TRA LE DITA – A Trame per Paesaggi di Poesia presentazione del libro di Renata Morresi “Terzo paesaggio” (Nino Aragno)

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Martedì 29 ottobre ore 18,00 alla libreria Trame in via Goito 3/C a Bologna, per Paesaggi di Poesia 11a edizione, presentazione del libro di Renata Morresi “Terzo paesaggio” (Nino Aragno).
Lorenzo Mari dialoga con l’autrice.

Con Terzo paesaggio, Renata Morresi porta a compimento un ciclo, che da Cuore comune (PeQuod 2010) è transitato per Le bagnanti (Perrone 2013). Il “terzo paesaggio” del titolo non è però solo la conclusione di una trilogia. Questo, ci avverte l’autrice marchigiana nelle note al libro, è l’interstizio prodotto dalla pressione tra “arte” e “vita”.
In effetti, lungo le sei sezioni che compongono il lavoro, Morresi fa stridere io e collettività, ironia e dolore, voci umane e voci disumane.
Dopo “Niego”, la sezione di apertura in cui è l’io a “negare se stesso”, le sezioni centrali montano citazioni tratte dai discorsi fatti nel 2016, durante il terremoto nelle Marche. In questo modo l’autrice smaschera la vacuità della retorica pubblica e, contemporaneamente, la eleva a potenza. Commedia e tragedia si alternano, venendo così condotti fino a un punto comune dove sono fatti esplodere. È così, per esempio, nel lamento funebre che l’autrice intona per il padre utilizzando metafore, termini e lessico presi dal campo semantico degli autolavaggi (Car-Wash); o come quando si trova a trattare dell’essere umano moderno in cerca di un posto nel mondo e ne indaga “l’inconscio al curriculum”.
Il percorso incidentato tra retorica pubblica e dolore privato, conduce Morresi a concludere Terzo paesaggio con una forte presenza biografica. Nell’ultima sezione, l’io sembra finalmente aver trovato un posto nel mondo, un lavoro. Eppure il luogo è distante, bisogna percorrere chilometri e paesaggi desolati per raggiungerlo: come se ogni conquista non fosse mai definitiva, ma una continua fatica, un continuo dover mettersi in moto.
Non ci sono spiragli di idillio nella poesia di Morresi, piuttosto la rappresentazione di una vita che imita se stessa, “Perché è debole, la letteratura, e mimesis, la vita”.