LA RECENSIONE DI MARIA DEBORA PECA: “L’INVERNO PIU’ NERO” di CARLO LUCARELLI

0
28

Che valore ha la vita umana? Ha un valore differente a seconda della condotta delle persone?
E’ l’interrogativo che mi ha accompagnato durante la lettura dell’ultimo romanzo di Carlo Lucarelli dal titolo “L’inverno più nero”.
Alcuni delitti misteriosi nella Bologna degli anni ’40, durante l’occupazione nazi-fascista sono il fulcro del romanzo e l’oggetto delle indagini del commissario De Luca. L’ indagine più dolorosa e difficile per lui riguarda la morte di un militare tedesco, dalla cui soluzione dipende la vita di italiani innocenti.
Il commissario sente una tale pressione su di sé da utilizzare metodi non sempre ortodossi fatti di astuzia e conoscenze non sempre raccomandabili. Nelle indagini emerge un amore travolgente tra un “nemico della patria” tedesco e una donna italiana la quale sente su di sé la vergogna di una duplice tradimento: quello verso il marito, per aver amato un altro uomo al di fuori del matrimonio e quello nei confronti del proprio Paese, innamorandosi del nemico invasore.
De Luca, nel dipanare questo mistero, si trova di fronte Sandra, una donna tormentata, impaurita e addolorata e non può che provare tenerezza per lei e per coloro che si sentono sopraffatti da una guerra che certo non hanno chiesto e da un invasore violento e costantemente minaccioso.
La soluzione del delitto non è la più prevedibile, ma, anzi, costringe il lettore ad interrogativi senza risposta su chi siano le persone con la divisa del nemico: bestie da circo ammaestrate o esseri umani costretti ad un ruolo imposto dalla politica, i cui sentimenti vanno al di là di ogni regola?
L’atmosfera del romanzo è piena di tensione, dolore, sospetto e, da lettore, si ha l’impressione, nel corso del tempo, di stare sulla spalla del commissario mentre cammina per le strade di Bologna in quelle serate gelide e brumose, tra palazzi crollati come denti mancanti, camionette militari, profughi ammassati agli angoli delle strade e un invasore che sembra non volersene andare mai.