14/FEB/2024Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Bologna da impazzire, Viola distrutta nel derby: 2-0 da Champions

La grande bellezza rossoblù.

Lezione di calcio in piena regola del Bologna, che nobilita il suo cammino incastonando una perla pregiata alla collezione. Fiorentina senza scampo al Dall'Ara nel recupero infrasettimanale: derby a senso unico dall'inizio al novantesimo, basti pensare che il 2-0 finale è persino benevolo per la truppa di Italiano. Apre Orsolini dopo pochi minuti, archivia la pratica Odgaard all'ultimo giro di lancette: ma è in mezzo che si consuma un dominio totale, asfissiante, indiscutibile. La Viola esce a pezzi dal fortino rossoblù, come da copione stagionale per chi si trova a transitare all'ombra di San Luca: nove vittorie nelle ultime dieci, da fine settembre a oggi solo il Genoa è tornato a casa indenne. Numeri pazzeschi, più da scudetto che da lotta per l'Europa. Nominare genericamente l'Europa è persino riduttivo per questo Bologna capolavoro: sì, con l'aggancio all'Atalanta quarta e un piccolo divario che viene a crearsi con le inseguitrici, è caccia aperta alla Champions League. Sorrisi e brividi, al sol pensiero. Ma la banda del guru Thiago Motta viaggia che è una meraviglia: con applicazione, qualità, passione, leggerezza. Cocktail che non ammette limiti. E nel frattempo l'Appennino si colora di rossoblù.

Nessuna concessione al romanticismo di San Valentino: Bologna e Fiorentina si guardano in cagnesco, alla consueta rivalità da derby si aggiunge il pepe del testa a testa in chiave Europa. Bivio cerchiato in rosso, al Dall'Ara. Chi vince protocolla ufficialmente la candidatura per partecipare alla prossima Champions. Scusate se è poco, per le vicine d'Appennino. Per i ragazzi di Thiago Motta i viola rappresentano una sorta di nemesi: due sconfitte su due in stagione, tra andata in campionato e quarti di Coppa Italia. Entrambe beffarde e immeritate: proprio per questo, dolorosissime. Zirkzee prova a cancellare il muso lungo esibito domenica scorsa dopo il cambio con Odgaard e guida la riscossa rossoblù, Italiano oppone ai riccioli dell'olandese la cresta nuovamente alta del Gallo Belotti reduce da primo goal fiorentino al Frosinone. Impegno infrasettimanale fa rima con turnover, di solito. Thiago ne attinge a piccole dosi, rispolverando Aebischer al posto di Fabbian: più equilibrio e meno spregiudicatezza. Novità anche tra i pali, dove riappare Ravaglia al posto di Skorupski. Calafiori recupera dalla botta rimediata nel finale del match col Lecce ma lascia il posto a Lucumì al fianco di Beukema. La squalifica di Martinez Quarta spalanca invece la porta al ritorno di Ranieri come partner di Milenkovic nella difesa della Fiorentina; si rivede dal 1' anche Bonaventura sulla trequarti, panchina iniziale per Beltran. L'uragano rossoblù si abbatte subito sui viola, un ispiratissimo Orsolini prima fa le prove generali e poi trasforma il prato del Dall'Ara in un biliardo. La sventagliata coi fiocchi di Ferguson è gustoso antipasto, ma il n°7 aggiunge piatti gourmet e champagne: rientro secco su Biraghi e stoccata raffinata all'angolino, con Terracciano impotente. Doppia cifra ad un passo per l'Orso capocannoniere, letteralmente on fire. Tanto che la doppietta sarebbe dietro l'angolo già nel primo tempo, ma un fuorigioco millimetrico dell'interventista Posch vanifica la sua punizione intrisa di veleno. Sospirone per Italiano, disperso nel deserto tecnico viola ma miracolosamente in vita alla fine di una frazione a dir poco dispari, in cui solo un sinistro fuori misura di Mandragora crea qualche turbamento a Ravaglia. Tra le due contendenti emerge un abisso che tocca ogni aspetto e che si potrebbe riassumere in un aggettivo: epocale. Di fronte ad un Bologna fluido, sgusciante, che moltiplica soluzioni, che alza i difensori e abbassa il centravanti seguendo linee guida moderne, codificate ma enigmatiche per l'avversario c'è una Fiorentina impaurita, rintanata in venti metri oltre l'area di Terracciano, con un attaccante centrale (Belotti) prigioniero della diga Beukema-Lucumì e che fa quasi tenerezza per come attende invano -piantato là davanti- un cross o anche solo un pallone giocabile. Balla un'era geologica, tra le due interpretazioni. Si vede a occhio nudo.

