27/GEN/2024Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Bologna, punto d'oro a San Siro! Zirkzee e Orsolini fermano il Milan

Sorpassi, controsorpassi, rimonte e polemiche.

Il Bologna esce indenne dalla notte controversa di San Siro e si conferma a suo agio negli appuntamenti di gala. Apre Zirkzee, chiude Orsolini su rigore: in mezzo, la doppietta di Loftus-Cheek illude il Milan di una rimonta con vista potenziale sullo scudetto. Serviva un segnale forte, specie in trasferta, dopo i due tonfi di Udine e Cagliari; i rossoblù lo danno, confermando di avere valori morali e tecnici per stare lassù, all'altezza dei sogni. Thiago Motta può incartare questo pareggio con moderata soddisfazione, anche se al tecnico italo-brasiliano (espulso in chiusura di primo tempo) la direzione di gara del sig.Massa non è proprio andata giù. Come dargli torto: il primo dei due rigori concessi al Milan, poi parato da Skorupski a Giroud, grida davvero vendetta e va ad appesantire ulteriormente l'insostenibile fardello dei torti arbitrali subiti da inizio campionato. Orrore ininfluente, una volta tanto: ma pur sempre orrore. Ad inquietare è piuttosto la tendenza. Non ci siamo, proprio no.

Alla luce delle difficoltà manifestate contro avversari di ceto medio-basso nell'ultimo trittico avaro di soddisfazioni e di punti, al Bologna viene quasi da strizzare l'occhio al calendario: quando sfida la nobiltà -si sa- di solito la truppa di Thiago Motta offre il meglio di sé. E poi si gioca a San Siro, teatro di due tra le prestazioni più roboanti della prima parte di stagione rossoblù: pareggio in campionato e vittoria in Coppa Italia, sempre in rimonta. Peccato che di fronte in entrambe le circostanze ci fosse l'Inter (di cui il Bologna è ormai bestia nera conclamata), mentre stavolta tocca al Milan che al contrario non conosce sconfitta contro i rossoblù dal lontanissimo 2016: un'Epifania di gloria firmata Giaccherini. E chi vorrebbe raccogliere il testimone dopo lunga attesa se non il rientrante Joshua Zirkzee? Questione di par condicio, se non altro: dopo aver illuminato la scena per due volte contro l'Inter, nel mirino ci sarebbe quel Diavolo segnalato proprio sulle tracce sue e di mister Thiago Motta in vista della prossima stagione. Il Milan dell'ex Pioli non è proprio il cliente ideale in cui imbattersi in questo momento, almeno sulla carta: serie positiva di quattro vittorie di fila, fiducia ritrovata dopo una chiusura di 2023 non all'altezza e più di uno sguardo rivolto alla coppia di testa Inter-Juve chiamata a sfidarsi tra una settimana esatta. Il margine per rientrare in corsa, insomma, pare esserci. Anche il Bologna è però obbligato a rispondere presente, perché la concorrenza corre e un altro passo falso comporterebbe un ulteriore allontanamento dalla zona Europa. Se Pioli si affida all'undici atteso con Pulisic e Leao a supporto dell'eterno Giroud più Loftus-Cheek incursore neppure troppo mascherato nel consueto 4-2-3-1, Thiago sorprende un po' infarcendo la formazione di centrocampisti. Né il grande ex Saelemaekers né il recuperato Karlsson scoppiano di salute: scatta allora la panchina per entrambi, le fasce vengono assegnate a Urbanski e Fabbian che non nascono esterni di ruolo. Ferguson parte a fari spenti dalle retrovie in quello che assomiglia inizialmente ad un 4-1-4-1 con Freuler vertice basso e Aebischer incollato ad Adli, in difesa Posch è squalificato e allora tocca al veterano De Silvestri incrociare i tacchetti con lo spauracchio Leao. Aspettando l'attesissimo Santiago Castro (arrivo previsto tra un paio di settimane), prima convocazione per il neoacquisto Mihajlo Ilic. Zirkzee prende per mano da subito il Bologna, che nel quarto d'ora iniziale macina un calcio di qualità lasciando poco possesso al Milan. Baricentro alto, pressing già a partire dalla trequarti, duelli vinti: la ricetta rossoblù funziona e il Diavolo deve aspettare il primo guizzo di Leao per entrare in partita. Pioli teme il famigerato break del Bologna, capace di portare tanti uomini in area quando si distende in campo aperto. Lo ha dichiarato alla vigilia e i fatti gli danno ragione: vedi azione del vantaggio, alla mezzora. Ci prova invano Fabbian in area, Urbanski raccoglie e appoggia per Calafiori: tentativi respinti in mischia, poi il pallone giunge nella disponibilità di Zirkzee che da un angolo proibitivo indirizza sotto le gambe di Maignan e insacca. Coraggio e qualità per l'ottavo goal del suo campionato, il Bologna si aggrappa di nuovo al totem col 9 sulla schiena. Partita che si mette bene per i rossoblù, quand'ecco che entra in scena il sig.Massa: rigore farlocco assegnato al Milan per contatto davvero minimal tra Ferguson e Kjaer, un VAR pilatesco conferma. Memore dell'infinità di danni subiti, Thiago Motta esplode a bordo campo e si becca il rosso. Giustizia appollaiata così sulle spalle larghe di Skorupski, che ipnotizza Giroud dal dischetto e congela il vantaggio. Il match si incattivisce, Massa è costretto ad armarsi di cartellini per placare gli animi. Ma quando il Bologna vede ormai all'orizzonte il traguardo dell'intervallo, il Milan trova il pareggio con la zampata di Loftus-Cheek su cross basso da destra di Calabria. Dirige i lavori Pulisic, architetto dell'azione. Beffa in piena regola.

