14/APR/2024Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Il Bologna preme, ma il muro del Monza regge: altro 0-0

Applausi al bunker, l'attacco però non punge.

Notte sospesa a metà del guado per un Bologna incapace di superare la trincea del Monza. Sulla ruota del Dall'Ara esce il secondo 0-0 consecutivo per i rossoblù contro i brianzoli ma anche assoluto dopo Frosinone. L'artiglieria di Thiago Motta ha sicuramente vissuto periodi migliori, a cominciare da uno Zirkzee più in palla rispetto a domenica scorsa eppur distante dalle giornate di gloria. Come aveva fatto una settimana fa il Frosinone con Turati, Palladino si aggrappa così ad un superlativo Di Gregorio (decisivo due volte sullo scatenato Orsolini) e riesce a portare via un punto dal Dall'Ara. Quest'anno, è una notizia. E il Monza si conferma avversario indigesto, forte del terzo risultato utile di fila senza subire neppure un goal contro il Bologna. A dire il vero, il goal Ferguson l'aveva trovato all'andata, nella gara consegnata alla storia dagli abbagli dell'arbitro Pezzuto che incomprensibilmente annullò. Ma riaprire antiche ferite è esercizio inutile. Thiago si ferma ancora e la Roma ha l'opportunità di accorciare ulteriormente proprio a ridosso dell'imminente scontro che più diretto non si può. I piani erano altri, come descrivono bene i sorrisi solo abbozzati nel saluto finale sotto la curva. Ad addolcire la pillola contribuisce allora l'inviolabilità della porta rossoblù: quarto “zero” di fila alla voce reti subite. Della serie, aspettando tempi più felici meglio non prenderle. In questa appassionante corsa a tappe verso il sogno, un po' di sano pragmatismo non guasta.

Presupposti per una grande serata di calcio in un Dall'Ara strapieno, di fronte ci sono due squadre iscritte a pieno titolo al partito giochista. Almeno sulla carta, ecco. Si sfidano due vecchi amici come Thiago Motta e Palladino, compagni nel primo Genoa di Gasperini che per entrambi è stato maestro. Nell'ormai abituale testa a testa con la Roma per il quarto posto che vale con certezza la Champions League (per l'ufficialità del quinto ci siamo quasi) il Bologna ha l'occasione di allungare a +6 almeno per una notte. E arrivare allo scontro diretto dell'Olimpico con un bel pienone di punti e fiducia è ovviamente sommo desiderio del buon Thiago, che però non si fida di questo Monza ancora in corsa per l'Europa minore e capace di vincere sotto le Due Torri già nello scorso campionato. Mica comodo, ripetersi. Lo dicono numeri e tendenze: solo vittorie in casa per il Bologna nel girone di ritorno, con l'unica eccezione della sconfitta di misura contro l'Inter capolista e futura scudettata. Capitolo formazione: in difesa torna Beukema, subito titolare in coppia con Lucumì anche per via della diffida che pende sul capo di Calafiori (preservato con vista Roma); davanti invece la squalifica toglie dal palcoscenico Saelemaekers, rimpiazzato da Urbanski. Ancora panchina per Ndoye, spedito nella centrifuga della critica dall'erroraccio sotto porta di Frosinone. Stesso destino per Fabbian, cui viene di nuovo preferito Aebischer. L'assetto battagliero del Monza rivela invece in più punti le avvisaglie di quella che sarà la sua partita. Djuric boa utile per guadagnare campo, i cingoli di Pessina e non l'attesa classe di Valentin Carboni sulla trequarti, l'energica cerniera mediana con Akpa Akpro affiancato a Bondo: già dalle scelte iniziali Palladino annuncia barricate e resistenza. Privo dello squalificato Caldirola, il 4-2-3-1 brianzolo è spumeggiante solo sulla carta. Alle ali Colpani e Zerbin è richiesto grande sacrificio, mentre un centrocampo così muscolare si rivela fin da subito poco votato al palleggio e molto portato a sporcare le trame rossoblù. Prima di partire, largo al sentitissimo minuto di silenzio accompagnato dagli striscioni delle due curve per ricordare la tragedia di Suviana. Orsolini contro Di Gregorio, il manifesto sintetico del primo tempo è racchiuso in un titolo. L'esterno rossoblù è di gran lunga il più in forma della compagnia offensiva e si vede: il Bologna pende dalla sua parte e dalle sue labbra, il diretto marcatore (Carboni) è in costante affanno e solo una prodezza del portiere brianzolo in risposta al solito sinistro carico di veleno evita il vantaggio rossoblù. Vicino al graffio anche Ferguson su calcio d'angolo, ma la palla sfila di poco a lato con Di Gregorio stavolta impotente. Per il resto, una frazione che non passerà di certo alla storia. Un solo pericolo per Skorupski, reattivo nel domare un tocco sporco di Lucumì in mischia. Continuo ma sterile il possesso del Bologna, Monza dal canto suo assai abbottonato con i tenori travestiti da operai: del temuto Colpani -per dire- nessuna traccia.

