22/APR/2024Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Bologna, troppo bello per essere vero! Thiago sbanca Roma e vede la Champions

E' la sera dei miracoli, fai attenzione.

L'avviso l'aveva lanciato nell'aria, il buon vecchio Lucio. De Rossi forse non ci ha badato troppo: chissà. Ma a sensazione sarebbe cambiato poco. E' lezione di calcio, forte e chiara. Senza se e senza ma. Nello scontro che più diretto non si può dell'Olimpico, il Bologna non si limita a giocare la partita perfetta. O meglio: non solo. Srotola un manifesto di calcio, in tutta la sua bellezza e in tutta la sua purezza. Tiene in pugno la gara dal primo all'ultimo istante, ignorando bellamente caratura e stato di forma dell'avversario. Con qualità, carattere, faccia tosta. Ed esce a riveder le stelle. Pardon, la Champions. Più sette sulla Roma e più otto sull'Atalanta, entrambe travolte tanto all'andata quanto al ritorno: hanno una partita in meno, ma anche una bella montagna da scalare. El Azzouzi, Zirkzee e Saelemaekers scolpiscono i loro nomi sul grande libro della storia. In una notte del genere, quasi un dettaglio. Come la rete della flebile speranza giallorossa di Azmoun. Fuor di retorica questo è davvero trionfo collettivo, sublimato dall'immancabile eroe che non ti aspetti: Oussama El Azzouzi, professione mediano di rottura, preziosa seconda linea. Non giocava dall'inizio da febbraio: viene a mancare un totem come Ferguson e lui si prende tutto. Rovesciata, goal e assist miscelati in una prova da incorniciare. Una definizione del Bologna di Thiago Motta? Eccola qui.

Da queste parti, proprio sessant'anni fa, il Bologna si cuciva sul petto il settimo e ultimo scudetto. Oggi, gioca la partita più chic dell'ultimo ventennio. Corsi e ricorsi storici di pregio, a testimonianza del filo d'oro che lega i rossoblù alla Capitale. Non poteva che passare ancora da Roma, il sentiero dei sogni. E' il vero bivio del finale di campionato e il Bologna ci arriva con più di tremila tifosi al seguito ma soprattutto con la consapevolezza di accarezzare una pagina di storia. Se tiene anche al cospetto della corazzata rimessa in sesto da Daniele De Rossi, il panorama diventa meraviglioso. Con ogni probabilità, irrimediabilmente meraviglioso. Thiago Motta non lo ammetterebbe neppure sotto tortura, ma in cuor suo sa di avere a disposizione due risultati su tre: se vincere significherebbe paradiso, pareggiare sarebbe molto più del purgatorio. Per ragioni di classifica, certo, ma anche perché di fronte c'è la squadra più in forma della Serie A, che dal cambio di allenatore ha perso solo contro l'Inter cannibale con la ciliegiona della semifinale di Europa League appena conquistata. Nel catino infuocato dell'Olimpico giallorosso, dove non vince né segna lo straccio di un goal dal roboante 2-3 del febbraio 2020, il Bologna inizia a sperimentare cosa significhi l'assenza di capitan Ferguson, operato in settimana al crociato e out almeno fino a novembre. Trattasi di autentica mazzata per Thiago, che un vero e proprio alter ego mica ce l'ha: per caratteristiche Fabbian si avvicinerebbe, ma come annunciato alla vigilia la scelta del sostituto non segue logiche di continuità. Largo infatti ai muscoli e alla corsa di El Azzouzi, che l'ultima da titolare la giocò proprio a Roma due mesi fa: goal e blitz a casa Lazio. Conoscendo Thiago, difficile ipotizzare un appiglio scaramantico. Il dato però resta. Aebischer e Freuler completano una mediana decisamente coriacea, mentre in difesa si rivede Calafiori ma a sinistra, nell'originario ruolo di terzino; in mezzo ci sono Beukema e Lucumì, l'escluso è Kristiansen. Novità anche sulle fasce, con Ndoye che scalza un po' a sorpresa Orsolini a destra e il rientrante Saelemaekers sul lato opposto. Al centro dell'attacco, come da copione, Joshua Zirkzee. A secco da inizio marzo, cerca un'altra giornata di gloria contro una big in trasferta: la specialità della casa. Per informazioni citofonare Inter, Milan, Lazio e Atalanta. Orfana di Lukaku come all'andata, la Roma si affida al talento sconfinato di Dybala e alla voglia di Abraham, alla prima da titolare dopo il lungo infortunio e pronto alla staffetta con Azmoun. De Rossi è atteso da un ciclo di ferro e vorrebbe iniziarlo col piede giusto, in attesa di recuperare giovedì i famigerati venti minuti finali della gara di Udine sospesa per il malore di Ndicka. A Pellegrini il compito di legare gioco e reparti, ad El Shaarawy tocca invece sdoppiarsi a sinistra. Ciak, si gira. Il primo tempo del Bologna non è calcio, ma cinema. Personalità, pulizia tecnica, lucidità, duttilità: c'è tutto ma proprio tutto. La Roma sgasa subito con El Shaarawy (destro alto), a metà tempo ruba un bel pallone in uscita con Paredes che però a tu per tu con Skorupski concede la grazia. Ma sono attimi, briciole, inezie. Il dominio è rossoblù, senza sosta. Il palleggio ordinato e sicuro dei ragazzi di Motta trova subito lo sbocco giusto, nel giro di neanche un quarto d'ora. Saelemaekers appoggia per Calafiori, il cross esce piuttosto banale e pare innocuo: ci pensa El Azzouzi a trasformarlo in un magnifico arcobaleno. Rovesciata chirurgica, palla che s'insacca con l'aiuto del palo sotto gli occhi di uno sbigottito Svilar. E il secondo timbro romano dell'amuleto marocchino diventa realtà. Roba da stropicciarsi gli occhi, come minimo. La Roma s'innervosisce, il clima si fa elettrico. I guizzi dei tenori rossoblù caricano di falli e di gialli la banda di De Rossi, Dybala non riesce ad accendersi e Abraham è condannato alla solitudine. Sul fronte opposto invece Ndoye fa vedere le streghe ad Angelino, mentre Saelemaekers su punizione sfiora il raddoppio con un'esecuzione sinisiana: traversa piena. Poco male, appuntamento solo rinviato. C'è ancora lo zampino di El Azzouzi, autore di una frazione alla Gerrard. Intelligentissima la sua sponda di petto in piena area a liberare Zirkzee, che non ci pensa troppo su: un caro saluto a Mancini nello stretto e tiro che fulmina Svilar. Apoteosi rossoblù, in curva ospiti volano gli abbracci: c'è da toccarsi a vicenda per convincersi di essere nella realtà. No, non siamo in un film.

