12/NOV/2023Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Bologna, sconfitta e rimpianti: il derby è viola, ma a Thiago manca un rigore

Tasche vuote, ma testa altissima.

Il Bologna torna a bere l'amaro calice della sconfitta dopo tempo immemore e tra mille rimpianti. L'imbattibilità di Thiago Motta cade dopo quasi tre mesi, in modo doloroso. In un derby vero, acceso, fiammeggiante come classifica e ambizioni impongono. E con le ormai croniche, insopportabili recriminazioni verso l'arbitraggio di turno: nel festival del rigore del Franchi (assegnato un penalty a testa), la sensazione molto più che strisciante è che ai rossoblù ne manchi uno, per fallo di Arthur ai danni di Saelemaekers sul 2-1 a metà ripresa. Il sig.Maresca va davanti al monitor a vedere e rivedere, poi con grande stupore generale decide di lasciar correre come se nulla fosse: quasi un unicum nazionale, nella totalità di queste prime dodici giornate. Nulla di nuovo sotto il sole rossoblù, insomma. Bonaventura e Nico Gonzalez vanificano allora il momentaneo 1-1 di Zirkzee, Thiago Motta torna a casa senza punti ma con la certezza di avere tra le mani una macchina attrezzata e pronta ad ambire. Già il pareggio sarebbe andato stretto, figurarsi questo k.o. che significa sorpasso della Fiorentina prima della sosta.

Dalle vette dell'Appennino si vede chiara e nitida l'Europa. E' derby d'alta quota al Franchi: più scontro diretto di così, non si può. Fiorentina e Bologna arrivano al sentitissimo appuntamento con stati d'animo opposti, perché i viola devono interrompere la striscia negativa di tre sconfitte di fila senza segnare mentre i rossoblù imbattuti da fine agosto sfoggiano in bella vista lo scalpo della Lazio. Ad Italiano servono come il pane i tre punti, che garantirebbero il sorpasso proprio ai danni di un Thiago Motta viceversa deciso ad aggiungere altri mattoncini alle robuste fondamenta del sogno bolognese. Al tavolo delle grandi i posti a sedere sono pochi, contesi, riservati: i duellanti odierni lotteranno a lungo, per non dire fino alla fine, per ottenere il pass. E' svolta contro continuità, ma per il Bologna si annuncia l'ennesimo esame di maturità; un rientro con risultato positivo anche da Firenze sarebbe il bollino di qualità sul nuovo status rossoblù. A pensarci bene, alla torta cucinata da Thiago Motta manca giusto la ciliegina del primo successo in trasferta. E lo storico tabù del Franchi è già caduto nella scorsa stagione, grazie all'1-2 firmato da Orsolini e da Posch. Nessuna modifica sostanziale all'assetto dell'ultimo periodo, l'unica novità rispetto alla Lazio è Kristiansen preferito a Lykogiannis. Sperava in una maglia da titolare Ndoye, costretto invece ad accontentarsi ancora una volta di un contributo in corso d'opera: Orsolini e Saelemaekers ora come ora non si toccano. Fuori causa Karlsson, a fermarlo è una lesione al collaterale mediale del ginocchio destro riportata in allenamento: a sensazione, si rivedrà solo nel 2024. Nico Gonzalez e Bonaventura rappresentano le certezze offensive di Italiano, che sceglie Kouamé come esterno sinistro e non avendo a disposizione l'acciaccato Beltran è per certi versi costretto a confermare Nzola nel cuore dell'attacco. Incrocio particolare per il puntero angolano, che ai tempi dello Spezia ebbe qualche screzio (eufemismo) con Thiago Motta: stimolo extra nella sua caccia al secondo goal consecutivo dopo il rigore decisivo in Conference League. Si respira aria da derby, fin da subito. Match vivo, intenso e pieno di elettricità dalle battute iniziali. Meglio la Fiorentina nel primo quarto d'ora, lo splendido vantaggio di Bonaventura con guizzo pianificato in area e collaborazione della traversa sublima una piena superiorità in questa fase. Il Bologna però non è squadra che si squaglia alla prima difficoltà, anzi. Incassato il colpo, la truppa di Thiago Motta si scuote e avvia la collezione di occasioni: il solito sinistro a giro di Orsolini sibila a fil di palo, seguito a ruota dalla capocciata di Ferguson su invito di Posch. Ad aggiustare le cose provvede un giallo in area viola, inizialmente non identificato dal sig.Maresca: su angolo da destra, Calafiori sfiora soltanto e Parisi impatta col pugno chiuso. Revisione VAR d'obbligo per un rigore indiscutibile. Sul dischetto tutti aspettano lo specialista Orsolini: e invece si presenta Zirkzee, che spiazza con freddezza Terracciano e autografa il pareggio. L'esultanza con mitraglietta spianata sotto la curva che fu di Gabriel Omar Batistuta è un atto non proprio gradito dal catino viola: lesa maestà o sfacciata consapevolezza? Più la seconda, via. A quel punto, è inversione netta. La partita cambia padrone, il Bologna trascinato proprio dalle giocate eccelse del buon Joshua inizia a prendere confidenza con l'area viola. E per ben due volte Saelemaekers si ritrova sui piedi il pallone del ribaltone, invano: mira sballata prima, Terracciano decisivo poi. Il bis lo firmerebbe allora Orsolini proprio in chiusura di un tempo decisamente infuocato, ma il leggero fuorigioco dell'esterno ascolano sul suggerimento di Ferguson vanifica il sorpasso. A conti fatti, il sospirone di sollievo all'intervallo lo tira Italiano.

