27/AGO/2023Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Furto con scasso allo Stadium, Di Bello e Vlahovic stoppano l'impresa del Bologna

Amarezza rossoblù.

Ed è incredibile a dirsi, dopo un pareggio nella tana della Juventus. Il Bologna di Thiago Motta sembra creato appositamente per infrangere pronostici e verdetti già scritti. Parte bene, a tratti domina, va avanti con Ferguson, si vede negare un rigore solare a metà ripresa prima di subire l'1-1 di Vlahovic. Nonostante i lavori siano dichiaratamente in corso, nonostante manchino ancora all'appello tre titolari, nonostante il mercato aperto tolga certezze e riferimenti (vedi Dominguez). Il vascello rossoblù rimedia un punto, ma soprattutto un figurone tra le onde dell'Allianz Stadium: è il primo punto dell'anno, il mattoncino della ripartenza verso orizzonti nuovamente intriganti.

Altro giro, altro crash test per il Bologna in questo avvio reso a dir poco proibitivo dal calendario che dopo il Milan piazza un ostacolo come la Juventus sul suo cammino. Come se a Thiago Motta non bastassero fastidi e inconvenienti generati dalla giostra del calciomercato ancora in funzione. Prendiamo la formazione odierna, per avere un'idea delle ripercussioni: nell'undici titolare manca Nico Dominguez, probabilmente all'ultima uscita ufficiale in rossoblù. Motta rinuncia a malincuore al suo fedelissimo per eccellenza, ormai ad un passo dal Nottingham Forest; in attesa di nuovi acquisti nel reparto (l'ex atalantino Freuler sempre in pole), ad ereditarne le mansioni è Moro con Aebischer chiamato invece a compiti più di copertura. Si rivede dal 1' Orsolini, fresco di rinnovo fino al 2027 e forte di fascia di capitano al braccio; parte dalla panchina l'attesissimo Karlsson. Conferma per Ndoye a destra, Zirkzee si muove da vertice alto. Se il Bologna resta un cantiere aperto, la Juve può contare invece su molte più certezze. Formazione in linea con lo scorso campionato, le uniche novità arrivano dalle fasce dove Allegri ribadisce fiducia al figlio d'arte Weah e all'ex rossoblù Cambiaso, autentico uomo copertina all'esordio. Tra i pali Perin sostituisce l'acciaccato Szczesny mentre l'attacco vede ancora Chiesa vicino a Vlahovic, nell'intento di replicare la partenza lanciata di una settimana fa a Udine anche al debutto in uno Stadium tutto esaurito. In casa Juve si respira l'aria frizzante del riscatto dopo un biennio di vacche magre: a Posch e compagni l'incarico di provare a guastare la festa in una cornice che per il Bologna è quasi sempre stata tabù, come evidenzia l'unico punto conquistato nelle ultime dieci trasferte nella Torino bianconera. Missione impossibile, o giù di lì. Rossoblù quadrati e sul pezzo, l'inizio è incoraggiante. Thiago Motta punta sulla densità in mezzo al campo in fase di non possesso e contrariamente alle previsioni comincia con gli esterni sul rispettivo lato forte: Ndoye a destra, Orsolini a sinistra. La Juve stenta ad individuare sbocchi propizi, Chiesa gira al largo e Vlahovic non viene mai attivato nei primi venti minuti. Il Bologna regge senza soffrire più di tanto, in questa fase sembra che il piano partita funzioni. Ed ecco che l'occasione più ghiotta è addirittura rossoblù. Riconquista alta del pallone, Zirkzee lancia Ndoye che col destro costringe Perin alla prima parata. Suona l'allarme, ma la Vecchia Signora non se ne accorge. Azione successiva, ancora Zirkzee nei panni del rifinitore: imbucata da sogno per Ferguson nel cuore dell'area, lo scozzese resta di ghiaccio davanti a Perin e non perdona. Palla all'angolino, Bologna clamorosamente avanti e il sorriso sornione di Thiago Motta a bordo campo dice tutto. Juve in bambola, rossoblù in controllo e padroni del rettangolo verde. Copione identico: Zirkzee continua a portare a spasso Bremer col piglio del giocoliere e appoggia ancora per Ferguson, che col sinistro dal limite sfiora il raddoppio e chiude una prima mezzora perfetta per il Bologna. Allegri cerca di scuotere i suoi di fronte a questa salita imprevista, ma la Juve trova tutte le linee di passaggio intasate e non colleziona neppure lo straccio di una palla goal se si esclude il destro velleitario da fuori di Weah ben controllato da Skorupski. In archivio, un primo tempo assolutamente da incorniciare.

