligardi 5.5), Rigoni 6, Scozzarella 5, Dimarco 5; Gervinho 6, Ceravolo 5 (60′ Inglese 6.5), Sprocati 5 (65′ Sierralta 4.5). All.: D’Aversa 5

 

BOLOGNA-PARMA 4-1 (52′ Orsolini, 59′ Sepe autogoal, 72′ Lyanco, 81′ Inglese, 84′ Sierralta autogoal)