CALCIO – Zaza rimonta Svanberg, pareggio giusto tra Bologna e Torino

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nella foto, Mattias Svanberg viene festeggiato dai compagni dopo il goal del provvisorio 1-0: primo centro in Serie A per il centrocampista svedese classe '99

Un punto a testa e arrivederci all’anno prossimo.

All’atto finale della stagione più pazza di sempre Bologna e Torino si spartiscono equamente la torta. Svanberg illude i rossoblù nel primo tempo, Zaza estrae dal cilindro una meraviglia nella ripresa e firma un pareggio sacrosanto. L’ex Mihajlovic chiude a quota 47 e può ritenersi in fin dei conti soddisfatto; discorso simile per Longo, chiamato a salvare un Torino finito nelle sabbie mobili a metà campionato. Missione compiuta, anche se i granata erano partiti con ambizioni ben più alte della mera sopravvivenza.

Poco da chiedere alla classifica per Bologna e Torino, che provano ad onorare al meglio l’ultima fatica stagionale. Mihajlovic cerca di cancellare l’onta di Firenze, mentre i granata vanno a caccia di un successo in trasferta che manca da un girone esatto: l’ultima volta fu all’Olimpico contro la Roma, ad inizio gennaio. Il Bologna è chiamato ad occultare numeri difensivi a dir poco rivedibili: mai così tanti i goal subiti in Serie A nella storia rossoblù (64) e 32 gare di fila chiuse con almeno una rete incassata, record negativo del campionato italiano. Forse in virtù di queste cifre Longo schiera una formazione sulla carta ultra-offensiva, con un poker d’assi là davanti: Berenguer e il grande ex Verdi supportano Zaza e Belotti. Indisponibile Lyanco, tra i protagonisti della salvezza rossoblù dell’anno scorso e segnalato tra i papabili rinforzi nel mirino del duo Bigon-Sabatini, al pari di un altro assente come De Silvestri. Solito 4-2-3-1 per il Bologna, che rimette Palacio al centro dell’attacco e sfoggia Juwara alla prima da titolare. Doppia cifra nel mirino per Barrow, mentre l’arretramento di Medel in difesa al fianco di Danilo lascia libera una casella a centrocampo: la occupa Schouten, partner di Svanberg. Panchina per Orsolini e Sansone, a dir poco deludenti nell’ultimo periodo. Prima del via, doveroso e sentito minuto di silenzio per ricordare le vittime della strage della stazione, di cui proprio oggi ricorre il 40esimo anniversario. Partenza su buoni ritmi, come spesso è accaduto di recente alla prima fiammata il Bologna mette la freccia. Juwara sgomma a destra e crossa, intelligente il tocco in rifinitura di Soriano a centro area per liberare al tiro Svanberg, che dal limite impallina un Rosati all’esordio stagionale e dunque visibilmente arrugginito. Primo goal in Serie A per il mediano svedese, comprensibile l’esultanza liberatoria dopo tanti tentativi a vuoto. Praticamente nullo fino a quel momento, il Torino si sveglia sotto la guida di Verdi: un paio di tiri per l’ex rossoblù, Skorupski c’è. Zaza e Belotti restano invece ai margini della contesa; in particolare, il Gallo appare in evidente affanno fisico e veleggia lontano dai suoi standard. La frazione si chiude comunque senza ulteriori sussulti, con il Bologna in controllo.

Doppio cambio all’intervallo per Mihajlovic, che lascia negli spogliatoi i due totem offensivi: Palacio e Barrow. Al loro posto, dentro Santander e Sansone. Ripartenza un filo soporifera, ma Skorupski deve mettere una pezza sul tentativo ravvicinato in mischia di Berenguer. Il Toro ora si fa preferire e dopo venti minuti di noia trova il pareggio grazie ad un capolavoro balistico di Simone Zaza, bravissimo a coordinarsi su lancio lungo di Verdi e a calciare al volo: diagonale vincente, Skorupski può solo ammirare. Goal da applausi e sorriso isolato per l’attaccante granata, reduce da un campionato tutt’altro che esaltante. Il Bologna non ci sta, vuole la vittoria per congedarsi al meglio dal Dall’Ara. E’ Santander a sfiorare l’immediato sorpasso con un sinistro che sibila a fil di palo: sarebbe stato l’epilogo ideale in quella che -salvo ribaltoni- resterà l’ultima partita del Ropero con i colori rossoblù. Ed ecco che allora il pallone del blitz a tempo quasi scaduto finisce sul piede solitamente letale di Belotti: per il capitano granata la serata si conferma poco propizia, la girata di prima è difettosa e Skorupski tira un sospiro di sollievo. Sì, la beffa all’ultimo minuto dell’ultima gara sarebbe stata una punizione davvero eccessiva per il Bologna.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6.5: battuto dalla magia di Zaza, si rivela una volta tanto tempestivo nelle uscite: letture a conti fatti decisive. Chiude a testa alta un’annata non semplice. PROBO

