30/APR/2023Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Bologna, pareggio chic: anche la Juve si ferma al Dall'Ara

Alt, non si passa.

La legge del Dall'Ara non risparmia neppure la Juventus, stoppata sull'uno a uno. Dopo Inter, Lazio e Milan, un'altra big deve abbandonare i propositi di colpaccio all'ombra delle Due Torri. E' la collezione esclusiva del Bologna di Thiago Motta, capace di uscire indenne da una notte piena di opportunità ma anche di rischi. Come sempre quando di fronte c'è la Juve, pur in versione sottotono rispetto agli anni migliori e decisa a lasciarsi alle spalle un aprile disastroso. Il rigore di Orsolini regala lo scatto e l'illusione, il pari di Milik sigilla un pareggio giusto per quanto visto sul rettangolo verde. Ma ovazioni e tributi sono da riservare in esclusiva a Skorupski, fondamentale più che decisivo con almeno quattro parate superlative per scolpire in marmo un risultato di pregio che aiuta a dimenticare Verona.

Ventinove novembre 1998: è la data dell'ultima vittoria del Bologna al Dall'Ara contro la Vecchia Signora. In Italia si pagava in lire e a Palazzo Chigi si era appena insediato Massimo D'Alema, mentre il Presidente degli Stati Uniti era Bill Clinton. Il secco 3-0 firmato da Paramatti, Signori e Fontolan si colloca dunque in uno scenario quasi preistorico e sul fronte rossoblù necessita di urgente sequel, a maggior ragione dopo la brusca frenata di Verona. Non è ovviamente d'accordo Max Allegri, bisognoso di imprimere una sterzata al finale di stagione della sua Juve reduce da tre sconfitte di fila in campionato e dalla dolorosa eliminazione in semifinale di Coppa Italia per mano dell'Inter. Occasione comunque appetitosa per i bianconeri, che vincendo conquisterebbero il secondo posto solitario, al netto dei futuri verdetti della giustizia sportiva. Sotto gli occhi di Joey Saputo e di un Dall'Ara ancora una volta con l'abito buono del tutto esaurito, Thiago Motta conferma le premesse della vigilia e lucida Ferguson come esterno alto a sinistra, con Barrow riferimento centrale al posto di Zirkzee e Orsolini di nuovo padrone della fascia destra. Il tridente sperimentale libera un posto a centrocampo e consente di infarcire di palleggiatori la terra di mezzo: Schouten perno, Dominguez e Moro mezzali. Allegri rinuncia invece all'acciaccato Di Maria e piazza Milik nel cuore dell'attacco con Chiesa inizialmente più seconda punta che esterno; l'incursore Rabiot stringe i denti ed è regolarmente al suo posto. In difesa, Bremer beneficia di un turno di riposo: davanti a Szczesny ancora fiducia a Gatti. Sulla carta è 3-5-2, ma attenzione in particolare alla mobilità di Kostic e Cuadrado che può garantire il passaggio ad un modulo speculare rispetto ai rossoblù: alzando il primo e abbassando il secondo, ecco sembianze di 4-3-3. Probabile un'alternanza costante di situazioni. Pronti via, è subito giallo in area bianconera. Minuto otto, Danilo sgambetta Orsolini ma il sig.Sozza non ha a disposizione il monitor per problemi tecnici; lungo conciliabolo, la sentenza arriva direttamente dalla sede centrale VAR: rigore netto e insindacabile. Sul dischetto si presenta proprio l'Orso, che spiazza Szczesny e si prende in un colpo solo vantaggio più scettro della classifica cannonieri rossoblù: con nove centri, il sorpasso sul lungodegente Arnautovic è realtà. Fregata dopo un discreto approccio, la Juve ci mette un po' a reagire a dovere. Trascorrono minuti tranquilli per Thiago Motta, con il Bologna bravo ad amministrare. Nella parte centrale sale però la marea bianconera, per i rossoblù arriva il momento della sofferenza. A prendersi palcoscenico e riflettori è allora un Lukasz Skorupski a dir poco monumentale. La pronta risposta alla girata volante di Milik e il doppio, clamoroso miracolo ravvicinato su Fagioli sono solo gli antipasti misti del menù servito dal portiere polacco, che alla mezzora sforna la grande portata della casa: rigore per la Juve causa intervento maldestro di Lucumì su Milik proprio sulla linea bianca dell'area, dagli undici metri il guardiano della porta rossoblù ipnotizza il connazionale e salva l'1-0. Dall'Ara in visibilio aggrappato alle mani di super Skoru, guida di una resistenza che si protrae fino all'intervallo. Dominguez e compagni annaspano, ma in chiusura trovano il modo di spaventare Szczesny con il diagonale avvelenato di un Barrow finalmente su buoni livelli.

