10/GEN/2024Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Il Bologna domina ma non segna: rigori fatali, Fiorentina in semifinale

Epilogo amarissimo, nella lotteria più spietata del mondo.

Il Bologna fa un figurone a Firenze e si arrende solo ai calci di rigore. All'ottima prestazione dei rossoblù manca solo la ciliegina del goal: non è esattamente un dettaglio, nel gioco del calcio. Così, dopo lo 0-0 che si trascina fino alla fine dei supplementari, l'errore di Posch al quinto e ultimo penalty di una sequenza da manuale si rivela decisivo perché Maxime Lopez non fa altrettanto. Palla in rete, Bologna fuori dalla Coppa Italia a testa altissima e Fiorentina che aspetta la vincente di Milan-Atalanta in semifinale. Eliminazione senza vera e propria sconfitta sul campo: spilla d'onore da aggiungere al percorso della truppa di Thiago Motta e alla sua ormai proverbiale solidità. Inutile e dolorosa, ma significativa. Non c'è niente di casuale, nella stagione rossoblù. Il Bologna merita certe vette e non soffre l'alta quota. Il Bologna, soprattutto, si sta abituando e non vuole scendere.

E' la partita più prestigiosa dell'ultimo decennio abbondante di vita rossoblù, Thiago Motta si presenta al Franchi carico a pallettoni per questo scontro tra rivelazioni del campionato. Quarta contro quinta in classifica, mica per caso. L'ultimo quarto di finale di Coppa Italia disputato dal Bologna risale al 2013, mentre per ritrovare i rossoblù in semifinale bisogna riavvolgere il nastro addirittura fino al 1999. Lo smoking è insomma un po' impolverato, ma pazienza. La voglia di scrivere un'altra pagina di storia epocale dopo il colpaccio di San Siro agli ottavi si legge tra le pieghe e soprattutto nelle scelte. Al derby dell'Appennino il Bologna si affaccia di fatto in formazione tipo, con l'unica eccezione di Calafiori inizialmente risparmiato; al fianco di Lucumì si rivede Beukema. A centrocampo il dinamismo di Aebischer viene preferito al palleggio di Moro, mentre davanti le indisponibilità di Ndoye e Karlsson spazzano via ogni dubbio: Orsolini a destra, Saelemaekers a sinistra e Ferguson alle spalle di Zirkzee. Morale: ci saranno tempo e giorni per pensare al Cagliari. Più camaleontico l'undici proposto da Italiano, che schiera una Fiorentina ibrida tra consueto 4-2-3-1 e difesa a tre: tutto ruota attorno alla posizione e alle scalate dei due laterali, Kayode e Biraghi. Anche l'assetto viola dalla metà campo in su è condizionato dalle assenze: mancando i titolari Nico Gonzalez (infortunato) e Kouamé (in Coppa d'Africa), dal 1' tocca a Ikoné e a Barak supportare Beltran. Riposo iniziale per Arthur e Bonaventura, carte da spendere in corso d'opera. Match che decolla fin dalle battute iniziali, su ritmi ben poco italiani. Poche interruzioni e ancora meno pause, del resto il sig.Marchetti fischia lo strettissimo necessario incentivando così l'intensità. Più deciso lo scatto viola, nel primo quarto d'ora il Bologna fatica a tenere il pallino. Ma il rientrante Skorupski deve giusto alzare sopra la traversa un tentativo senza troppe pretese di Kayode. Archiviato questo impatto non esattamente brillante, i rossoblù salgono di tono alla distanza. E le occasioni migliori sono proprio per i ragazzi di Thiago, a partire da una combinazione sul prelibatissimo asse Ferguson-Zirkzee: stop fallito dal puntero olandese e -signore e signori- questa sì che è una notizia. Ha modo di rifarsi di lì a poco, il buon Joshua. Servito ancora a centro area, il n°9 elude la marcatura di Milenkovic con la solita finta di ronaldiana memoria e calcia a botta sicura; traversa scheggiata e palla fuori, rimpianti a non finire. Si scaldano gli oltre 2500 tifosi rossoblù al seguito, il possesso ora resta saldamente in mano al Bologna e la Fiorentina accetta con intelligenza di agire di rimessa aspettando tempi migliori. O anche solo semplicemente l'intervallo.