La Roma si ritrova spalle al muro, non c'è alternativa ad un avvio di ripresa furente per provare a rientrare in partita dalla porta di servizio. El Shaarawy suona la carica con un siluro dal limite destinato in fondo al sacco su cui è fondamentale il sacrificio di Posch che ci mette letteralmente la faccia. Di lì a poco cannoneggia anche Paredes, trovando la respinta plastica di Skorupski. De Rossi nel frattempo rivolta la sua Roma come un calzino, spendendo un triplo cambio. Fuori entrambi i terzini, in costante balia delle ali di Motta: dentro Karsdorp e Spinazzola. In campo anche Azmoun al posto di un trasparente Abraham. Cambia in un amen l'inerzia e i giallorossi pescano subito il jolly proprio grazie alla caparbietà del neoentrato Azmoun, che riesce ad infilare Skorupski al terzo tentativo: non bastano due parate al portierone polacco per sventare il pericolo. Gara ora riaperta, Thiago predica calma e sangue freddo. La truppa obbedisce, come se nulla fosse. Con la flemma dei grandissimi. Si volta pagina. Altro giro, altra sinfonia. Freuler sradica il pallone dai piedi di Dybala a metà campo e innesca la poesia. Zirkzee assiste, Saelemaekers fugge in campo aperto: “cucchiaio” sfacciato nel regno che fu di un certo Francesco Totti. Lesa maestà, ma il Pupone capirà. Telecamere spietate, quelle che s'insinuano nella grande festa dei tifosi rossoblù: sì, ora qualche occhio pare decisamente lucido. Il resto è francamente punteggiatura, controllata con sapienza dal solidissimo Skorupski che respinge ogni soffio di vento. Entra Castro e per poco non autografa il poker: niente da fare, il fuorigioco obbliga a rimandare la sua prima volta. Kristiansen, Fabbian e il veterano De Silvestri si aggiungono nel finale all'abbuffata. De Rossi allarga le braccia, impotente e sconsolato. Troppo Bologna per essere vero, o almeno così sembra. Invece, è realtà.

 

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

ROMA (4-3-3)

Svilar 5.5; Celik 5 (52' Karsdorp 5), Llorente 4.5, Mancini 4, Angelino 4 (52' Spinazzola 6); Cristante 5 (85' Joao Costa s.v.), Paredes 4, Pellegrini 6; Dybala 5.5, Abraham 4.5 (52' Azmoun 6.5), El Shaarawy 5.5 (72' Baldanzi 5.5).  all.: De Rossi 5

 

BOLOGNA (4-1-4-1)

Skorupski 7.5; Posch 7.5 (80' De Silvestri s.v.), Beukema 7, Lucumì 7, Calafiori 7.5 (80' Kristiansen s.v.); Freuler 7.5; Ndoye 7.5 (80' Fabbian s.v.), Aebischer 7, El Azzouzi 8.5 (77' Urbanski s.v.), Saelemaekers 8; Zirkzee 8 (69' Castro 6.5).  all.: Thiago Motta 9

 

ROMA-BOLOGNA 1-3 (14' El Azzouzi, 45' Zirkzee; 56' Azmoun, 65' Saelemaekers)

 

Francesco Piggioli

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