Non a caso la Fiorentina esce dagli spogliatoi con due novità, nella manifesta intenzione di aggiustare qualcosa. Ranieri e Ikoné rilevano Parisi e Nzola, con Kouamé centravanti e Nico Gonzalez chiamato al trasloco a sinistra. Ancora una volta, lo scatto dai blocchi viola è vincente. Frittatona in area di Kristiansen, che strattona vistosamente il neoentrato Ikoné: anche in questo caso, rigore sacrosanto. L'infallibile Nico Gonzalez ipnotizza Skorupski e spedisce all'angolino il pallone del 2-1, per il Bologna è vera beffa vista la quantità di chance non sfruttate. Anche stavolta, tuttavia, la riscossa sarebbe immediata. Difesa viola incapace di compattarsi, al primo affondo rossoblù si apre una voragine sul lato sinistro che Orsolini è bravo a sfruttare per anticipare Terracciano. Dietro l'angolo ci sarebbe il terzo penalty di giornata, ma continuano i litigi tra Orso e il fuorigioco: posizione di partenza irregolare, la Fiorentina ringrazia. Altro giro, altro episodio a dir poco dubbio. Saelemaekers s'incunea in area e allarga la gamba per anticipare il ritorno di Arthur, che lo tampona. Il sig.Maresca si ripresenta davanti al monitor, ma sceglie di graziare l'ex Juve: decisione assai controversa, il rigore poteva starci eccome. E il Bologna conferma lo scarso feeling con gli arbitri, in questo primo scorcio. Arriva il momento dei cambi anche in casa rossoblù, nel giro di cinque minuti Thiago mette mano a tutti i reparti. Ndoye e Moro aggiungono gamba e idee da metà campo in su, Lucumì e Lykogiannis modificano il volto della difesa con Beukema che scala terzino. Zirkzee e Ferguson testano i riflessi dell'ottimo Terracciano, il Bologna preme con decisione e strameriterebbe il 2-2 mentre la Fiorentina arranca, con le fatiche di coppa che iniziano a farsi sentire. La chance più propizia scende però al tramonto sul destro del neoentrato Van Hooijdonk, beneficiario di rimpallo ultra favorevole in area: girata frettolosa e difettosa, i piani del Bologna evaporano del tutto lì. Sipario atroce.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

FIORENTINA (4-2-3-1)

Terracciano 6.5; Parisi 5 (46' Ranieri 6), Milenkovic 5.5, Martinez Quarta 5, Biraghi 6 (88' Comuzzo s.v.); Arthur 6 (78' Maxime Lopez 6), Duncan 5; Nico Gonzalez 7, Bonaventura 7 (90+2' Mina s.v.), Kouamé 6; Nzola 5.5 (46' Ikoné 6.5). all.: Italiano 6.5

 

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6; Posch 6 (76' Lucumì 6), Beukema 6, Calafiori 7, Kristiansen 5 (76' Lykogiannis 5.5); Aebischer 6, Freuler 5.5 (70' Moro 6); Orsolini 6.5 (70' Ndoye 6), Ferguson 6.5, Saelemaekers 5; Zirkzee 7 (83' Van Hooijdonk 5.5).  all.: Thiago Motta 6.5

 

FIORENTINA-BOLOGNA 2-1 (17' Bonaventura, 33' Zirkzee rigore; 49' Nico Gonzalez rigore)

 

Francesco Piggioli

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