Italiano conta nel break per spezzare l'inerzia, ma quando si riaprono le ostilità la musica non cambia. Anzi: è alta marea rossoblù. Zirkzee lanciato in porta da Aebischer sceglie la soluzione di fino in pallonetto (esagerato!) e Kayode salva proprio sulla linea di porta. Scatta allora il turno di Ferguson, dominatore incontrastato di centrocampo e partita. Lo scozzese dispone di un paio di marce in più rispetto a colleghi e dirimpettai, il goal sarebbe il bollino di qualità sulla sua prestazione sontuosa però Terracciano respinge l'inzuccata a colpo sicuro su assist di Orsolini. Ruoli invertiti rispetto all'1-0 ma indice di pericolosità rossoblù che non accenna a calare, con la preziosa collaborazione di un Saelemaekers finalmente pimpante e continuo come nei giorni migliori milanisti. La Fiorentina ha giusto un sussulto a metà tempo, quando Italiano sgancia prima Beltran e poi Nzola per Bonaventura e Nico Gonzalez (entrambi quasi irriconoscibili). In una serata così mesta, la Viola tenta il piano più vecchio del mondo: ammassare attaccanti e palloni nell'area del Bologna, nella speranza di una mischia vincente. L'unica parata di Ravaglia si registra però su punizione insidiosa di Biraghi, mentre la successiva e piuttosto fortuita combinazione aerea tra Beltran e Nzola si perde di poco a lato. La supremazia rossoblù non trova tuttavia un degno coronamento, Thiago nota piccoli cali qua e là e si volta verso la panchina. Fabbian per Aebischer è inno al coraggio e volontà di continuare ad attaccare, Ndoye per Orsolini mescola necessità fisiche e letture tattiche: con una Fiorentina così sbilanciata con quattro punte in campo contemporaneamente, la velocità dell'ala svizzera può far sfracelli. Per informazioni, citofonare Inter. La chiusura dei conti spetta invece ad altri due subentrati: Lykogiannis e Odgaard. Minuto 95, la fuga a sinistra con cross dell'esterno greco è un invito a nozze per l'attaccante danese, subentrato da pochi minuti a Zirkzee. Tocco spietato per il suo secondo centro consecutivo e ravvicinato, popolo rossoblù che esplode in un vortice di entusiasmo e cori, vittoria in cassaforte. Mentre sogna la celebre musichetta delle notti europee più prestigiose, il Dall'Ara chiede una mano ai suoi altoparlanti: Cesare Cremonini e Lucio Dalla, a tutto volume e in successione. Potrebbe andare peggio, ecco.

 

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

BOLOGNA (4-2-3-1)

Ravaglia 6; Posch 6.5, Beukema 7, Lucumì 7, Kristiansen 7 (88' Calafiori s.v.); Aebischer 6.5 (70' Fabbian 6.5), Freuler 6.5; Orsolini 8 (79' Ndoye 6), Ferguson 8, Saelemaekers 7 (79' Lykogiannis 6.5); Zirkzee 6 (88' Odgaard 7).  all.: Thiago Motta 8

 

FIORENTINA (4-2-3-1, dal 71' 4-2-4)

Terracciano 6; Kayode 5, Milenkovic 5.5, Ranieri 6, Biraghi 4; Arthur 6 (83' Maxime Lopez s.v.), Mandragora 5 (83' Duncan s.v.); Ikoné 5, Bonaventura 5 (56' Beltran 6), Nico Gonzalez 4.5 (71' Nzola 5.5); Belotti 4.5.  all.: Italiano 5

 

BOLOGNA-FIORENTINA 2-0 (12' Orsolini; 90+5' Odgaard)

 

Francesco Piggioli

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