Proprio Colpani ha la chance di prendersi la scena con gli interessi in avvio di ripresa, ma il suo acrobatico tentativo fuori misura su invito prelibato di Zerbin sa tanto di goal sbagliato. A conti fatti, questa rimane l'unica combinazione degna di nota di tutta la gara del Monza. Archiviato il bagliore improvviso, i ragazzi di Palladino riprendono a dedicarsi anima e corpo all'arte del catenaccio, con clamorosi picchi Anni Settanta. E il Bologna? Controlla e crea, ma non affonda la lama. Di Gregorio risponde ancora a Orsolini, poi Freuler s'improvvisa incursore sulla bella imbucata di Posch ma non trova lo specchio. La partita non si sblocca, lecito attendersi mosse dalla panchina. Che tuttavia, almeno sul fronte rossoblù, non arrivano. Motta si limita a sostituire l'acciaccato Ferguson con Ndoye, accentrando al tempo stesso Urbanski su mattonelle a lui più amiche dopo gli impacci manifestati da esterno. Fabbian, Karlsson e Castro sono opzioni logiche e valide, limitandosi al solo reparto offensivo: peccato che nessuno dei tre veda il campo. Sì, il Bologna chiude con un solo cambio effettuato. Difficile da spiegare e da spiegarsi, obiettivamente. Sul fronte opposto Palladino usa invece tutte le armi a disposizione, oltre ai cinque slot delle sostituzioni. Ritmo spezzato di continuo, perdite di tempo, un pizzico di provocazione: tutto fa brodo e punti. Thiago non sbroglia la matassa e deve accontentarsi di un altro piccolo mattoncino al posto dell'intero bottino. Verdetto agrodolce, che lascia comunque in dote un'altra settimana al quarto posto solitario aspettando la Roma e un bivio da far tremare i polsi. Inutile specificarlo, lì servirà il miglior Bologna.

 

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

BOLOGNA (4-1-4-1)

Skorupski 6; Posch 6.5, Beukema 6, Lucumì 6.5, Kristiansen 6; Freuler 6.5; Orsolini 7, Aebischer 5.5, Ferguson 6 (62' Ndoye 6), Urbanski 5.5; Zirkzee 5.5.  all.: Thiago Motta 5.5

 

MONZA (4-2-3-1, dall'84' 4-4-2)

Di Gregorio 7.5; Birindelli 6, Izzo 6, Pablo Marì 6.5, A.Carboni 5 (68' Pereira 5.5); Akpa Akpro 6.5 (79' Gagliardini s.v.), Bondo 6 (84' Colombo s.v.); Colpani 5 (84' V.Carboni s.v.), Pessina 6, Zerbin 6.5 (79' Maldini s.v.); Djuric 5.5.  all.: Palladino 6

 

BOLOGNA-MONZA 0-0

 

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