LA SOLITUDINE DEL PENALISTA di Gabriele Bordoni

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Uno dei più noti avvocati penalisti italiani ci offre uno sguardo disincantato e ironico sulla sua professione e i suoi retroscena, rivelando al lettore le emozioni, i pensieri liberi e le tante occasioni per osservare, conoscere e raccontare gli atteggiamenti e le paure di chi è coinvolto in vicende difficili e complesse.

Se nel passato gli avvocati avevano spesso opportunità di confronto diretto fra loro, oramai da tempo questa abitudine è stata sostituita dalla consultazione di banche dati via web. Dal punto di vista umano, questa soluzione determina il venir meno di quelle occasioni propizie di socializzazione e di scambio di idee e pareri che si possono verificare passando del tempo nella discussione e nello studio in comune dei problemi giuridici e processuali, anche per condividerne almeno idealmente il peso.

Un recente studio, teso ad individuare quali fossero i lavoratori maggiormente soggetti a crisi di solitudine, ha rivelato, nel marzo del 2018, che la categoria professionale più a rischio in quel senso è quella degli avvocati.

La solitudine del penalista è anche il portato di questa condizione, nella quale vive chi deve portare dentro di sé, senza poterle condividere, le angosce e le speranze delle persone che assiste, finendo per sentirsene invaso, quasi a non comprendere più nettamente quale sia il confine fra le proprie personali emozioni e quelle dei propri difesi.

Frammenti di vita tratti dagli esordi nei primi processi ai giorni in cui l’esperienza ha maturato i suoi frutti: ci sono assistiti, colleghi, magistrati, cancellieri e forze di polizia, consulenti e testimoni, tutti ritratti con il particolare sguardo di chi è dentro ai fatti non solo come avvocato, ma come uomo. Al vaglio del narratore c’è anche se stesso, il rapporto con il mondo forense e tutto ciò che ne è fuori, attraverso vivide istantanee di vicende, note e sconosciute, dove emergono aneddoti icastici sulla complicata natura umana.

Una biografia professionale nuova, tesa a trasmettere sensazioni e contesti che il penalista vive quasi ogni giorno, arricchendosi delle esperienze delle mille persone con le quali entra in contatto e che impara a conoscere.

«Nell’aforisma 459 di “Umano, troppo umano”, Nietzsche afferma “dove il diritto non è più, come da noi, tradizione, esso può essere solo imposto, solo costrizione; noi tutti non abbiamo più un senso tradizionale del diritto, perciò dobbiamo accontentarci di diritti arbitrari, che sono espressione della necessità che esista un diritto” – commenta così l’Avv. Gabriele Bordoni –. Ecco il perenne tormento interiore del penalista che supera e offusca i suoi affanni intimi e personali e diviene l’unico compagno in quella solitudine che governa scelte dalle quali può dipendere la sorte di altri. Guardarsi attorno, o alle spalle, e trovarsi soli; e dovere andare avanti comunque, senza sosta, perché non c’è tempo per lamentarsi, solo, magari, per una irosa imprecazione contro il destino. Ma poi subito in marcia verso l’obbiettivo, assumendoti responsabilità senza poterle quasi mai condividere – distribuendone il peso – e mettendoci la faccia e tutto te stesso, sino a consumarti.»

Le vicende processuali che fanno da sfondo ai racconti sono occasione per descrivere ciò che ci sta attorno e, soprattutto, le persone che ne sono interpreti, principali e secondari, uomini e donne a contatto con la Giustizia nelle sue varie declinazioni.

Una lettura che si rivolge anche ai giovani che aspirano alla professione forense, che appare senza abbellimenti, nel suo quotidiano, fra alti e bassi, gioie ed amarezze, empatie e tensioni.

Fuori dagli schemi, scevro di retorica, il racconto si appunta sulla realtà di un’esperienza impegnativa, tendenzialmente assorbente, capace di condurre l’avvocato penalista verso la propria solitudine.

«Il difensore è un imprescindibile “ammortizzatore sociale” tra il diritto punitivo dello Stato e i diritti individuali di tutti noi. Parlare con il pubblico ministero, incontrare il proprio assistito, seguire familiari e amici di costui. Sembra tutto semplice, ma invece non lo è. – Queste le parole del magistrato Valter Giovanni, già procuratore aggiunto di Bologna che del libro ha curato la Prefazione -. Nei racconti professionali di Gabriele Bordoni, con ampie pennellate, svolte sul filo dei ricordi e talvolta dell’ironia, vengono tratteggiati con assoluto rispetto i profili umani dei tanti personaggi che popolano le pagine del libro. Il filo conduttore, tuttavia, è sempre lo stesso: difesa tecnica senza lasciarsi suggestionare o coinvolgere oltremodo. Questo significa essere un legale professionista che difende al meglio il proprio assistito.»

«Ho voluto raccontare alcune storie vissute , fra le più risalenti, alcune molto note, altre quasi del tutto sconosciute; le ho scelte per quello che mi hanno fatto conoscere di uomini e di donne, offrendomi spunto per riflessioni e donandomi emozioni che trattengo dentro di me, perché mi hanno arricchito, sono oramai parte della mia anima e ora le ho volute condividere, descrivendole per quella parte che le carte processuali non potranno mai fare emergere. Una marcia durata trent’anni sin ad oggi, nel corso della quale ho raccolto tanto sul piano dell’esperienza professionale ed altrettanto sul piano umano, cercando sempre di ricordare che dietro all’intestazione di un fascicolo processuale c’è una persona che va compresa, oltre che difesa, magari anche ripresa ruvidamente, ma mai pretermessa.» Conclude così l’autore Gabriele Bordoni.

Gabriele Bordoni, nato a Bologna nel 1964, si è laureato in Giurisprudenza nel 1988 presso l’Università degli studi di quella città. Ora iscritto all’Ordine Forense di Roma, esercita la professione di avvocato dal 1992 nel campo penalistico ed è noto per le sue difese nel contesto di numerosi processi di rilevanza nazionale, tra cui possono ricordarsi la Strage di Bologna del 2 agosto 1980, la mafi a del Pilastro, la morte di Federico Aldrovandi, Bambini di Satana, Calciopoli e Calcioscommesse, Black Slot, omicidio Poli, Terremerse, Farmamarket, Concorsopoli Sant’Orsola, crack Mercatone Uno, bancarotta Fortitudo basket, crollo del Ponte Morandi, uxoricidio Cagnoni, operazioni Panama a Reggio Calabria e Rimpiazzo a Catanzaro, Villa Inferno, disastro alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. È da quasi vent’anni impegnato nella formazione continua degli avvocati bolognesi in Diritto e Procedura Penale, avendo avviato e diretto l’esperienza di Prassi Penale ed organizza seminari in materia penale, spesso interdisciplinari, su temi di attualità giuridica, pratica giudiziaria e politica criminale.