Bologna sul pezzo, ma le maglie centrali tra mediana e difesa sono troppo larghe. Anche sul palleggio, qualcosa da rivedere. Thiago Motta prova ad oliare meccanismi e scalate mentre Allegri rompe gli indugi e dopo dieci minuti mosci di secondo tempo opta per un doppio cambio, dando fiducia ai giovanissimi Soulé e Iling-Junior: coppia di 2003 per l'assalto di Madame, fuori Fagioli e Kostic. Mossa che paga subito, visto che dalla prima sgommata a sinistra del neoentrato Iling nasce il riscatto di Milik: carambola in area rossoblù, respinta così così di Posch e il sinistro in diagonale del panzer polacco non lascia scampo a Skorupski. La Juve sulle ali dell'entusiasmo vede all'orizzonte il ribaltone, devastante l'impatto di Iling-Junior sulla partita: la baby ala di Allegri si libera centralmente ma sbaglia mira sul più bello. Per Thiago Motta sono di nuovo tempi duri. Arrivano le sostituzioni anche sul fronte rossoblù, un attimo dopo l'occasione non sfruttata da Posch su cross lungo di Moro. Cambiaso e Zirkzee rilevano rispettivamente l'ammonito Kyriakopoulos (era in diffida, niente Empoli) e Dominguez, con effetti a cascata sull'assetto dalla cintola in su. Ferguson arretra a centrocampo, Barrow trasloca a sinistra: ora là davanti c'è un centravanti autentico, anticipato di un soffio da Szczesny sulla prima fiammata rossoblù di tutta la ripresa. Zirkzee sembra in palla, ecco subito un altro tentativo con la sua firma ma Szczesny spranga ancora la porta. Gara ora aperta e avvincente: a sensazione, chi piazza lo scatto giusto mette le mani sul malloppo. Il Bologna non vuole tuttavia perdere equilibri preziosi nel finale, l'ingresso di Aebischer e Medel va letto proprio in questo senso. Sulla sponda avversaria, Allegri rilancia Vlahovic in attacco e Paredes in mezzo. Ultime curve da potenziale jolly per entrambe: prima il tocco felpato di Aebischer scavalca l'uscita bassa di Szczesny ma non trova lo specchio per questione di centimetri, poi Soulé cestina il pallone del sorpasso sugli sviluppi di un'azione caotica nell'area rossoblù. La reattività di Szczesny sull'incursione di Cambiaso evita la beffa alla Juve e fa scorrere i titoli di coda. In fin dei conti, un punto per uno che non fa male a nessuno.

 

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

BOLOGNA (4-3-3)

Skorupski 8; Posch 5.5 (87' De Silvestri s.v.), Soumaoro 6.5, Lucumì 5.5, Kyriakopoulos 6 (67' Cambiaso 6.5); Moro 5.5 (82' Medel s.v.), Schouten 6.5, Dominguez 6 (67' Zirkzee 6); Orsolini 7, Barrow 6.5, Ferguson 6 (82' Aebischer 6).  all.: Thiago Motta 6.5

 

JUVENTUS (3-5-2)

Szczesny 6.5; Gatti 6.5, Danilo 5, Alex Sandro 6; Cuadrado 6.5, Fagioli 5 (57' Soulé 5), Locatelli 5.5 (83' Paredes s.v.), Rabiot 5.5, Kostic 6 (57' Iling-Junior 7); Chiesa 5.5 (70' Miretti 6), Milik 6 (83' Vlahovic s.v.).  all.: Allegri 6

 

BOLOGNA-JUVENTUS 1-1 (10' Orsolini rig.; 60' Milik)

 

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