TRA LE DITA – A Trame per Paesaggi di Poesia Matteo Marchesini presenta “Poesie italiane 2018” (Elliot) con Sergio Rotino

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Mercoledì 23 ottobre ore 18,00 alla libreria Trame in via Goito 3/C a Bologna, per Paesaggi di Poesia 11a edizione, Matteo Marchesini, curatore di “Poesie italiane 2018” (Elliot-Lit edizioni), parla del volume antologico con Sergio Rotino.

È finito il tempo delle antologie che, attraverso l’opera di sistemazione dei loro curatori, davano la possibilità di proiettarsi nel futuro prossimo della letteratura, soprattutto in campo poetico.
Oggi le antologie ragionano sempre più su quello che il passato prossimo ci ha offerto e che, in qualità di lettori, abbiamo frequentemente lasciato da parte per fretta e distrazione.
Restano però il luogo in cui critici di sicuro valore possono fare il punto sulle condizioni del Grande Paziente (la poesia), attraverso quelle che sono le loro ragionate opinioni.
In queste direzioni si muove Matteo Marchesini, proponendo per il progetto “Poesie italiane” della casa editrice Elliot-Lit edizioni uno sguardo, partigiano ma estremamente coeso, su quanto la poesia italiana ha offerto di buono e di cattivo e di pessimo nell’anno 2018.
L’antologia si intitola quindi Poesie italiane 2018, non sfuggendo al proprio mandato.
Sopra ogni cosa l’antologia offre lo scontro immane fra quantità di materiali prodotti, tempo di lettura e stili della poesia in auge nella nostra nazione. Mette inoltre allo scoperto la fatica del compilatore e quanto il suo polso sia rimasto fermo.
Il panorama proposto nelle pagine dell’antologia, secondo Marchesini ha molte, molte ombre. Denuncia cioè una calcificazione degli stili e delle motivazioni, che portano a reiterare la copia, a non produrre originalità (sempre che questa parola abbia senso). Ma ci sono anche alcune luci. A detta di Marchesini, elementi di cambiamento capaci di reinterpretare la tradizione, senza farsene sommergere, sono attivi e reattivi. Questo porta a individuare «testi che sfuggono ai presupposti, o che per dire meglio li riqualificano inserendoli in un gioco più vasto e profondo».