Cambia qualcosa dopo lo stop? Manco per idea, il monologo rossoblù prosegue incessante. Ed è subito secondo legno: palo pieno di Orsolini, che arma il suo sinistro dal limite senza fortuna. La Fiorentina annaspa, mentre il Bologna macina calcio di alta qualità trovando spunti continui a destra, dove Ranieri e Biraghi leggono solo la targa a Posch e ad Orsolini. All'assalto partecipa anche Ferguson, autore di una ripresa da autentico sultano della mediana; il suo sinistro ravvicinato esce però troppo fiacco per impensierire Christensen. Vedendo i suoi in grossa difficoltà, Italiano opta per il doppio pivot in attacco: Nzola sostituisce il deludente Ikoné, che lascia il campo tra i fischi impietosi del Franchi. Dentro anche il mestiere di Bonaventura per Barak. Fiorentina comunque sulle gambe e mai pericolosa in zona Skorupski, il Bologna gestisce trame e cronometro da padrone assoluto del match. Continuano le modifiche allo scacchiere viola, Italiano perde l'ammaccato Beltran e non avendo supplenti di ruolo inserisce un giocoliere come Arthur. Chiarissimo l'intento: riprendere confidenza con il pallone, perennemente tra i piedi della banda di Motta. Si arriva al gran finale, è tempo di primi cambi anche tra le fila rossoblù. Calafiori più Moro: fuori Lucumì e Aebischer, entrambi molto positivi. Ma il pericolo beffa si materializza proprio all'ultima curva per il Bologna. La fin lì innocua Fiorentina costruisce l'unica chance sulla mischia che precede il fischio del sig.Marchetti. Pallone conteso, Nzola prolunga con la spalla e Martinez Quarta incorna a colpo praticamente sicuro trovando la pronta risposta di Skorupski. Sospirone rossoblù e supplementari. Come a San Siro, sì. Il Bologna sembra più pimpante sul piano atletico e vorrebbe approfittarne subito con Zirkzee (palo esterno col mancino da posizione defilata), ma in coda al primo spezzone extra la premiata ditta Nzola-Martinez Quarta confeziona un'opportunità gigantesca davanti a Skorupski. Giocata acrobatica dell'angolano che si trasforma in assist deluxe per il difensore viola. Un difensore, appunto: Skorupski ringrazia e addomestica a terra il suo tiro timidissimo. Segue occasione per parte. Prima l'inzuccata di Kayode chiude malissimo (addirittura in fallo laterale!) una bella azione alla mano viola avviata da Parisi e rifinita dal pregevole cross di Mandragora, poi Orsolini pescato dalla genialata di Zirkzee in campo aperto va a sbattere sull'uscita perfetta di Christensen. All'orizzonte si staglia allora la sagoma dei rigori. Esecuzioni accademiche fino all'ultimo giro di valzer. Posch spara alto, Maxime Lopez insacca e regala la semifinale alla Viola. Minuscola consolazione: il sipario atroce nelle notti senza ritorno è parte dello status dei grandi. Benvenuto a bordo, Bologna.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

FIORENTINA (3-4-2-1)

Christensen 6.5; Martinez Quarta 6 (110' Mina 6.5), Milenkovic 7, Ranieri 6; Kayode 6.5, Maxime Lopez 6, Duncan 6 (72' Mandragora 7), Biraghi 5.5 (72' Parisi 6.5); Ikoné 5 (60' Nzola 6), Barak 5.5 (60' Bonaventura 6); Beltran 6.5 (72' Arthur 6).  all.: Italiano 6.5

 

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6.5; Posch 6, Beukema 6, Lucumì 7 (87' Calafiori 6.5), Kristiansen 6.5; Aebischer 6.5 (87' Moro 6), Freuler 6; Orsolini 6, Ferguson 7, Saelemaekers 6; Zirkzee 6.5.  all.: Thiago Motta 6.5

 

FIORENTINA-BOLOGNA 0-0 (5-4 dopo calci di rigore)

SEQUENZA RIGORI: Ferguson goal, Mandragora goal, Zirkzee goal, Arthur goal, Orsolini goal, Milenkovic goal, Calafiori goal, Mina goal, Posch fuori, Maxime Lopez goal.

 

Francesco Piggioli

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