“Arrivano i nostri” all’Archiginnasio

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Sabato 2 Novembre alle ore 11,00 all’Archiginnasio nella Sala dello Stabat Mater: “Arrivano i nostri”. Lettura a cura del musicologo Piero Mioli del Fidelio opera di Ludwig van Beethoven.
Fidelio è l’unico lavoro teatrale realizzato da Ludwig van Beethoven. Come spesso accade nella sua opera, la stesura non fu cosa semplice. Il genio di Bonn, infatti, ne produsse tre versioni piuttosto diverse l’una dall’altra. Oggi si tende a preferire la prima –in tre atti e con il titolo Leonore– e la terza – ridotta a due atti-. L’opera, eseguita per la prima volta a Vienna nel 1805, non incontrò il favore del pubblico e Beethoven fu costretto a ritirarla. Più che per l’indiscussa qualità del Fidelio, opera cui il compositore era molto affezionato, giocò a sfavore il clima di tensione che aleggiava a Vienna: le truppe napoleoniche avevano occupato la città e gli spettatori erano per la maggior parte militari francesi.

La vicenda si svolge a Siviglia, dove vi giunge Leonora sotto le mentite spoglie di Fidelio, per liberare il marito Florestano, catturato e fatto prigioniero dal suo nemico personale don Pizarro. Con l’aiuto del carceriere, Rocco, e di sua figlia, Marcellina, Leonora riuscirà nella difficile impresa.

L’incontro fa parte degli undici appuntamenti, del ciclo “Dentro l’Opera”, organizzato in collaborazione con l’Università Primo Levi