Ci si aspetta un'uscita rabbiosa dai blocchi da parte della Juve, il Bologna si prepara a minuti di resistenza. E in effetti al primo affondo i bianconeri riuscirebbero ad acciuffare il pareggio con Vlahovic, liberato dalla torre aerea di Bremer. Nel mirino del VAR finisce però la posizione di fuorigioco di Rabiot, che ostacola la visuale di Skorupski al momento del tiro dell'attaccante serbo: il sig.Di Bello va al monitor e giustamente annulla l'1-1. Tutt'altro ritmo nelle giocate bianconere rispetto al primo tempo, continua la pressione dalle parti di Skorupski che di lì a poco deve superarsi sulla cannonata dalla distanza di Weah. Il Bologna raggiunge comunque indenne l'ora di gioco, a quel punto Thiago Motta mette mano a tutti i reparti: Corazza, Dominguez e Karlsson dentro rispettivamente per Lykogiannis, Moro e Orsolini. Non tarda ad arrivare la risposta di Allegri, che chiede qualità a Pogba e guizzi a Iling-Junior: escono di scena Fagioli e Cambiaso. Segue giallo clamoroso nell'area bianconera, su ripartenza potenzialmente letale dei rossoblù. Zirkzee s'invola e col sinistro chiama Perin alla respinta, sul pallone vagante Ndoye anticipa secco Iling-Junior che lo abbatte a pochi passi dalla linea di porta: sarebbe rigore a dir poco netto con conseguente espulsione del baby juventino, il sig.Di Bello lascia incredibilmente correre. Scoppia una sacrosanta rivoluzione sulla panchina del Bologna: rosso per il collaboratore tecnico Colinet e giallo per Thiago Motta. La macchia resta, indelebile. La rabbia, pure. Graziato dalla clemenza arbitrale, Iling-Junior ha modo di riscattarsi a strettissimo giro di posta: dalla sua prima fuga a sinistra nasce il cross che Vlahovic incorna alle spalle di un incolpevole Skorupski. Mancano dieci minuti al triplice fischio e Allegri cova ovvi desideri di ribaltone. Dopo Milik, anche McKennie e Yildiz partecipano all'assalto bianconero mentre Motta rinforza la trincea con il dinamismo di El Azzouzi. Il pareggio rimane scolpito su pietra: un fiore che sboccia all'improvviso tra i tanti dubbi di un inizio tormentato. Thiago Motta e il popolo rossoblù possono sistemarselo all'occhiello.

 

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

JUVENTUS (3-5-2)

Perin 6; Danilo 6, Bremer 5, Alex Sandro 5.5; Weah 6.5 (82' McKennie s.v.), Fagioli 5 (66' Pogba 5.5), Locatelli 5.5 (82' Yildiz s.v.), Rabiot 5.5, Cambiaso 5.5 (66' Iling-Junior 6); Vlahovic 6.5, Chiesa 5 (74' Milik 5.5).  all.: Allegri 5.5

 

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6.5; Posch 6.5, Beukema 7, Lucumì 5.5, Lykogiannis 6 (60' Corazza 6); Aebischer 6 (85' El Azzouzi s.v.), Moro 6.5 (60' Dominguez 6); Ndoye 7 (90+2' Fabbian s.v.), Ferguson 7.5, Orsolini 6.5 (60' Karlsson 6); Zirkzee 7.  all.: Thiago Motta 7

 

JUVENTUS-BOLOGNA 1-1 (24' Ferguson; 80' Vlahovic)

 

Francesco Piggioli

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