I rimpianti amari del Bologna si estendono anche all'inizio di ripresa. Pronti via, invito dalla fascia per Zirkzee che elude la marcatura rivedibile di Kjaer col controllo ma dal cuore dell'area piccola spara alle stelle. Mani tra i riccioli per l'olandese e rossoblù che comunque mandano segnali incoraggianti. La gara schizza tuttavia senza un vero e proprio padrone, aperta ad ogni esito. Il solito Zirkzee tiene in apprensione da solo tutta la retroguardia rossonera, ma i lampi in questa fase sono di stampo milanista: il tiro da fuori di Reijnders si stampa sul palo, poi Leao non trova la deviazione vincente da distanza ravvicinata. Tempo di primi cambi: Florenzi, Musah e Jovic sono i volti nuovi in casa Milan, mentre Moro e Saelemaekers (applauditissimo dal suo vecchio pubblico) rilevano Aebischer e Urbanski sulla sponda rossoblù. Potenziale svolta decisiva a un quarto d'ora dalla fine, quando Leao si fionda nel fianco sguarnito della difesa del Bologna e dopo aver evitato un paio di tentativi di abbattimento viene steso da Beukema sullo zerbino dell'area. Rigore stavolta solare. Con Giroud fuori dai giochi, tocca a Theo Hernandez. Altro giro, altro flop: palo pieno e il Bologna ringrazia. L'ingresso di Orsolini per lo sfinito Fabbian significa che Motta fa un pensierino ai tre punti, ma il sogno svanisce in men che non si dica. Come nel primo tempo, fatale lo sfondamento del Milan sul lato sinistro della trincea rossoblù; come nel primo tempo, a colpire è Loftus-Cheek tramite abituale inserimento. Non indimenticabile il tentativo di replica di Skorupski, anche se va detto che l'incornata del corazziere rossonero è davvero potente e ravvicinata. Sembra finita, i titoli di coda si preparano a scorrere. Ma guai a sottovalutare il cuore del Bologna. Ultimi assalti, Orsolini fila via a destra e serve a centro area dove il neoentrato Terracciano trattiene vistosamente Kristiansen pronto al tap in. Il sig.Massa corre al monitor, richiamato dal VAR: terzo rigore della serata. Orsolini non ne vuole sapere delle ragioni di Zirkzee, si tiene stretto il pallone e lo deposita alle spalle di Maignan. Due a due, in coda ad una serata che più pazza non si può. Il Bologna c'è e batte un colpo.

 

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

MILAN (4-2-3-1)

Maignan 6; Calabria 6.5 (59' Florenzi 6.5), Kjaer 5.5, Gabbia 6, Hernandez 5; Adli 5 (59' Musah 6), Reijnders 6.5; Pulisic 6.5 (87' Terracciano 5), Loftus-Cheek 8, Leao 6.5 (87' Okafor s.v.); Giroud 5 (59' Jovic 5.5).  all.: Pioli 6

 

BOLOGNA (4-1-4-1)

Skorupski 6.5; De Silvestri 6 (82' Lucumì s.v.), Beukema 5.5, Calafiori 6.5, Kristiansen 6; Freuler 6.5; Fabbian 6 (82' Orsolini 7), Ferguson 6, Aebischer 6 (67' Moro 6), Urbanski 5.5 (67' Saelemaekers 5); Zirkzee 7.  all.: Thiago Motta 6.5

 

MILAN-BOLOGNA 2-2 (29' Zirkzee, 45' Loftus-Cheek; 83' Loftus-Cheek, 90+2' Orsolini rigore)

 

Francesco Piggioli

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