Mbaye 6: randella e chiude, come da consegne. Difficile da superare nell’uno contro uno. PIGNOLO

Danilo 6: nessun giovane apprendista da telecomandare, stavolta. Con Medel forma una coppia di vecchi filibustieri del rettangolo verde. Metodi spicci e scintille con Belotti. GANGSTER

Medel 6.5: centrale difensivo improvvisato? Mica vero, con il Cile l’ha fatto spesso. Ringhia in faccia ad un gran brutto cliente come il Gallo Belotti. Risultato: cresta bassa. BRICCONE

Denswil 6: se non altro, evita di sprofondare. Sufficienza di incoraggiamento in coda ad un anno decisamente avaro di soddisfazioni. INTATTO

Schouten 6: regia senza picchi particolari, fa scorrere il pallone con buon senso. Non essendo al top della forma, può bastare. REALISTA

(dal 72′ Dominguez s.v.)

Svanberg 7: alleluia, alleluia! Affila il destro per il primo squillo in Serie A ed esplode di gioia. Due anni senza goal -per uno con le sue doti balistiche- sono davvero un’enormità. FECONDO

(dal 72′ Baldursson s.v.)

Juwara 6.5: un guizzo in velocità all’origine dell’azione che porta al vantaggio rossoblù, ma non solo: anche in copertura si fa valere. Ben ritrovato, piccolo Musa. BOMBONIERA

(dal 77′ Skov Olsen s.v.)

Soriano 6.5: scorte di carburante ormai esaurite, ma trova comunque il modo di lasciare il segno sull’ultima recita: l’assist per Svanberg è il manifesto della sua intelligenza calcistica. Prezioso, centrale e insostituibile. Ieri, oggi, quasi sicuramente anche domani. FARAONE

Barrow 5.5: ha in testa solo il decimo goal, crea qualche pensiero alla retroguardia avversaria ma esagera un po’ con le soluzioni personali. Soriano in una circostanza non gradisce, Sinisa neppure. Morale: a sorpresa, sotto la doccia all’intervallo. EDONISTA

(dal 46′ Sansone 5: niente da fare, anche l’ultimo tentativo di rianimazione tecnica va a vuoto. Non sembra davvero più lui. Tutta colpa del lockdown? SPETTRALE)

Palacio 6: un tempo di onesta militanza, si arrende agli acciacchi. In vacanza con 45′ di anticipo: licenza strameritata. EMBLEMA

(dal 46′ Santander 6: ad un passo dal goal: bel movimento, ottima preparazione e tiro che sfiora il palo. Peccato, davvero. Con ogni probabilità, la sua avventura in rossoblù si chiude qui. Senza rancore. Anzi: al netto dei limiti, Bologna continua a volergli bene. ARTIGIANALE)

all.Mihajlovic 6: chiude con questo pareggio minimal un anno che ricorderà per tutta la vita: quanti libri servirebbero per raccontarlo? In fin dei conti, bene così. A patto che il limbo attuale non vada avanti all’infinito. Se lo conosciamo un po’, pretenderà un salto di qualità a tutti i livelli. INCROLLABILE

 

TORINO (3-4-1-2)

Rosati 5.5; Izzo 6.5 (77′ Nkoulou s.v.), Djidji 6 (90+2′ Celesia s.v.), Bremer 6; Berenguer 6, Lukic 6.5, Rincon 6, Ansaldi 5.5 (50′ Ola Aina 6); Verdi 6.5; Zaza 7, Belotti 5.  all.: Longo 6

 

BOLOGNA-TORINO 1-1 (18′ Svanberg; 66′ Zaza)