11/MAR/2022Stefano ZaneriniSpettacolo, Gente di teatro
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GENTE DI TEATRO - AL CELEBRAZIONI AMBRA ANGIOLINI e ARIANNA SCOMMEGNA ne "IL NODO"

Dal 18 al 20 marzo Ambra Angiolini e Arianna Scommegna saranno le protagoniste de Il nodo, una pièce scritta da Johnna Adams.

Un'aula di una scuola pubblica. È l'ora di ricevimento per un'insegnante di una classe di prima media. Lei è tesa, ha la testa altrove, è in attesa di una telefonata che non arriva mai. Al colloquio si presenta inaspettatamente la madre di un suo allievo. Vuole parlarle, ma non sarà un dialogo facile. Suo figlio alcuni giorni prima è stato sospeso, è tornato a casa pieno di lividi e lei vuole a tutti i costi capire il perché. È stato vittima di bullismo o forse lui stesso è stato un molestatore... forse l'insegnante l'ha trattato con asprezza. Sciogliere questo nodo, cercare la verità è l'unica possibilità a cui aggrapparsi. Perché, come conseguenza del fatto, il figlio ha commesso qualcosa di tremendo, di irreparabile e solo un confronto durissimo tra le due donne potrà dare un senso al dolore, allo smarrimento e al loro reciproco, soffocante senso di colpa.

NOTE DI REGIA

Il nodo è ambientato in una classe di prima media della scuola pubblica di Lake Forest, piccolo centro abitato nei dintorni di Chicago. Ma attenzione: il "dove" non è importante, importante è il "quando" e soprattutto il "perché". Quali sono le responsabilità educative dei genitori e quali quelle delle istituzioni nei confronti dei figli? Di chi è la colpa se i nostri figli si trasformano in vittime o carnefici? Com'è possibile che si possa scatenare una violenza tale da indurre un ragazzo o una ragazza a uccidersi? Dove sbagliamo? Chi sbaglia? Di chi è la responsabilità? Il nodo non è semplicemente un testo teatrale sul bullismo (il che, comunque, basterebbe a renderlo assolutamente attuale e necessario), è soprattutto un confronto senza veli sulle ragioni intime che lo generano. Osa porsi le domande assolute come accade nelle tragedie greche, cerca le cause e non gli effetti. Ed è questo aspetto ad attrarmi di più. Oggi abbiamo le piattaforme digitali per raccontare storie, per denunciare fatti e azioni rilevanti. Dunque a cosa serve nello specifico il teatro? Serve a mettere a nudo, nella sintesi e nell'intensità che lo contraddistinguono, le più profonde contraddizioni dell'uomo, le ragioni ultime del suo agire. Heather Clark e Corryn Fell non sono solo l'insegnante e la madre di Gidion. Il loro conflitto, come quello tra Medea e Giasone, tra Dioniso e Penteo, tra Eteocle e Polinice, racchiude in sé tutti noi come singoli individui e tutti noi come società. E ci pone di fronte alle nostre responsabilità: per ogni ragazzo ferito, umiliato, ma anche per chi umilia e ferisce, siamo noi a essere sconfitti, come individui e come società, nostra è la responsabilità, nostra sono la pena e il dolore. La madre e l'insegnante di Gidion combattono per salvare se stesse dal baratro della colpa e forse per cercare un senso a una morte tanto orribile. Nel frastuono e nel clamore della loro battaglia non si accorgono che solo una voce resta muta e lontana: quella del figlio. Il nodo gordiano è un nodo che non puoi districare se non tagliandolo di netto. La metafora del titolo è dunque molto chiara: esistono conflitti che non possono più essere sciolti, ma solo recisi. E dunque: non bisognerebbe mai trovarsi in circostanze tanto estreme da risultare irrecuperabili. Educare la generazione di domani è la più sacra, la più alta responsabilità umana. Trascurarla è un atto gravissimo che porta ineluttabilmente ad altrettante gravissime conseguenze. Eppure viviamo in una società dove i genitori troppo spesso difendono a oltranza i loro figli, difendendo in realtà nient'altro che se stessi. Una società dove gli insegnanti sono sotto pagati e poco, pochissimo considerati. Una società dove un qualsiasi ragazzo ha il diritto di sentenziare sulla validità dell'insegnamento. Una società dove a volte fare l'insegnante è un ripiego, non il più nobile degli incarichi. Una società che ha rovesciato il principio cardine non solo dell'educazione ma anche del buon vivere sociale: il rispetto dei ruoli. Spesso si dice che non esistono più maestri. Il punto è, a mio avviso, che non esistono più allievi. Su Facebook, su Twitter, su Instagram, tutti possono dire la loro su qualsiasi argomento, senza averne le competenze e addirittura la benché minima esperienza. Un caos brutale nel quale facilmente restano impigliati i più fragili. Haether e Corryn sono due figure tragiche che si fronteggiano, il campo di battaglia è la classe, il tempo è quello dell'ora dei colloqui e per l'esattezza dalle 14.45 alle 16.15. Un'ora e mezza di attacchi, difese, strategie, accordi sperati e immediatamente traditi, senza sosta. Una grande prova d'attore. Ambra Angiolini e Arianna Scommegna combatteranno per noi, sul palco, questa battaglia nella speranza che si possa tornare a parlarsi con senso di responsabilità e di rispetto. Perché parlarsi è meglio che combattersi, sempre. Serena Sinigaglia

LA STAMPA STATUNITENSE

"Di grande impatto emotivo... una narrazione che è tanto elegante quanto agghiacciante". Washington Post

"Da cardiopalma... lo spettacolo, tra pathos e suspense, solleva profondi interrogativi sulla genitorialità e l'istruzione e documenta la forza viscerale della maternità". Washingtonian

"Il nodo è come la vita stessa, triste, divertente, sorprendente... una bella storia inquietante". DC Theatre Scene

NOTE SULL'AUTRICE

Johnna Adams si è laureata al DePaul University Theatre School nel 1995. Ha poi seguito vari corsi con importanti drammaturghi americani, tra cui Marsha Norman, Steve Diets e Paula Vogel. È considerata fra i più interessanti nuovi drammaturghi americani. Nel 2008 il suo testo Rattles debutta a Fullerton, in California; lo spettacolo viene segnalato dai critici come il migliore tra i nuovi progetti. Nello stesso anno il Flux Theatre Ensemble di New York mette in scena le sue tre commedie che compongono The Angel Eaters Trilogy. La trilogia viene nominata in sette categorie del New York Innovative Theater Awards, tra cui miglior commedia originale. Nel 2009 la sua commedia Sans merci vince il premio Reva Shirer. Nel 2011 vince il Princess Grace Award • New Dramatists. Nel 2012 Il nodo viene pubblicato dall'American Theatre Magazine e nello stesso anno viene prodotto dal Contemporary American Theater Festival. Debutta a Shepherdstown in Virginia e, successivamente, viene messo in scena da altre 40 produzioni americane, toccando numerose città tra cui New York, Philadelphia Chicago, Dallas, Houston, Berkeley e Los Angeles. Nel 2013 Il nodo ha ricevuto una menzione speciale dalla Steinberg American Theatre Critics Association.

PREZZI: Intero 29,00 € - Ridotto 26,00 € - Abbonato 24,00 € - Under 29 22,00 €

La biglietteria del Teatro Celebrazioni è aperta dal martedì al sabato, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 (Via Saragozza 234, Bologna | Tel: 051.4399123 | E-mail: info@teatrocelebrazioni.it). Per assistere agli spettacoli e agli eventi in Teatro è obbligatorio indossare la mascherina FFP2 e presentare il Super Green Pass.

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